martedì 28 giugno 2016

"Il Giubileo della Misericordia: Grazia, Arte e Storia nella diocesi di Pavia"

Continua il ciclo di trasmissioni dedicate al Giubileo della Misericordia nelle diocesi italiane. Mercoledì 6 luglio la puntata de “Il Giubileo della Misericordia: Grazia, Arte e Storia nella diocesi di…” sarà dedicata alla diocesi di Pavia
Introduce padre Gianfranco Barbieri, ideatore della trasmissione. Conduce Giacomo Bertoni. 

La cupola del duomo vista da piazza della Vittoria, Pavia

Vi aspettiamo mercoledì 6 luglio a partire dalle h. 21.00 sulle frequenze di Radio Mater.

lunedì 27 giugno 2016

La Giornata del Ringraziamento di Radio Mater

Un piccolo reportage fotografico dalla splendida festa di ieri: la Giornata del Ringraziamento 2016.


Una festa per Radio Mater e una festa per il nostro direttore, don Mario Galbiati, che ha celebrato i suoi 63 anni di sacerdozio. 


Con don Donato Vicini abbiamo accolto in diretta i vostri messaggi e le vostre telefonate nella trasmissione speciale “Cuore a cuore. Auguri a don Mario”.


Desidero ringraziarvi per l’affetto, la sincerità, la vicinanza con cui ci avete resi partecipi delle vostre gioie e dei vostri dolori.


Se la festa è stata così grande è anche merito di tutti i radioascoltatori che da ogni parte dell’Europa ci hanno scritto e hanno lasciato un messaggio d’affetto per don Mario. 


lunedì 20 giugno 2016

La festa di don Mario Galbiati e di tutta Radio Mater

26 giugno 2016, la Giornata del Ringraziamento: un momento speciale di gioia e di preghiera, dedicato a tutti i collaboratori di Radio Mater. Sarà l’occasione per ritrovarci tutti assieme, per dare volti a voci note, per conoscerci e raccontarci. E per fare gli auguri più belli al nostro don Mario che, oltre a festeggiare la sua Radio Mater, festeggia 63 anni di sacerdozio!

La sede di Radio Mater ad Albavilla

Ecco il programma di questa giornata unica:
• alle ore 13:30 «Cuore a cuore. Auguri a don Mario» trasmissione in diretta dagli studi di Radio Mater con Giacomo Bertoni e don Donato Vicini;
• alle ore 15:45 Santo Rosario con le meditazioni di don Mario dalla chiesa parrocchiale di Albavilla e a seguire canto delle Litanie Lauretane;
• alle ore 17:00 Concelebrazione Eucaristica presieduta da don Mario nella chiesa di Albavilla.
Come ha detto il nostro caro don Mario, siete tutti invitati a condividere la festa. Non riuscirete a raggiungerci ad Albavilla? Non temete: Radio Mater porterà la festa nelle case di ciascuno di voi grazie ad una programmazione speciale, che inizierà già dalle h. 13.30 con una diretta a cura di Giacomo e don Donato. Una vera e propria maratona radiofonica! 

La sala regia di Radio Mater

domenica 19 giugno 2016

La Chiesa sa ancora sognare?

Se provo a scavare tra i ricordi (non senza fatica visto che il mio abituale disordine appare prepotentemente anche nella memoria) trovo alcune parole ricorrenti: sogno, fantasia, utopia. Molti sogni, intesi non solo come frammenti in fuga da un mondo vorticoso e turbolento, l’inconscio, che durante la notte spalanca per poco le sue porte, liberandone alcuni. Ma anche come il motore silenzioso delle nostre azioni coscienti. Il mondo onirico è tangente al mondo reale: lo incrocia e lo supera in una corsa veloce verso un futuro che ricorda sempre il passato.

Mi si perdoni l’eccessiva semplificazione, ma nella mia mente la fantasia è presente come i mattoni, lo scalpello, la pala: come tutti gli attrezzi necessari per delineare i contorni di un progetto solo sognato e trasformarlo in un’utopia. Solo facendo rotta verso una meta utopica posso sperare di approdare in un paese sconosciuto e bellissimo. Sogno, fantasia, utopia: sono parole che appartengono a tutti (mi auguro). Forse, appartengono un poco di più a noi giovani


Nascono nell’adolescenza (ma anche prima), aiutati magari dai pomeriggi trascorsi in compagnia dei primi libri d’avventura, regolano il cuore su un ritmo fatto di attese, speranze e slanci (non si esclude la comparsa della tachicardia) e da quel momento niente è più come prima.

Queste tre parole sono come occhiali magici che permettono di guardare la realtà ma di vedere oltre, con speranza, con cuore aperto alle mille possibilità. Ecco, visto che parliamo di sogni, mi piacerebbe una Chiesa capace di sognare. Mi piacerebbe respirare nelle nostre chiese quel profumo d’infinito che ritrovo nelle pagine di don Tonino Bello, un prete capace di vedere il mondo con gli occhi della poesia.

Il mondo denigra ogni giorno di fronte a noi giovani la responsabilità, gli affetti duraturi, l’onestà, la ricerca della verità, la famiglia, la fede: tutto ciò che rappresenta le nostre radici, la stabilità e la sfera spirituale è rappresentato come noioso e retrogrado. Ma noi dobbiamo trovare le parole, i progetti, anche la poesia, per raccontarci che le vere avventure sono quelle che partono da progetti veri, duraturi. I viaggi più belli sono quelli pieni di senso! 

mercoledì 8 giugno 2016

Ordinazioni presbiterali in Duomo a Milano

Un giorno di festa. Questo basta per descrivere cosa ci attende sabato 11 giugno 2016. Festa per chi? Per la Chiesa di Milano, certo, ma tutta la Chiesa è chiamata a gioire con Milano. In Duomo, assieme al Cardinal Scola, vivremo il conferimento delle ordinazioni presbiterali a 26 Candidati.

Le ordinazioni presbiterali nel duomo di Milano

Sono futuri sacerdoti  molto diversi fra loro, per età, corso di studi e provenienza, ma uniti dalla decisione di spendere la loro vita alla sequela di Cristo. Proprio da uno dei Candidati, Emmanuel Santoro, con un diploma di primo livello al Conservatorio, viene l’immagine che meglio descrive il gruppo dei futuri presbiteri: “un’orchestra formata da 26 strumenti, ognuno con il proprio timbro, ormai pronta a suonare accordandosi sul diapason dello Spirito, condotta dal gesto del Direttore e Maestro”. 

Rassegna stampa e scaletta delle ordinazioni presbiterali, Radio Mater

lunedì 6 giugno 2016

Perché leggere, sempre

“(…) D’altra parte chi non ha capacità e abitudine di lettura è un soggetto dalle risorse limitate non solo dal punto di vista cognitivo ma anche esistenziale, che spesso non sa pensare l’esistenza sua e altrui al di fuori dei binari dell’inerzia e del senso comune, che quando ama usa schemi rudimentali e stereotipi perché non conosce le mille variazioni dell’amore, quando soffre non sa come cavarsela e si chiude in sé, perché non sa dialogare e raccontare il dolore né con se stesso né con chi, se solo sapesse dirsi, sarebbe disposto ad ascoltarlo, e quando gli tocca di conversare dice di sé, quasi con fierezza: “Io sarò un ignorante, ma…” per poi sciorinare una valanga di banalità. 
Il non-lettore ammanta solitamente la sua ignoranza di pragmatismo, si autorappresenta come un “tecnico”, si definisce “concreto”, ma non sa che quel mondo, che al suo risveglio gli si presenta solo come un elenco di problemi da risolvere e di cose da fare, è soltanto di contenitore di un’esistenza fatta di modeste abitudini, di aspirazioni convenzionali e desideri inautentici, di manìe scambiate per desideri. 
Il non-lettore non vive <<il mondo>>, ma la sua riduzione in stereotipi e routine, perché non è in grado di pensare e sognare un <<altrove>>, e anche se tenta di sostituire la lettura con il cinema e le storie audiovisive ne capisce ben poco, perché solo chi è iniziato alla lettura sa trovare e interpretare il racconto implicito che ha generato la scrittura cinematografica. Ed è, purtroppo, colui che riduce l’avventura pedagogica al livello della formazione strumentale, pensando che la scuola deve preparare al lavoro e al <<mercato>>, dimenticando (o fingendo di dimenticare per nascondere la propria inadeguatezza) che la Paideia è ben altro, e va ben oltre.