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lunedì 17 agosto 2020

Nuovo lockdown, 700 psicologi scrivono al premier Conte

Aumento dei sintomi depressivi, propensione al danneggiamento di altri e di se stessi, timori, disagio e ansia legata alla propria sopravvivenza. Sono solo alcuni dei sintomi registrati nella popolazione italiana a seguito del lockdown, spia di un malessere profondo: accanto all’emergenza sanitaria ed economica, corre parallela un’emergenza sociale, le cui proporzioni potrebbero essere drammatiche.

È questo l’allarme lanciato da 700 psicologi e psichiatri, che hanno firmato una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, al Ministro della Salute Roberto Speranza e alle Presidenze di Camera e Senato. 

Solitudine per lockdown, un ragazzo solo guarda alla finestra

domenica 26 aprile 2020

Resilienza in isolamento: #librinelverde

«L’amo con passione, la Vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la Vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere il regalo dei regali. Anche se si tratta di un regalo molto complicato, molto faticoso. A volte, doloroso. E con la stessa passione odio la Morte. La odio più d’una persona da odiare, e verso chi ne ha il culto provo un profondo disprezzo». È l’estate 2004 quando Oriana Fallaci, da qualche parte in Toscana, scrive queste righe. È la primavera 2020 quando, nel bel mezzo dell’isolamento per il coronavirus, le sue parole tornano ad affollare i pensieri. 

Immagine di un libro di Oriana Fallaci in giardino per #librinelverde

sabato 18 aprile 2020

Fase 2: l'ansia per la ripartenza

Non ci sono scuse o giustificazioni: fino al 3 maggio dobbiamo restare a casa. Ma, a partire dal 4 maggio, se il contagio continuerà a calare, potrebbe prendere avvio l’ormai famosa “Fase 2”. Tanto citata quanto nebbiosa, la Fase 2 prevederà la riapertura graduale delle aziende, con la conseguente ripresa delle principali attività produttive del Paese. 

Ma come sarà la nostra nuova vita quotidiana? Già si possono immaginare i titoli dei giornali: “Ansia da ripartenza”, “Depressione post isolamento” o ancora “10 consigli per tornare alla normalità”. Al di là delle esagerazioni, che non mancheranno, la domanda non può essere elusa: cosa ci aspetta? 

Immagine di una ragazza in isolamento che guarda fuori dalla finestra

giovedì 16 aprile 2020

Cosa leggere in isolamento

Cosa ne dite di fare un salto a Stoccolma? Al molo il Gabbiano I aspetta solo noi per partire!  

Fino al 3 maggio dobbiamo restare a casa, e la fase 2, se mai avrà inizio il 4 maggio, di certo non sarà un “liberi tutti”. E allora, cosa fare in queste giornate che sembrano non finire mai? Come passare il tempo? In Lombardia è dal 23 febbraio scorso che si vive un ritmo nuovo, un tempo nel quale le lancette percorrono quadranti paralleli. Il proprio spazio vitale si è ridotto a pochi metri quadri, ma continua a sorprendere per le tante cose che prima si davano per scontate. 

In una situazione del genere, probabilmente chi già legge molto sta superando qualsiasi record di lettura. Chi, come il sottoscritto, legge sia per lavoro che per passione, da settimane continua a vedere le parole anche dopo aver allontanato lo sguardo da libri, giornali, mail et similia. 

Una selezione di libri per ragazzi da leggere in isolamento

sabato 4 aprile 2020

Severus Piton: si può amare per sempre

«Dopo tutto questo tempo?» «Sempre» rispose Piton. C’è tanto in queste parole, forse tutto. Perché è adesso che si squarcia il velo su Severus Piton, professore ambiguo e tenebroso, mai clemente con Harry, naturale sospettato di tradimento, abile e oscuro Principe Mezzosangue. Colui che ha pronunciato la maledizione senza perdono contro Albus Silente non è ciò che sembra. È di più, molto di più: è un uomo. Perché è possibile amare per sempre, ed è profondamente umano amare per sempre.

La scena del dialogo fra Albus Silente e Severus Piton

giovedì 2 aprile 2020

Di fronte al coronavirus non siamo tutti uguali

Cosa succede oggi quando si aprono le linee telefoniche in una realtà come Radio Mater? Succede che le linee vengono immediatamente intasate da centinaia di richieste di aiuto come quella della signora Anna.

Persone anziane, sole, spesso già impegnate a combattere contro qualche patologia, sfinite dalla solitudine e dalla paura. Attorno a loro c’è un vuoto d’affetti che in tempi di isolamento da coronavirus si fa insopportabile. Perché vengono a mancare tutte le occasioni di socialità che tenevano vive le relazioni: niente giro al mercato, niente Messa in parrocchia, niente chiacchiere sull’autobus, niente commissioni in posta o negli uffici pubblici.

In Lombardia è dal 23 febbraio scorso che sono sospese le Messe con concorso di popolo: per una persona abituata a parteciparvi quotidianamente, l’assenza è ormai una ferita profonda. Sì, giù le maschere: non tutte le lacrime sono uguali

Un'anziana sola in isolamento per il coronavirus

domenica 29 marzo 2020

Coronavirus, l'autoisolamento per riscoprirci umani

[«Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato».

Con l’ultimo decreto per contrastare il contagio da coronavirus, che ha reso l’Italia intera zona rossa, blindando le persone in casa, è cambiato tutto. 

Autoisolamento e inquietudine, a casa da soli dobbiamo fare i conti con noi stessi

giovedì 26 marzo 2020

#iostoacasa: due film gratis on demand, libri e dvd scontati

Cosa fare a casa durante questo periodo di isolamento? Possiamo leggere, possiamo ascoltare musica, possiamo guardare serie televisive e film. Avete già visto tutti i film disponibili on demand? Avete esaurito in cinque giorni il budget culturale di due mesi? Cercate titoli diversi, storie mai raccontate? DOMINUS Production aderisce alla campagna #iostoacasa e mette a disposizione due film on demand gratuitamente: “Cristiada” e “Il risveglio di un gigante”.

Locandina del film Cristiada ora disponibile gratis on demand

lunedì 23 marzo 2020

Radio Maria: coronavirus, un affare di famiglia

Siamo in casa, e con l’isolamento ci troviamo a fare i conti con noi stessi. Non ci sono apericena o pizzate o palestre o shopping a distrarci: il coronavirus ora è un affare di famiglia. E dalla famiglia siamo chiamati ad allargare lo sguardo verso un mondo che non smette di correre, non smette di soffrire, non smette di sperare. Rimanere aggiornati significa scoprire le buone notizie e vigilare su quelle cattive: gli anziani che rischiano di non ricevere cure adeguate, gli attacchi alla libertà religiosa, la grande bugia delle cosiddette droghe leggere, le minacce alla vita e alla libertà di coscienza...

Una finestra aperta per guardare fuori durante la quarantena per coronavirus

venerdì 20 marzo 2020

Sospesi i funerali, al cimitero il parroco da solo

Si moltiplicano gli appelli a restare a casa, mentre oggi si tocca il numero più alto di morti in Italia: 627 in un solo giorno. Quante di queste 627 vite si sono spente in solitudine a causa dell’isolamento? Molte di queste persone non hanno neanche potuto sentire un’ultima volta la voce dei loro familiari più cari. È proprio a loro, come a tutti i medici che rischiano ogni giorno la vita, che noi dobbiamo i nostri sacrifici, la nostra autolimitazione. Prima del decreto, prima di nuove misure ancora più stringenti, che potrebbero arrivare, lo sforzo deve partire da noi. Limitando le uscite alla spesa e alla farmacia noi possiamo concretamente limitare le possibilità di contagio. Tutti possiamo fare qualcosa, tutti possiamo rallentare il coronavirus. Restando a casa. E proprio per questo desidero rilanciare l’accorato appello fatto da don Luca Roveda, sacerdote della diocesi di Pavia, ai fedeli delle sue comunità. Di fronte alla morte ci sentiamo ancora più fragili, ma non siamo soli. E oggi più che mai siamo chiamati a sperimentare la comunione dei santi. La Chiesa c’è

Il cimitero di Pavia deserto a causa del coronavirus

martedì 3 marzo 2020

Messe senza popolo, le indicazioni del vescovo Corrado

Una decisione «sofferta e dolorosa». Definisce così la sospensione delle Messe con concorso di popolo monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, che ha preparato un lungo messaggio per tutti i fedeli e i sacerdoti della diocesi di Pavia, allegato alla Nota congiunta dei vescovi lombardi. Una decisione arrivata come «il frutto di un intenso dialogo avuto questa mattina, all’ombra del santuario di N.S. di Caravaggio, con un confronto con la CEI e con altre conferenze episcopali interessate dallo stesso Decreto». Si fa riferimento al Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, che detta nuove regole restrittive per limitare il contagio. 

La cupola del duomo di Pavia e la città vista dall'alto

domenica 1 marzo 2020

Coronavirus: il decreto valido fino all'8 marzo

Di seguito, le principali nuove indicazioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per il contrasto del Coronavirus. Sono valide fino all' 8 marzo.

La nuova ordinanza per il coronavirus valida fino all'8 marzo 2020

Cari vescovi lombardi, grazie

Una chiesa costruita su una piccola isola in un lago della Slovenia

Grazie. Grazie ai nostri vescovi, che davanti a una situazione fragile e inedita hanno scelto la piena collaborazione con le autorità civili, per tutelare la salute dei cittadini. Grazie perché hanno subito chiesto ai loro sacerdoti di continuare a celebrare, perché senza Eucarestia non possiamo vivere. Grazie perché si sono attivati per consentire ai fedeli di seguire le celebrazioni in radio, in televisione e attraverso dirette streaming speciali. Grazie perché non hanno nascosto il dolore e la sofferenza dietro alla scelta di far celebrare le Messe a porte chiuse.

Grazie ai nostri sacerdoti, che hanno aderito con senso di responsabilità all’ordinanza regionale e al messaggio del loro vescovo, celebrando da subito senza popolo ma per il popolo. E con il popolo, grazie alla comunione dei santi. Grazie perché con il suono delle campane ci ricordano che dietro quei portoni chiusi stanno celebrando anche per noi. Grazie per la loro obbedienza, segno di unità nella Chiesa e segno di speranza per i fedeli.

Eh sì, grazie anche ai fedeli che, nonostante la sofferenza, hanno rispettato con fiducia le indicazioni dei loro vescovi. La prudenza non va abbandonata: restiamo uniti nella preghiera, in modo particolare per le persone più fragili ed esposte al contagio del coronavirus. 
(Image by David Mark from Pixabay)

martedì 25 febbraio 2020

Isolati ma non soli

Sì, un po’ di paura c’è, inutile negarlo. Quando arriva la sera, anzi la notte, mentre il lavoro rallenta accelerano i pensieri. Nella mente ci sono le parole delle persone che mi hanno fermato per strada, mentre giravo un video contributo davanti al policlinico San Matteo: «Cosa sta succedendo davvero? Ci state dicendo tutta la verità?».

Ci sono gli scaffali vuoti dei supermercati visitati, con clienti armati di mascherine che fanno scorte di carne tali da superare tre quarantene di seguito. Ma c’è anche il messaggio del vescovo di Pavia Corrado Sanguineti che, pur sospendendo le messe con concorso di pubblico, chiede che tutti i sacerdoti continuino a celebrare a porte chiuse, e che il suono delle campane ricordi a tutti che l’Eucaristia è offerta per i vivi e i defunti. 

Chiesa vuota per coronavirus foto di don Luca Roveda

domenica 23 febbraio 2020

Coronavirus: messaggio del vescovo Corrado Sanguineti

(Di seguito, il messaggio del vescovo Corrado Sanguineti a tutti i fedeli e i sacerdoti della Diocesi di Pavia)

Carissimi fedeli e cari confratelli nel sacerdozio,
Con questo messaggio intendo offrire alcune indicazioni che ci aiutino a vivere la situazione che si sta creando, anche nel territorio della nostra Diocesi, per l’infezione virale del “Coronavirus”.
Ovviamente, siamo tenuti a osservare le disposizioni emanate e aggiornate dalle competenti Autorità che hanno lo scopo di fronteggiare la diffusione del virus, evitando allarmismi esagerati e la crescita di un clima sociale di sfiducia e di paura.
Dovendo purtroppo sospendere, fino a nuova indicazione, la celebrazione delle sante Messe, dispongo che le chiese rimangano aperte, per la preghiera personale dei fedeli, e chiedo che anche nei giorni feriali, i sacerdoti celebrino la Messa quotidiana, a porte chiuse, pregando a nome di tutta la comunità, segnalando con il suono della campane che l’Eucaristia è offerta per i vivi e i defunti: anche se non possiamo celebrare pubblicamente, non deve venire meno la preghiera liturgica che per noi sacerdoti è appuntamento quotidiano di vita ed è sorgente inesauribile di grazia per tutto il popolo di Dio. I sacerdoti mantengano i contatti con i fedeli, e non manchino di continuare la loro presenza presso i malati e gli anziani nelle case e nelle strutture di accoglienza.

Piazza duomo e la facciata della cattedrale di Pavia