Si moltiplicano gli appelli a restare a casa, mentre oggi
si tocca il numero più alto di morti in Italia: 627 in un solo giorno. Quante
di queste 627 vite si sono spente in solitudine a causa dell’isolamento? Molte
di queste persone non hanno neanche potuto sentire un’ultima volta la voce dei
loro familiari più cari. È proprio a loro, come a tutti i medici che rischiano ogni giorno la vita, che noi dobbiamo i nostri sacrifici, la nostra
autolimitazione. Prima del decreto, prima di nuove misure ancora più stringenti,
che potrebbero arrivare, lo sforzo deve partire da noi. Limitando le uscite
alla spesa e alla farmacia noi possiamo concretamente limitare le possibilità
di contagio. Tutti possiamo fare qualcosa, tutti possiamo rallentare il
coronavirus. Restando a casa. E proprio per questo desidero rilanciare
l’accorato appello fatto da don Luca Roveda, sacerdote della diocesi di Pavia,
ai fedeli delle sue comunità. Di fronte alla morte ci sentiamo ancora più
fragili, ma non siamo soli. E oggi più che mai siamo chiamati a sperimentare la
comunione dei santi. La Chiesa c’è.
Blog di Giacomo Bertoni, giornalista e scrittore. Già la Provincia Pavese, Ossigeno per l'informazione, il Ticino, Radio Mater, iFamNews. Qui si parla di giornalismo, giovani, vita, libri, Chiesa e futuro.
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venerdì 20 marzo 2020
martedì 25 febbraio 2020
Isolati ma non soli
Sì, un po’ di paura c’è, inutile negarlo. Quando arriva
la sera, anzi la notte, mentre il lavoro rallenta accelerano i pensieri. Nella
mente ci sono le parole delle persone che mi hanno fermato per strada, mentre
giravo un video contributo davanti al policlinico San Matteo: «Cosa sta
succedendo davvero? Ci state dicendo tutta la verità?».
Ci sono gli scaffali vuoti dei supermercati visitati, con clienti armati di mascherine che fanno scorte di carne tali da superare tre quarantene di seguito. Ma c’è anche il messaggio del vescovo di Pavia Corrado Sanguineti che, pur sospendendo le messe con concorso di pubblico, chiede che tutti i sacerdoti continuino a celebrare a porte chiuse, e che il suono delle campane ricordi a tutti che l’Eucaristia è offerta per i vivi e i defunti.
Ci sono gli scaffali vuoti dei supermercati visitati, con clienti armati di mascherine che fanno scorte di carne tali da superare tre quarantene di seguito. Ma c’è anche il messaggio del vescovo di Pavia Corrado Sanguineti che, pur sospendendo le messe con concorso di pubblico, chiede che tutti i sacerdoti continuino a celebrare a porte chiuse, e che il suono delle campane ricordi a tutti che l’Eucaristia è offerta per i vivi e i defunti.
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