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lunedì 1 giugno 2020

Le Sante Spine sono ancora la festa di Pavia

Una festa delle Sante Spine diversa, in un duomo che si riempie a fatica di fedeli, tutti ben distanziati. È dal 1499 che la cattedrale di Pavia custodisce tre spine che provengono dalla croce di Cristo, e da secoli la città, nel lunedì dopo Pentecoste, si ritrova nel suo duomo per rendere omaggio alle Sante Spine. 

Il segno è la processione che attraversa le strade del centro storico, una processione che raccoglie migliaia di pavesi e che è guidata dalla grande cupola illuminata, come una stella polare nella notte. Quest’anno, per la prima volta, niente di tutto questo è possibile. Ci si ritrova così in duomo, rispettando distanze e norme igieniche. 

Immagine della festa delle Sante Spine nel duomo di Pavia

venerdì 1 maggio 2020

Il 1° maggio accanto a San Riccardo Pampuri

La croce del vescovo Corrado Sanguineti e la fascia tricolore del sindaco di Trivolzio Paolo Giuseppe Giovanni Bremi. Sono apparse insieme, per un attimo, sul cristallo dell’urna che custodisce il corpo di San Riccardo Pampuri. Un simbolo di questo 1° maggio inedito, come inedita è stata la Quaresima 2020. Il riflesso di una comunità, cristiana e civile, che rimane unita davanti alla pandemia, che prega, che aspetta con paura e fiducia.

Il vescovo di Pavia e il sindaco di Trivolzio davanti all'urna di San Riccardo

lunedì 27 aprile 2020

No alle Messe con fedeli, come salvare la libertà di culto

«È un errore molto grave. Non si può pensare di affrontare una generale “ripartenza” che si annuncia delicatissima rinunciando inspiegabilmente a valorizzare la generosa responsabilità con cui i cattolici italiani – come i fedeli di altre confessioni cristiane e di altre religioni – hanno accettato rinunce e sacrifici e, dunque, senza dare risposta a legittime, sentite e del tutto ragionevoli attese della nostra gente». 

Così commenta oggi Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, la decisione del governo di escludere la ripresa delle Messe con concorso di popolo dalla Fase 2. La decisione è stata resa nota dal premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa trasmessa ieri sera, subito seguita da un duro comunicato della Conferenza episcopale italiana nel quale si accusa il governo di violare la libertà di culto. 

Una chiesa vuota per l'isolamento da coronavirus, Messe senza fedeli

mercoledì 15 aprile 2020

Messa senza fedeli: l'obbedienza ha ancora senso?

«I sacerdoti che hanno trovato il coraggio di fare questo, anche andando formalmente contro le disposizioni dei propri vescovi, sono più pienamente obbedienti di quanti si sono invece fermati alla lettera». Così scrive Luisella Scrosati sulla Nuova Bussola Quotidiana oggi. 

Si parla di Messe al tempo del coronavirus, un tema dibattuto e sofferto, se pensiamo che in Lombardia le Messe sono celebrate a porte chiuse dal 23 febbraio scorso. Il motore dell’articolo è: «Celebrare la Messa in questo tempo è un atto di obbedienza piena». A supporto della tesi si porta l’epicheia, o equità, virtù fondamentale per aderire sempre alla volontà di Dio. 

Un articolo approfondito e indubbiamente preciso, che dimentica però alcuni elementi chiave: le Messe non sono state vietate, le Messe continuano ad essere celebrate a porte chiuse, si sono moltiplicati gli appuntamenti televisivi e online per potervi partecipare spiritualmente (con inattesi riscontri auditel), la decisione di sospendere le Messe con concorso di popolo è arrivata dalla collaborazione fra autorità civili e religiose. 

L'altare pronto per la celebrazione ma la Chiesa è vuota per coronavirus

giovedì 9 aprile 2020

Messe con fedeli: a quando?

Sono ormai alcuni giorni che rimbalza sui social la proposta di tornare a celebrare le Messe a porte aperte. Matteo Salvini ha subito rilanciato, chiedendo di aprire le chiese per Pasqua, e il suo appello è stato ripreso da centinaia di utenti. Tra le proposte più condivise su Facebook e WhatsApp si legge: “Fate le Messe a Pasqua con concorso di popolo, basta non far entrare in chiesa più di 50 persone”. 

Facciamo chiarezza: a Pasqua non ci sarà nessuna celebrazione a porte aperte, le decisioni in merito ormai sono state confermate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. La vera domanda è cosa succederà dopo Pasqua, perché se davvero il coronavirus continuerà a diffondersi anche con le alte temperature, sarà necessario studiare nuovi modi e nuove forme di convivenza sicura, anche nelle chiese. 

Le chiese vuote per fermare il contagio da coronavirus

domenica 29 marzo 2020

Una lampada davanti a San Siro contro l'epidemia da coronavirus

Una lampada accesa davanti all’altare di San Siro, come simbolo di una città in preghiera davanti alla pandemia. Una luce in questa Quaresima che assomiglia sempre di più a una traversata del deserto.

Lampada davanti all'urna di San Siro per l'epidemia

mercoledì 25 marzo 2020

Il vescovo Corrado affida la diocesi alla Madonna delle Grazie

«Idealmente, in questa Messa e nell’Atto di affidamento che pronuncerò alla fine della celebrazione, davanti all’effigie della Vergine, io porto la città e la diocesi tutta, invocando protezione e difesa dal terribile male che sta mietendo vittime anche nel nostro territorio e che è fonte di preoccupazione per tutti, soprattutto per chi è più debole ed esposto, per chi rischia la vita e la salute nel curare i malati e nell’offrire i servizi fondamentali per la vita delle famiglie e delle persone». Il vescovo Corrado Sanguineti, al termine della Messa del 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione, ha voluto affidare la diocesi e la città di Pavia alla Madonna delle Grazie. 

La preghiera di affidamento alla Madonna delle Grazie

martedì 24 marzo 2020

Consacrazione della diocesi alla Madonna

Un atto di consacrazione della diocesi contro il coronavirus

«Un Atto di affidamento dell’intera Diocesi alla Madonna delle Grazie». Lo annuncia, attraverso una lettera a fedeli e sacerdoti diocesani, il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti. Mercoledì 25 marzo, alle ore 18, il vescovo celebrerà una Messa (senza concorso di popolo) nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al termine della celebrazione, il vescovo compirà «un Atto di affidamento dell’intera Diocesi alla Madonna delle Grazie, perché ci custodisca in questo tempo».

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus, il vescovo scrive agli operatori sanitari

«Come pastore di questa chiesa di Pavia, interpretando il sentire della gente, vorrei dirvi un grande “grazie” per il lavoro che state realizzando, con competenza, con dedizione, con profonda umanità, sostenendo la tensione dovuta alla grave epidemia in corso, e affrontando ritmi in certi casi massacranti. Il mio ringraziamento va a tutti voi, non solo a quelli impegnati in prima linea a combattere contro il Coronavirus nei reparti di malattie infettive e nelle terapie intensive, ma anche a chi svolge il suo servizio in altri reparti, negli ambulatori, nelle strutture di accoglienza e di cura per gli anziani: è tutto il sistema sanitario che è messo alla prova da questa emergenza». 

Li ha ricordati sempre gli operatori sanitari il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti. Una parola di ringraziamento, una preghiera, un ricordo non sono mai mancati al termine delle Messe, dei momenti di preghiera e delle catechesi trasmesse in streaming o su Telepavia. 

Immagine di un laboratorio per analisi mediche

lunedì 16 marzo 2020

Preghiera per l'Italia il 19 marzo alle 21

Il rosario recitato in famiglia, per sperimentare quella comunione dei santi che si fa vero ponte fra terra e cielo in queste lunghe settimane di sospensione delle Messe con concorso di popolo. Un cero e un drappo bianco sul balcone, per testimoniare al mondo che la preghiera non è fuga ma affidamento, che la fede è ricerca concreta della verità e della felicità anche qui, in mezzo alle tribolazioni terrene. 

Con piacere rilancio l’iniziativa della Conferenza episcopale italiana: «In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa». Diretta su Tv2000 dalle 21.

In preghiera il 19 marzo alle 21 con rosario e cero alla finestra

domenica 15 marzo 2020

Coronavirus, il vescovo benedice la città

Il vescovo Corrado benedice la città di Pavia per il coronavirus

Sotto lo sguardo della Madonna di Piazza Grande, sotto la maestosa cupola del duomo, sotto un cielo azzurro spazzato dal vento. Sono immagini che resteranno nella storia della città quelle riprese da Telepavia pochi istanti fa, con il vescovo Corrado Sanguineti che, terminata la Messa a porte chiuse nella cripta del duomo, è uscito in processione verso Piazza Vittoria e da lì ha benedetto con il Santissimo Sacramento la città di Pavia. Davanti all’emergenza coronavirus, ha ricordato il vescovo durante l’omelia, siamo chiamati a interrogarci sul senso del limite, a farci vicini alle persone anziane, sole, a chi è tornato alla Casa del Padre proprio in questi giorni e non ha potuto ricevere il nostro ultimo saluto. Restiamo uniti in preghiera.

venerdì 13 marzo 2020

Coronavirus: "Le chiese rimangano aperte"

«Mi sembra un segno bello di speranza che le porte siano aperte e che chi vuole sostare un momento in preghiera, lo possa fare». Annuncia così, il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti, la decisione di tenere aperte le chiese, nonostante l’emergenza coronavirus avesse fatto ventilare l’ipotesi chiusura, chiusura adottata poi per alcune basiliche della diocesi di Roma. 

I vescovi lombardi decidono che le chiese rimangano aperte

domenica 8 marzo 2020

Supplica alla Madonna del vescovo Corrado

Il vescovo Corrado Sanguineti ha composto una preghiera, una supplica alla Madonna per chiedere protezione e liberazione dalle malattie e dalle calamità. Invita tutti i fedeli a recitarla nelle proprie case ogni sera alle 21. Di seguito, il testo della supplica alla Vergine Maria.

Cappella dell'Immacolata nel duomo di Pavia

O Vergine Santa, dolce madre Maria,
nella nostra terra d’Italia sei invocata con tanti titoli e nomi,
che da secoli esprimono l’affetto del nostro popolo:
tu, madre di Cristo e madre della Chiesa,
sei sempre pronta ad ascoltare e a soccorrere i tuoi figli.
I nostri padri tante volte si sono rivolti a te, con fiducia,
nelle fatiche e nelle prove della vita,
invocando il tuo aiuto e la tua protezione davanti a malattie e calamità.
Anche noi ora, in questi giorni di trepidazione,
veniamo a te e ti chiediamo di allontanare dai nostri paesi e dalle nostre città,
l’epidemia e il male che ci minacciano.
Sostieni Maria i malati e gli anziani, le persone più fragili,
sii presente con il tuo amore materno nelle famiglie,
infondi coraggio e fortezza negli operatori sanitari,
tutti dediti alla cura degli infermi,
ottieni il dono della vera sapienza ai governanti,
mantieni nella concordia le comunità.
Intercedi presso tuo Figlio Gesù e ottieni da Lui
giorni sereni, lieti e operosi,
vissuti con fede, speranza e carità.
Con tutto il cuore ti ripetiamo:
O Madonna, tu sei la nostra fiducia e la nostra sicurezza!
“Mater mea, fiducia mea!”
Amen


Pavia, domenica 8 marzo 2020


   + Corrado vescovo

sabato 7 marzo 2020

Perché non possiamo partecipare alla Santa Messa

La sospensione delle Messe con concorso di popolo «è qualcosa di assolutamente eccezionale». Torna a parlare alla sua diocesi il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti, diocesi che si appresta a vivere la nuova domenica nella quale i fedeli non potranno partecipare di persona alle Sante Messe. Il vescovo ha ben presenti: «il disagio e la perplessità di non pochi fedeli e sacerdoti, perché la celebrazione eucaristica è un gesto fondamentale della vita cristiana, nel giorno del Signore e lungo la settimana». 

Qualcuno, aggiunge il vescovo Corrado, potrebbe dire: «Proprio in questo tempo di prova, avremmo ancora più bisogno di raccoglierci insieme intorno all’altare, e di nutrirci di Cristo pane vivo disceso dal cielo!». 

Causa coronavirus le messe sono celebrate senza fedeli