Visualizzazione post con etichetta don luca roveda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta don luca roveda. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2020

Sospesi i funerali, al cimitero il parroco da solo

Si moltiplicano gli appelli a restare a casa, mentre oggi si tocca il numero più alto di morti in Italia: 627 in un solo giorno. Quante di queste 627 vite si sono spente in solitudine a causa dell’isolamento? Molte di queste persone non hanno neanche potuto sentire un’ultima volta la voce dei loro familiari più cari. È proprio a loro, come a tutti i medici che rischiano ogni giorno la vita, che noi dobbiamo i nostri sacrifici, la nostra autolimitazione. Prima del decreto, prima di nuove misure ancora più stringenti, che potrebbero arrivare, lo sforzo deve partire da noi. Limitando le uscite alla spesa e alla farmacia noi possiamo concretamente limitare le possibilità di contagio. Tutti possiamo fare qualcosa, tutti possiamo rallentare il coronavirus. Restando a casa. E proprio per questo desidero rilanciare l’accorato appello fatto da don Luca Roveda, sacerdote della diocesi di Pavia, ai fedeli delle sue comunità. Di fronte alla morte ci sentiamo ancora più fragili, ma non siamo soli. E oggi più che mai siamo chiamati a sperimentare la comunione dei santi. La Chiesa c’è. 

Il cimitero di Pavia deserto a causa del coronavirus

martedì 25 febbraio 2020

Isolati ma non soli

Sì, un po’ di paura c’è, inutile negarlo. Quando arriva la sera, anzi la notte, mentre il lavoro rallenta accelerano i pensieri. Nella mente ci sono le parole delle persone che mi hanno fermato per strada, mentre giravo un video contributo davanti al policlinico San Matteo: «Cosa sta succedendo davvero? Ci state dicendo tutta la verità?».

Ci sono gli scaffali vuoti dei supermercati visitati, con clienti armati di mascherine che fanno scorte di carne tali da superare tre quarantene di seguito. Ma c’è anche il messaggio del vescovo di Pavia Corrado Sanguineti che, pur sospendendo le messe con concorso di pubblico, chiede che tutti i sacerdoti continuino a celebrare a porte chiuse, e che il suono delle campane ricordi a tutti che l’Eucaristia è offerta per i vivi e i defunti. 

Chiesa vuota per coronavirus foto di don Luca Roveda