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martedì 13 aprile 2021

La paura che tutto divora

«Lo so che hai scritto tanti articoli sul vaccino Johnson & Johnson, anche una mia amica mi ha girato un tuo link, ma ti prego, per favore, non dirmi nulla. 

Mi sono prenotata ieri per la vaccinazione anche se non sono convinta e ora non voglio più pensare, non voglio più sapere. Il legame con l’aborto mi fa orrore, spero sia una cosa non vera, non voglio approfondirlo. Dopo tutti questi mesi sono così stanca, spaventata, sola. Per favore, non dirmi nulla». 

Una vicina, poco fa. Nei suoi occhi, lucidi per le troppe preoccupazioni, c’è tutto il terrore che da più di un anno bombarda i cuori. 

Un abbraccio

mercoledì 20 gennaio 2021

Il 27 gennaio l'amore crea

«Nel cuore di madre il sorriso del bimbo non si cancella, nel cuore, anime bianche nel cielo non vi scordate, per quanto sia il male non vi scordate»: così recita “Allodole”, uno dei brani più intensi de "La variante di Luneburg", fabula in musica con Milva e Walter Mramor ispirata all’omonimo romanzo di Paolo Maurensig. Dopo la deportazione, le torture, l’annientamento, addirittura dopo la morte, c’è qualcosa in grado di sbaragliare tutte le carte in tavola. C’è qualcosa che non muore, che non si cancella. 

Perché celebrare ancora oggi, nel 2021, la Giornata della Memoria? Per questa inaspettata rivelazione, visibile anche a chi non crede, cantata anche in un’opera laica come "La variante di Luneburg". Avvicinarsi all’Olocausto, seppur attraverso articoli di giornale, documentari e opere teatrali, consente di toccare con mano un’assurda verità: dove abbonda l’orrore, sovrabbonda l’amore. 

Memoriale Olocausto

martedì 29 dicembre 2020

Auguri di buon 2021, spazio alla speranza

Il portone della chiesa spalancato. Le panche vuote. La città deserta e silenziosa tutta intorno. Tra le immagini che hanno segnato il 2020, la fotografia della basilica di San Francesco a Pavia senza fedeli per il lockdown (pubblicata su questo blog il 20 aprile scorso) rimane impressa in modo particolare nella memoria. Non solo perché è stata l’immagine di apertura di uno degli articoli più cliccati dell’anno, bensì perché condensa in sé tutte le emozioni provate in questi dieci mesi: smarrimento, solitudine, sconcerto, paura, confusione, speranza. 

Ma procediamo con ordine: la sera del 23 febbraio, alle 21.49, su questo blog veniva rilanciato il messaggio del vescovo Corrado Sanguineti con il quale si annunciava la sospensione delle Messe con concorso di popolo. La decisione, presa dalla Conferenza episcopale lombarda, cambiava le carte in tavola: la pandemia non era più un trafiletto nelle pagine “Esteri” dei quotidiani, ma una realtà spaventosamente vicina. 

Chiesa senza fedeli

martedì 22 dicembre 2020

Giornalismo, i sogni salvano

Sono passati quattro anni dalla prima volta che ho varcato questa porta. E ricordo come fosse ieri le mani un po’ tremanti per la sensazione di entrare in un posto atteso, sognato, sperato, immaginato a lungo. Al tempo muovevo i primi passi in una gavetta stupenda e terribile fatta di lavoro full-time, 7 giorni su 7, senza tregue né garanzie. 

Tante, tantissime le scoperte, è vero che questo lavoro si impara macinando chilometri a caccia di notizie ogni giorno e con giornate dietro la scrivania a fare macchina e cucina (essendo stato a lungo esterno, dunque abituato a cucine barbare, ho sempre cercato di essere rispettoso e delicato), e tante, tantissime le soddisfazioni, come la firma in prima pagina per reportage, inchieste e interviste importanti. Non pochi i lividi, perché la gavetta non prevede particolari tutele, contrattuali e umane, per il giovane aspirante giornalista. 

E la crisi feroce che attanaglia il settore rende le redazioni posti quasi inaccessibili, a volte cupi, dove i giovani sono visti più come possibili minacce che come risorse. Se poi vengono riconosciuti come risorse allora si trovano sulle spalle un carico extra di lavoro, che sostanzialmente comprende i loro compiti più quelli dei colleghi che hanno perso l’entusiasmo per la professione. E questa professione non perdona: farla senza entusiasmo significa precipitare in un girone infernale. Dorato, se si è fatto in tempo a firmare il contratto nazionale qualche anno fa, ma pur sempre un girone infernale. 

OdG Lombardia

martedì 15 dicembre 2020

Novena di un Natale scomodo

È ufficiale: mancano meno di dieci giorni a Natale. Eppure, non sembra. Mai come quest’anno nel cuore c’è tutto tranne ciò che dovrebbe esserci, ossia il silenzio. Il silenzio dell’Avvento, che prepara all’incontro con l’Emanuele, il Dio con noi, un Dio che ama così profondamente l’uomo da irrompere nella storia per cambiarla. Un silenzio religioso, spirituale, ma anche profondamente umano, perché ogni persona, credente o non, ha bisogno di ristoro. 

Dopo un anno di fatiche e traguardi, sostare davanti al presepe significa fare i conti con se stessi, con la propria storia, con ciò che si è costruito e distrutto. E in questi dodici mesi appena trascorsi quante cose sono cambiate. Molte non sono andate come si era progettato, alcune sono state semplicemente cancellate, senza possibilità di recupero. Forse proprio il 25 dicembre, a pranzo, quando i conti dei posti sulla tavola della festa non torneranno, si capirà cos’è avvenuto veramente. 

Luci di Natale

giovedì 10 dicembre 2020

Natale in famiglia, Natale nel cuore

«Senza famiglia non è Natale». È questa la frase che echeggia maggiormente sui social, dove le proteste per le restrizioni anti Covid-19 a Natale continuano a crescere. Qualcuno, con malignità, potrebbe definirle “inedite”, dato che solitamente in questo periodo sui social veniva riversato il fastidio di dover rivedere parenti lontani (e poco amati). Ma ecco la pandemia, e tutto cambia nella scala di valori. 

Sono ancora importanti i regali, ma la vera gioia è lo scambio dei pacchetti, sono le mani che si sfiorano, senza gel igienizzante al seguito. I sorrisi dei parenti più anziani, che raccontano quelle storie di famiglia che ormai tutti conoscono, le battute dei parenti “simpatici a tutti i costi”, le domande invadenti su fidanzamenti, carriera e stipendio, i baci umidi dati in abbracci così stretti da schioccare nei timpani, e quanto altro ancora. 

Negozi addobbi Natale

sabato 5 dicembre 2020

L'Ordine della Fenice (ci) salva tutti

«Harry annuì. Non riusciva a trovare le parole per spiegare che cosa significava per lui vederli tutti schierati lì, al suo fianco. Invece sorrise, levò una mano in segno di saluto, si voltò e uscì dalla stazione, verso la via illuminata dal sole, con zio Vernon, zia Petunia e Dudley che arrancavano nella sua scia». Giovedì 10 dicembre dalle 21.40 (come sempre si spera prima ma si teme dopo) arriva su Canale 5 “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”

Hogwarts

Il quinto capitolo della saga nata dalla penna di J.K. Rowling narra una grande battaglia, quella fra verità e menzogna. Il ritorno di Voi-Sapete-Chi infatti è negato strenuamente dal Ministero della Magia, e la Gazzetta del Profeta sceglie la linea più istituzionale possibile. Harry Potter, fino a pochi mesi prima osannato (e persino perdonato per una violazione della legge magica), diventa un complottista pericoloso. Un ragazzino assetato di fama, disposto a tutto pur di far parlare di sé, imprigionato in una storia senza la quale sarebbe un anonimo mago adolescente, orfano e cresciuto da babbani arroganti. 

Sibilla Cooman

sabato 28 novembre 2020

Harry Potter? "Pericoloso"

«Un ex satanista di alto livello, ha detto in maniera chiara che in quei film ci sono chiari riferimenti a satana e al libro del capro», il commento che non ti aspetti (caro utente, attenzione alla punteggiatura). Un passo indietro: con la nuova maratona Harry Potter proposta da Canale 5, ogni giovedì in prima serata un capitolo della saga, gran finale a Capodanno, i motori di ricerca hanno visto impennarsi le richieste di informazioni sulla storia nata dalla penna di J.K. Rowling. 

Tra gli articoli proposti ce n’è anche uno del sottoscritto, che ha attirato l’attenzione di diversi utenti: “Maratona Harry Potter, il gran finale e il senso della saga”, pubblicato il 7 aprile 2020 su questo blog. In questi giorni l’articolo in questione è stato così riscoperto e condiviso in alcuni gruppi Facebook, dove ha scatenato un certo dibattito. Dibattito che si potrebbe riassumere con: «Harry Potter è satanico, chi non lo ammette è lobotomizzato, l’autrice è una strega, spegnete la tv». 

Saga Harry Potter

martedì 24 novembre 2020

"Harry Potter e il prigioniero di Azkaban", la notte si avvicina

«Harry Potter era un ragazzo insolito sotto molti punti di vista. Prima di tutto, odiava le vacanze estive più di qualunque altro periodo dell’anno. Poi voleva davvero fare i compiti, ma era costretto a studiare di nascosto, nel cuore della notte. E per giunta era un mago». Si apre così “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, il terzo capitolo della saga che ha segnato l’adolescenza di milioni di ragazzini nati negli anni ’90. 

Giovedì 26 novembre 2020, dalle ore 21.40 (si spera prima, si teme dopo), ritorna su Canale 5 la magia nata dalla penna di J.K. Rowling. E il terzo capitolo segna lo stacco, perfettamente ripreso nel film diretto da Alfonso Cuarón, dall’infanzia all’adolescenza. 

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

domenica 22 novembre 2020

Giuni Russo e Milva, il duetto impossibile

Sono le prove a fare la differenza. Sono quei momenti rubati da una telecamera quasi nascosta, quando ancora il teatro o il palazzetto o la piazza sono vuoti, a certificare la differenza fra l’artista e altro. Perché sì, bando al politicamente corretto: non tutti sono artisti. Non tutto ciò che viene proposto da un palco è arte. 

Ciò non significa imbrigliare le emozioni, queste vanno dove vogliono e non fanno differenza fra tormentone estivo costruito a tavolino e poesia trasformata in musica dal più grande compositore. Però è giusto riconoscere per cosa si è pagato il biglietto. 

Giuni Russo foto

martedì 17 novembre 2020

Germania e Svizzera, Natale in casa

«La città si accende per Natale, i bar si riempiono mentre il sole tramonta, nelle vetrine si specchiano passanti veloci carichi di borse. Voi non avete voglia di scappare? Di fuggire lontano? Solo per qualche giorno, solo per poco». Così scrivevo in apertura di un mio pezzo dal titolo “Avvento, un tempo per rimanere”, pubblicato sul blog di Costanza Miriano il 4 dicembre 2019

Le prime settimane di dicembre sono sempre le più frenetiche: le lancette dell’orologio accelerano all’improvviso, tutto inizia a correre ed è facile perdere la bussola. Quest’anno? Come sarà l’Avvento 2020

Luci Natale
Image by Marina khrapova from Unsplash

venerdì 13 novembre 2020

Harry Potter su Canale 5

Ebbene sì, la magia è ancora tutta lì. Nella notte di Privet Drive, al civico 4, nella caotica vivacità di Diagon Alley, nell'imponenza di Hogwarts che si staglia nella notte. Sono passati 19 anni, siamo cambiati noi ed è cambiato un po’ anche il mondo, eppure qualcosa non è cambiato. Qualcosa è rimasto esattamente identico a quella sera del 2001, quando per la prima volta entravo nel cinema “Corso” della mia città, pronto a scoprire la trasposizione cinematografica di una saga che stava lasciando una traccia nella storia. 

Harry Potter e la Pietra Filosofale” lo avevo divorato. E mi ero subito immaginato un mondo, un mondo straordinario, con volti e voci e suoni e profumi e sapori. Incredibilmente, quella sera li ritrovavo tutti lì, su quello schermo immenso. Li riconoscevo, perché erano uguali a quelli che popolavano la mia fantasia. Una magia nella magia, che non si sarebbe mai più ripetuta. 

Hogwarts

venerdì 6 novembre 2020

Coprifuoco a Roma, non chiudete la bellezza

Ecco il Colosseo, l’Altare della Patria, la cupola di San Pietro, più in là anche il Quirinale. Il tramonto si stende su Roma come un lenzuolo, e la città pian piano si addormenta, senza sapere che giornate la attendono. Il nuovo Dpcm ormai è stato firmato, si avvicinano il coprifuoco nazionale alle 22 e le chiusure regionali in base all'avanzata del contagio. 

Scendere in strada ora ha un sapore diverso, perché nella capitale non si arriva mai per caso: ogni visita porta con sé emozioni, paure, incognite e speranze. Questa volta professionali, e la soddisfazione conquistata cancella finalmente la lunga fatica. 

Tramonto su Roma

sabato 10 ottobre 2020

Halloween 2020: notte di luce

Zucche (vuote), maschere, trucchi, scheletri e cappelli da strega. Nonostante il Covid-19, i supermercati sono già pieni di articoli dedicati ad Halloween. Non è ancora chiaro come si potrà fare “dolcetto o scherzetto”, dato che potrebbe essere necessario disinfettare i gommoni e mettere in quarantena i cioccolatini, ma l’imperativo categorico è vendere. Poi si vedrà. 

Anche i giornali iniziano a occuparsi di Halloween 2020 con largo anticipo: l’agenzia “Ansa” spiega come non rinunciare alla festa nonostante la pandemia, “Amica” consiglia i 12 film horror più spaventosi da vedere su Netflix ad Halloween, “SKyTg24” intervista alcuni esperti che invitano a evitare i festeggiamenti, “Corriere Romagna” fotografa la situazione di Mirabilandia, che punta su Halloween per recuperare dopo il lockdown, “Today” guarda invece agli Stati Uniti, dove il coronavirus spegne per la prima volta la tradizione del “dolcetto o scherzetto”. 

Ma la notte del 31 ottobre non è solo questo. La notte del 31 ottobre è in realtà una notte di luce. 

Candela finestra

domenica 6 settembre 2020

La bottega di Pupi Perati, l'invisibile prende forma

«Nel 460 d.C. un’orda di barbari Eruli entrò in città, e distrusse con le fiamme anche le due cattedrali che si trovavano nel cuore del centro abitato. La gente le ricostruì più grandi e più belle di prima. L’impresa, un grande sforzo per tutta la comunità, riuscì anche grazie a santi vescovi come Epifanio e all’intervento degli angeli. La storia di Pavia è particolarmente legata agli angeli». L’occhio cade sull’orologio: sono passate quasi due ore, come siamo arrivati alla storia dell’antica Ticinum? 

Entrare nella bottega di Pupi Perati, in via Teodolinda 2/4, angolo piazza del Duomo, significa mettere il mondo in parentesi per qualche minuto, o forse qualcosa di più. Si entra per acquistare un’opera d’arte, si esce con l’opera e molto di più. I pregiati vetri da fusione incontrano l’oro e altri preziosi minerali dando vita a qualcosa di unico. Come la storia che li ha ispirati.

sabato 22 agosto 2020

ASMR, quando anche le carezze diventano virtuali

Screenshot from YouTube Gina Carla ASMR

«Parole dolci sussurrate con un filo di voce, polpastrelli che accarezzano oggetti vicino al microfono, luci soffuse e inquadratura fissa sul primo piano. È questo l’identikit, incompleto, dei video ASMR che riescono a diventare virali su YouTube, superando la soglia del milione di visualizzazioni. Si scrive ASMR, ovvero «Autonomous Sensory Meridian Response», e si legge vittoria del virtuale sul reale. 

Le basi: ASMR, in italiano «Risposta sensoriale apicale autonoma», descrive quella sensazione di formicolio che scende giù dalla nuca lungo la schiena quando si ascolta una voce o un suono particolarmente piacevole e rilassante. (…)». Per iFamNews un’inchiesta sulla nuova moda che impazza tra giovani e giovanissimi: l’ASMR.