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lunedì 17 agosto 2020

Nuovo lockdown, 700 psicologi scrivono al premier Conte

Aumento dei sintomi depressivi, propensione al danneggiamento di altri e di se stessi, timori, disagio e ansia legata alla propria sopravvivenza. Sono solo alcuni dei sintomi registrati nella popolazione italiana a seguito del lockdown, spia di un malessere profondo: accanto all’emergenza sanitaria ed economica, corre parallela un’emergenza sociale, le cui proporzioni potrebbero essere drammatiche.

È questo l’allarme lanciato da 700 psicologi e psichiatri, che hanno firmato una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, al Ministro della Salute Roberto Speranza e alle Presidenze di Camera e Senato. 

Solitudine per lockdown, un ragazzo solo guarda alla finestra

domenica 1 marzo 2020

Coronavirus: il decreto valido fino all'8 marzo

Di seguito, le principali nuove indicazioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per il contrasto del Coronavirus. Sono valide fino all' 8 marzo.

La nuova ordinanza per il coronavirus valida fino all'8 marzo 2020

giovedì 27 febbraio 2020

Milano riparte: qual è la decisione giusta?

Immagine con la piazza e il duomo di Milano

Milano riparte, i bar riaprono, forse si torna anche a scuola. Qual è la decisione giusta? In Giappone si preparano a fronteggiare un’epidemia dalle proporzioni spaventose, con il premier Shinzo Abe che ha ordinato la chiusura di tutte le scuole del Paese. Una donna giapponese da poco guarita dal coronavirus si è ammalata una seconda volta: può accadere anche questo? Il virus, con l’aumento dei contagi, potrebbe anche mutare, magari diventando più aggressivo? Sentiamo spesso ripetere “solo il 15% dei pazienti ha complicanze respiratorie serie”, ma il 15% di quale cifra? Oggi siamo arrivati a 650 pazienti positivi in tutta Italia, nonostante le ordinanze rigide che comprendono anche la celebrazione delle messe a porte chiuse. Intanto però ci sono piccole e medie aziende in affanno, che rischiano di perdere ordini. Ci sono liberi professionisti bloccati, e ogni giorno di lavoro perso per loro significa zero guadagni e incertezza sui guadagni futuri. Cosa succede al Paese se le aziende si fermano? Molte aziende e molte partite iva arrivano da mesi, da anni difficili. Non possono permettersi lunghi stop. Il coronavirus si diffonde con energia instancabile, ed è in grado di mettere in seria difficoltà soprattutto i più anziani, le persone fragili, chi già sta lottando con altre patologie. La salute, le imprese, le persone, i posti di lavoro. Qual è la decisione giusta?

lunedì 14 ottobre 2019

Lettera da una professoressa

«Miei cari ragazzi, 
ho predisposto un volumetto con i vostri lavori più belli, che non sempre siamo riusciti a leggere in classe. C’è anche il racconto di Valentina e una “cosina” che avevo scritto qualche tempo fa, e che vi dedico, pensando al periodo impegnativo e meraviglioso dell’adolescenza che state vivendo. 
È un’idea per lasciarvi un ricordo del tempo passato insieme: abbiamo lavorato, vi ho sempre trovati curiosi, entusiasti, disponibili e, se posso dire, contenta, che ho la fortuna di fare il lavoro (per me) più bello del mondo, lo devo a studenti come voi, oltre che, naturalmente, alle “cose meravigliose” che altri hanno scritto per noi. 
Ci sarebbe stato ancora moltissimo da leggere e gustare insieme! Però vi dico anche che un po’ v’invidio, perché avete ancora tanto da conoscere: i Russi, i Francesi, i Sudamericani…! Un libro ti aiuta a fuggire da te stesso, quando ne hai bisogno (come dice Pennac), ed è anche il modo più formidabile per rientrarvi, riuscendo a capirsi un po’ di più (come dice Proust). 
Grazie di tutto. 
Buona fortuna per tutto quello che desiderate. 
Un abbraccio: 
Chiara Gramegna»

Il saluto di una professoressa di lettere ai suoi studenti per la fine dell'anno scolastico

lunedì 11 settembre 2017

Il primo giorno di scuola e la città

Sono passati 7 anni. Ormai è un ritorno maturo, sei cambiato. Non passi più davanti al busto di Torquato come studente, ma come cronista (quindi puoi anche guardarlo negli occhi). Ora sei un osservatore esterno, distaccato. Eppure l’emozione si ripresenta. Il primo giorno di scuola fa ancora tremare le ginocchia, anche se forse c’entra la corsa che hai dovuto fare non trovando parcheggio… 
Seguire e raccontare (domani in edicola) il primo giorno di scuola nell’istituto dove hai vissuto il tuo primo giorno di scuola superiore è un’esperienza quasi mistica. I passi, oggi più sicuri, si posano sugli stessi gradini, percorrono gli stessi corridoi. Qualcosa è cambiato: cosa sono queste cartine geografiche antiche? E questo splendido pianoforte a coda? Tutta questa tecnologia, i computer, le lim? Le cose importanti però sono rimaste le stesse: il sorriso dei collaboratori scolastici, le voci dei professori, la fila in segreteria. Vi rendete conto di quanto sono belle le nostre radici?

La cupola del duomo di Pavia fotografata da una finestra del liceo Taramelli

martedì 17 maggio 2016

I diritti nei bagni

Sabato scorso, durante “Leggiamo insieme Avvenire”, abbiamo riscoperto (eureka!) che Barack Obama è a favore dei diritti civili (Rosa Parks 2.0). Una notizia come tante, in questo 2016 monocolore, ma con un elemento di novità: dopo le parole, ora si passa all'azione.
Secondo quanto scrive il New York Times, il governo con una circolare chiederà a tutti i distretti scolastici di permettere agli studenti transgender di utilizzare i bagni a loro scelta, a prescindere dal genere indicato sui documenti personali. La lettera alle autorità scolastiche sarà diffusa oggi, a firma dei dipartimenti di Giustizia e Istruzione. Non ha la forza di una legge, ma contiene una implicita minaccia: le scuole che non rispetteranno l'indicazione dell'amministrazione Obama potranno essere perseguite legalmente o perdere fondi federali, afferma il New York Times.” (Avvenire, 13 maggio 2016). 


sabato 15 dicembre 2012

Piccoli angeli

Siamo cresciuti guardando l'America come il paese più civile del mondo, il più moderno, il più attento ai diritti umani. Dopo la terribile strage di ieri, ci sono ventisei nuovi angeli nel cielo. Venti di questi sono saliti in Paradiso nel pieno della loro infanzia. E' proprio a questi angioletti che vorrei parlare ora, vorrei poter chiedere loro aiuto. Da lassù, alleviate le ferite dei vostri genitori, consolate il dolore di tutti noi, spettatori increduli. Voi che ora siete fra le stelle, fate risplendere in noi il desiderio di un mondo più pulito, finalmente senza armi. Sarà grande l'America se saprà ascoltarvi. 

lunedì 7 febbraio 2011

Ordinaria follia scolastica... di qualità!

Dopo un periodo abbastanza desolante per la Rai, ricco di fiction gratuitamente volgari e di trasmissioni totalmente immerse nella cronaca nera, forse si comincia a vedere un po’ di luce con un prodotto di qualità…
Sto parlando di “Fuoriclasse”, fiction ambientata in una scuola superiore con protagonista Luciana Littizzetto, brillante insegnante di italiano, coinvolta in mille situazioni difficili. Prima fra tutte la sua: madre di un ragazzino adolescente che non ama studiare e che si ritrova come insegnante la collega meno amata dalla mamma, e moglie, o meglio ex-moglie, di un dentista che è scappato con una giovane esperta di denti da latte. A questa delicata situazione famigliare si unisce un’intricata vita professionale, densa di situazioni avverse. Non mancano i colleghi che tentano in tutti i modi di ostacolare la professoressa Passamaglia (Luciana), un vicepreside che abusa della sua posizione, una preside suora intraprendente ed autoritaria, ma con un passato oscuro, e tanti altri ostacoli che Luciana dovrà affrontare, quasi sempre da sola. A queste difficoltà si intrecciano quelle degli studenti, perché alle classiche simpatie-antipatie si aggiungono ragazzi provenienti da situazioni di degrado, una ragazza disabile fresca ed intelligente ma che a volte fatica ad integrarsi totalmente col resto della classe, un ragazzo che rischia di cadere nel vortice della droga…
Già, purtroppo è uno spaccato (forse un po’ impietoso) del mondo della scuola italiana. Ragazzi annoiati, spesso desiderosi solo di finire al più presto la loro giornata scolastica, ma anche gravati da problematiche importanti, che non riescono ad accettare. Ed insegnanti molte volte distaccati, confusi, incapaci di instaurare un rapporto umano con questi giovani così variegati e ricchi di sfumature. Troppo spesso, purtroppo, gli studenti e gli insegnanti finiscono col percorrere binari paralleli ma lontanissimi, come chi è costretto a gareggiare con un avversario e non a camminare insieme con una guida.
Agli autori della fiction “Fuoriclasse” e a tutti gli attori va quindi un meritato applauso, per aver saputo raccontare con ironia (ma senza superficialità) la storia di ordinaria follia di un liceo come tanti. Unico appunto? Qualche parolaccia di troppo… La realtà spesso ce ne “regala” già tante, cerchiamo ti evitarle dove si può…