Una decisione «sofferta e dolorosa».
Definisce così la sospensione delle Messe con concorso di popolo monsignor
Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, che ha preparato un lungo messaggio per
tutti i fedeli e i sacerdoti della diocesi di Pavia, allegato alla Nota congiunta dei vescovi lombardi. Una decisione arrivata come «il frutto
di un intenso dialogo avuto questa mattina, all’ombra del santuario di N.S. di
Caravaggio, con un confronto con la CEI e con altre conferenze episcopali
interessate dallo stesso Decreto». Si fa riferimento al Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, che detta nuove regole restrittive per
limitare il contagio.
Blog di Giacomo Bertoni, giornalista e scrittore. Già la Provincia Pavese, Ossigeno per l'informazione, il Ticino, Radio Mater, iFamNews. Qui si parla di giornalismo, giovani, vita, libri, Chiesa e futuro.
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martedì 3 marzo 2020
Messe senza popolo, le indicazioni del vescovo Corrado
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sabato 21 settembre 2019
Il vescovo Corrado: "L'Eucaristia è un dono per tutti"
“Sine Dominico
non possumus”. L’affermazione dei martiri di Abitene è risuonata più volte
nella cattedrale colma di fedeli per l’apertura dell’anno pastorale, che già
nel titolo, “L’Eucaristia, cuore della Chiesa”, richiama i 49 cristiani
giustiziati nel 303 in Africa perché non avevano rinunciato alla fede.
«Anche oggi ci sono cristiani nel mondo che rischiano la vita a causa della loro fede – ha ricordato il vescovo Corrado Sanguineti –, e forse noi cristiani occidentali ci sentiamo sorpresi da questa realtà. Sì, ci sono uomini e donne disposti a perdere la vita pur di non perdere l’Eucaristia domenicale. E le testimonianze dei loro vescovi parlano di chiese piene, di chiese vive. Noi oggi potremmo ripetere con verità l’affermazione “sine Dominico non possumus”?».
«Anche oggi ci sono cristiani nel mondo che rischiano la vita a causa della loro fede – ha ricordato il vescovo Corrado Sanguineti –, e forse noi cristiani occidentali ci sentiamo sorpresi da questa realtà. Sì, ci sono uomini e donne disposti a perdere la vita pur di non perdere l’Eucaristia domenicale. E le testimonianze dei loro vescovi parlano di chiese piene, di chiese vive. Noi oggi potremmo ripetere con verità l’affermazione “sine Dominico non possumus”?».
L’Eucaristia come realtà da scoprire
partecipando alla vita della comunità cristiana, l’Eucaristia come gesto che
ritma la vita stessa della comunità cristiana: «Un rito che interrompe il quotidiano per
restituirgli respiro – ha aggiunto il vescovo Corrado –. Rimettere al centro
l’Eucaristia non è una fuga spiritualistica di fronte a un mondo ostile, ma una
condizione imprescindibile per rinnovare la missione nel mondo.
L’Eucaristia rimane, in questo tempo benedetto e drammatico, un dono per tutti, anche se non è condiviso da tutti. Perché senza Cristo viene meno la speranza che ci permette di affrontare ogni fatica, senza Cristo manca l’essenziale per vivere».
L’Eucaristia rimane, in questo tempo benedetto e drammatico, un dono per tutti, anche se non è condiviso da tutti. Perché senza Cristo viene meno la speranza che ci permette di affrontare ogni fatica, senza Cristo manca l’essenziale per vivere».
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