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giovedì 19 marzo 2020

Coronavirus: prima del decreto, la responsabilità

“Ti manca fare fitwalking?” Sì, tantissimo. Quell’oretta quotidiana di camminata veloce è il mio momento di ossigenazione dei pensieri. Mi rilasso, mi distacco un attimo dalle ansie, dalle scadenze, faccio il punto della situazione, sto un po’ in mezzo alla natura.

“Eppure il decreto dice che si può fare attività fisica…” Se non ti muovi in macchina e resti dove abiti conosci tutti, e troppe persone sono in giro. Chi con il cane, chi con i bambini, chi a buttare la spazzatura, chi a fare la spesa, chi per andare in farmacia, chi per “allenarsi”. Impossibile non incontrarsi sul marciapiede, non salutarsi, impensabile ignorare tutti o fare sport con la mascherina (io già respiro a fatica quando la metto per fare la spesa). “Allora perché non prendi la macchina e te ne vai al parco?”

Il problema vero è: siamo o no in una situazione di emergenza? I nostri ospedali, eccellenze riconosciute a livello mondiale, sono vicini al collasso. I posti in terapia intensiva sono quasi terminati. Non posso partecipare alla Santa Messa, non posso andare in redazione, non si può andare né a scuola né in università, e io vado a fare la camminata veloce? Sapendo che potrei involontariamente passare il virus a qualcuno, farmi male, prenderlo io stesso? 

Immagine con gente che corre all'aperto nonostante il coronavirus

sabato 7 marzo 2020

Perché dobbiamo stare a casa

Parliamoci chiaro: non se ne esce da soli. Non si risolve l'emergenza coronavirus, non la si può neanche pensare di affrontare, se non si cambia prospettiva. Da io, a noi. Non è facile: sono anni che tutto spinge verso l’individualismo, verso la società dei desideri trasformati in diritti, dove sono al bando la responsabilità, le conseguenze, e dove il bene comune è un problema, un fastidio, un limite. 

Bar e locali nonostante il coronavirus sono ancora pieni

martedì 3 marzo 2020

Messe senza popolo, le indicazioni del vescovo Corrado

Una decisione «sofferta e dolorosa». Definisce così la sospensione delle Messe con concorso di popolo monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, che ha preparato un lungo messaggio per tutti i fedeli e i sacerdoti della diocesi di Pavia, allegato alla Nota congiunta dei vescovi lombardi. Una decisione arrivata come «il frutto di un intenso dialogo avuto questa mattina, all’ombra del santuario di N.S. di Caravaggio, con un confronto con la CEI e con altre conferenze episcopali interessate dallo stesso Decreto». Si fa riferimento al Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, che detta nuove regole restrittive per limitare il contagio. 

La cupola del duomo di Pavia e la città vista dall'alto

domenica 1 marzo 2020

Coronavirus: il decreto valido fino all'8 marzo

Di seguito, le principali nuove indicazioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per il contrasto del Coronavirus. Sono valide fino all' 8 marzo.

La nuova ordinanza per il coronavirus valida fino all'8 marzo 2020

venerdì 28 febbraio 2020

Coronavirus, tra economia e umanità

Quindi, per riassumere, la nuova linea editoriale è “il virus è stato creato nei laboratori italiani e gli italiani lo stanno diffondendo nel mondo”? Improvvisamente la comunicazione è cambiata: il coronavirus non è altro che una banale influenza. La reazione è stata eccessiva. Bisogna ripartire subito. È ricomparso anche lo spread, cresciuto in questi giorni di emergenza di 40 punti base. E in effetti, solo nel lodigiano sono al momento sospese le attività di 3.400 aziende, che danno lavoro a oltre 14.000 dipendenti. Le piccole e medie imprese e le tantissime partite iva della zona devono avere risposte e aiuti, ne va della forza economica del Paese. 

Immagine di una scienziata che osserva alcuni vetrini in laboratorio

giovedì 27 febbraio 2020

Milano riparte: qual è la decisione giusta?

Immagine con la piazza e il duomo di Milano

Milano riparte, i bar riaprono, forse si torna anche a scuola. Qual è la decisione giusta? In Giappone si preparano a fronteggiare un’epidemia dalle proporzioni spaventose, con il premier Shinzo Abe che ha ordinato la chiusura di tutte le scuole del Paese. Una donna giapponese da poco guarita dal coronavirus si è ammalata una seconda volta: può accadere anche questo? Il virus, con l’aumento dei contagi, potrebbe anche mutare, magari diventando più aggressivo? Sentiamo spesso ripetere “solo il 15% dei pazienti ha complicanze respiratorie serie”, ma il 15% di quale cifra? Oggi siamo arrivati a 650 pazienti positivi in tutta Italia, nonostante le ordinanze rigide che comprendono anche la celebrazione delle messe a porte chiuse. Intanto però ci sono piccole e medie aziende in affanno, che rischiano di perdere ordini. Ci sono liberi professionisti bloccati, e ogni giorno di lavoro perso per loro significa zero guadagni e incertezza sui guadagni futuri. Cosa succede al Paese se le aziende si fermano? Molte aziende e molte partite iva arrivano da mesi, da anni difficili. Non possono permettersi lunghi stop. Il coronavirus si diffonde con energia instancabile, ed è in grado di mettere in seria difficoltà soprattutto i più anziani, le persone fragili, chi già sta lottando con altre patologie. La salute, le imprese, le persone, i posti di lavoro. Qual è la decisione giusta?

domenica 23 febbraio 2020

Coronavirus in Lombardia: anticipazioni ordinanza regionale

CORONAVIRUS, ANTICIPAZIONE DISPOSIZIONI ORDINANZA REGIONALE 

L'ordinanza della Regione Lombardia per il Coronavirus

Per opportuna notizia, si anticipano le misure che verranno adottate a brevissimo dall’Autorità sanitaria regionale in coerenza con le indicazioni nazionali.

1) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;

2) sospensione dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;

3) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura; di cui all’art. 101 dei codici dei beni culturali e del paesaggio, di cui al DL 42/2004 nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi;

4) sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale sia estero.

Il provvedimento regionale formale, in fase di redazione, potrebbe contenere ulteriori descrizioni.