Eccellenze reverendissime,
sono un ragazzo di 29 anni,
sono un giornalista freelance. Il 20 di febbraio non sapevo come tenere assieme
i tanti nuovi progetti che stavano nascendo, il 20 di giugno mi ritrovo a
guardare un mondo ferito, tutto da ricostruire. Oggi scrivo a voi, perché
quando la bufera ci ha travolti voi ci siete stati.
Il 23 febbraio, quando
ancora molti sottovalutavano l’emergenza e ci proponevano l’apericena, i
vescovi lombardi hanno sospeso le Messe con concorso di popolo. In quella
decisione, sofferta e inedita, abbiamo visto il desiderio di custodire l’umano,
di collaborare con le autorità civili, di essere nel mondo senza diventare del
mondo.





