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domenica 27 dicembre 2020

Vaccino anti Covid-19 e giornali

È arrivato il Vax Day, l’inizio della somministrazione del vaccino in Europa, e su quasi tutti i giornali (versioni cartacee e online) campeggiano le immagini del furgone Pfizer che ha attraversato l’Italia per raggiungere la capitale. Immagini che pian piano vengono sostituite con i volti dei primi tre operatori sanitari vaccinati questa mattina alle 7.20 allo Spallanzani di Roma. Online si trova anche il modulo da compilare per ricevere il vaccino anti Covid-19. 

Su molti giornali la cronaca lascia il posto a una narrazione entusiastica, che comprende il tweet del premier Giuseppe Conte, «Oggi l’Italia si risveglia», e le numerose dichiarazioni di fiducia nella scienza di medici e infermieri. Con l’invito, ribadito più volte da tutti gli intervistati, affinché gli italiani si apprestino a richiedere la vaccinazione. 

Una scelta editoriale netta, che vede come principale portabandiera Il Fatto Quotidiano, ma che è tacitamente approvata dalla maggior parte delle testate giornalistiche italiane. 

Vaccino anti coronavirus

domenica 22 marzo 2020

Coronavirus e fake news: le notizie non si trovano su WhatsApp

“Non prendete per nessun motivo antinfiammatori!” “Comprate subito integratori di vitamina C, tipo il Cebion!” “Domani chiudono tutti i supermercati!” “Guardate le immagini del rosario volante!” Non accenna ad esaurirsi la catena di fake news che in queste settimane intasa WhatsApp.

Notizie assolutamente prive di qualsiasi fondamento, che nonostante questo corrono veloci e ottengono nel giro di poche ore migliaia di condivisioni. Sono verosimili, partono da paure e speranze rese più forti dall’emergenza, e riescono a diventare vere a furia di essere ripetute. Solo quella sugli integratori di vitamina C personalmente l’ho ricevuta 8 volte, tra gruppi e contatti privati. 

Immagine di un vagone pieno di persone che leggono giornali di carta

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus, il vescovo scrive agli operatori sanitari

«Come pastore di questa chiesa di Pavia, interpretando il sentire della gente, vorrei dirvi un grande “grazie” per il lavoro che state realizzando, con competenza, con dedizione, con profonda umanità, sostenendo la tensione dovuta alla grave epidemia in corso, e affrontando ritmi in certi casi massacranti. Il mio ringraziamento va a tutti voi, non solo a quelli impegnati in prima linea a combattere contro il Coronavirus nei reparti di malattie infettive e nelle terapie intensive, ma anche a chi svolge il suo servizio in altri reparti, negli ambulatori, nelle strutture di accoglienza e di cura per gli anziani: è tutto il sistema sanitario che è messo alla prova da questa emergenza». 

Li ha ricordati sempre gli operatori sanitari il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti. Una parola di ringraziamento, una preghiera, un ricordo non sono mai mancati al termine delle Messe, dei momenti di preghiera e delle catechesi trasmesse in streaming o su Telepavia. 

Immagine di un laboratorio per analisi mediche

giovedì 27 febbraio 2020

Milano riparte: qual è la decisione giusta?

Immagine con la piazza e il duomo di Milano

Milano riparte, i bar riaprono, forse si torna anche a scuola. Qual è la decisione giusta? In Giappone si preparano a fronteggiare un’epidemia dalle proporzioni spaventose, con il premier Shinzo Abe che ha ordinato la chiusura di tutte le scuole del Paese. Una donna giapponese da poco guarita dal coronavirus si è ammalata una seconda volta: può accadere anche questo? Il virus, con l’aumento dei contagi, potrebbe anche mutare, magari diventando più aggressivo? Sentiamo spesso ripetere “solo il 15% dei pazienti ha complicanze respiratorie serie”, ma il 15% di quale cifra? Oggi siamo arrivati a 650 pazienti positivi in tutta Italia, nonostante le ordinanze rigide che comprendono anche la celebrazione delle messe a porte chiuse. Intanto però ci sono piccole e medie aziende in affanno, che rischiano di perdere ordini. Ci sono liberi professionisti bloccati, e ogni giorno di lavoro perso per loro significa zero guadagni e incertezza sui guadagni futuri. Cosa succede al Paese se le aziende si fermano? Molte aziende e molte partite iva arrivano da mesi, da anni difficili. Non possono permettersi lunghi stop. Il coronavirus si diffonde con energia instancabile, ed è in grado di mettere in seria difficoltà soprattutto i più anziani, le persone fragili, chi già sta lottando con altre patologie. La salute, le imprese, le persone, i posti di lavoro. Qual è la decisione giusta?

venerdì 21 febbraio 2020

Giancarlo Bertolotti, la medicina a servizio della vita

Il 21 febbraio del 1940 nasceva a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, Giancarlo Bertolotti. Ostetrico ginecologo, oggi Servo di Dio, per 38 anni è stato in servizio al Policlinico San Matteo di Pavia. «Di avere un figlio», ripeteva sempre, «non ci si potrà mai pentire, di non averlo sì». Un viaggio alla scoperta del dottor Bertolotti, “l’apostolo del bell’amore e dell’aiuto alla vita”. 

La storia del dottor Bertolotti che ha aiutato centinaia di mamme a non abortire

martedì 5 novembre 2019

Accettare il dolore, trovare la speranza

Ci sono scale che sono più faticose di altre, sono più ripide, sono infinite. Scale alla fine delle quali arrivi senza fiato, con il cuore in gola. Davanti a te trovi una porta antipanico, in teoria facile da aprire, in realtà pesante come se dall’altra parte ci fosse la paura a opporsi. E forse c’è.

Quando si affrontano le scale che si arrampicano lungo i nove piani del Dea, il nuovo padiglione del San Matteo a Pavia, si è investiti da questo vortice di sensazioni, che rallenta il passo e spezza il respiro. Camminando poi nei 65mila metri quadrati della struttura ci si scontra con tante domande: da dove veniamo? A cosa tendiamo? Chi o cosa è in grado di garantirci la felicità? Cos’è il male? Perché esiste la sofferenza? Siamo liberi?

E proprio su questi interrogativi vuole riflettere il nuovo gruppo di studio nato da un’alleanza fra la diocesi di Pavia, l’ateneo pavese e l’Irccs policlinico San Matteo. 

Il logo del comitato Mai troppo umano, nato a Pavia da un'alleanza fra diocesi, università e San Matteo