«No, “Il sorriso di Moira” (Enrico Viganò, Dehoniana
Libri, pagine 87) non è una lettura facile. È un libro che costringe a
combattere con le lacrime che impertinenti spingono per cadere sulle pagine.
Tutto ha inizio alle 3.35 del 13 gennaio 2000. Il cuore di Moira, giovane donna
incinta della piccola Asia, si ferma. “Arresto cardiocircolatorio, midriasi
fissa. Al monitor, asistolia”, scrivono i medici del pronto soccorso. “Coma
post anossico”, leggono i genitori disperati sulla sua cartella clinica. Il calvario
ha inizio: i medici non danno alcuna speranza, gli aiuti da parte delle
istituzioni sono resi irraggiungibili da muraglie di burocrazia, il sostegno
psicologico e morale di amici, parenti, vicini, pian piano diminuisce, fino a
scomparire…» Per il blog di Costanza Miriano, una recensione del
libro “Il sorriso di Moira”, del giornalista Enrico Viganò.
Blog di Giacomo Bertoni, giornalista e scrittore. Già la Provincia Pavese, Ossigeno per l'informazione, il Ticino, Radio Mater, iFamNews. Qui si parla di giornalismo, giovani, vita, libri, Chiesa e futuro.
lunedì 23 gennaio 2017
domenica 22 gennaio 2017
Il viaggio verso l'edicola e il capitale umano
Stai uscendo per andare a comprare i giornali. È presto,
troppo presto per una domenica mattina. Hai litigato con un ghiaccio
impertinente che non voleva saperne di andarsene dal parabrezza del tuo
macinino. Però ormai sei in ballo: i giornali chiamano. La città si sveglia
dolcemente: anche Pavia si stiracchia infreddolita e chiede, per una volta, di
riposare ancora un’oretta. Superata una fila di alberi, dal finestrino entra un
raggio di sole. Un raggio decisamente introverso, direi quasi asociale a giudicare
dalla sua intensità, ma capace di trasformare in piccolo evento magico il suo
ingresso dal finestrino ghiacciato.
Che uomini strani che siamo. Quasi non ci parliamo più,
tutti presi dai nostri smartphone… Eh no! Con la dovuta buona creanza, mi
chiamo fuori. Vivo felicemente libero dall’ossessione dei cinque selfie
quotidiani (prontamente diffusi sui social). Tra l’altro, anche se ne fossi
tentato, non potrei farli: il mio smartphone non ha la fotocamera davanti (da
notare il linguaggio forbito). Che poi così smart non è, visto che non mi
risponde mai quando lo prego di risolvere da solo i suoi problemi.
lunedì 2 gennaio 2017
La carta stampata è il futuro
Joseph Pulitzer scriveva: “presentalo brevemente così che
possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera
pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano
essere guidati dalla sua luce.” Fare buon giornalismo oggi significa affrontare
sfide inedite, apparentemente insuperabili. La crisi della carta stampata
precarizza ulteriormente un lavoro delicato, perennemente in bilico fra
esigenze di verità e di opportunità. Ma i colpevoli (no, non i fattori) di
questa crisi sono molteplici.
A molti fa comodo che si perda l’abitudine della lettura mattutina del giornale, con i riti sociali ad essa annessi. Le chiacchiere in edicola, il confronto al bar, le conversazioni nate per caso sui mezzi pubblici sbirciando il giornale del vicino, gli articoli sottolineati e ritagliati per l’amico, o letti e commentati in classe. Con la bugia del progresso digitale, nel quale il calo delle vendite del cartaceo non è minimamente equilibrato dall’aumento delle vendite digitali, si taglia la filiera relazionale dell’informazione.
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lunedì 19 dicembre 2016
Ritiro d'Avvento per docenti universitari
Si è tenuto giovedì 15 dicembre 2016, nel convento di
Santa Maria Incoronata di Canepanova, il ritiro d’Avvento per docenti
universitari, ricercatori e personale tecnico amministrativo dell’Università
degli studi di Pavia. A guidare la lectio divina Mons. Corrado Sanguineti, che
ha meditato il prologo del Vangelo di Giovanni.
“Noi siamo fatti per incontrare la Parola di Dio, siamo naturalmente orientati ad essa”, ha spiegato Mons. Sanguineti, e questo perché “Gesù è colui che ci narra il Padre, la sua parola è un dirsi di Dio”. E ancora, “la Parola in Gesù diventa volto, quindi noi possiamo vedere. La vita cristiana ha a che fare non solo con l’ascolto, ma anche e soprattutto con il vedere.” E, se possiamo vedere, allora siamo anche in grado di riconoscere i “semi del Verbo”, la presenza del Logos nella storia che precede la venuta di Cristo. Da qui può nascere un proficuo dialogo con chi professa altre religioni o si dice ateo: l’ecumenismo non è un confuso miscuglio di credenze, ma un incontro tra persone e storie, valori e volti.
Ecco l’importanza dei simboli, come ha ricordato fra Enrico, responsabile della pastorale universitaria e padre guardiano del convento: “il presepe pensato da San Francesco non è altro che il racconto simbolico dell’Eucaristia, da riscoprire oggi liberando il santo dalle tante etichette che riducono il suo carisma al dialogo con gli animali”.
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domenica 11 dicembre 2016
Un concerto di Avvento
<<“Si sentiva che c’era Qualcuno con noi”. Credo che molti
dei presenti al concerto di Avvento tenutosi nella chiesa di S. Alessandro
Sauli la sera del 3 dicembre abbiano avuto questo pensiero. Perché non è stato
“solo” un momento di preghiera in preparazione al Natale, come recitava la
locandina dell’evento, bensì un vero incontro. Un incontro di fede, tra
fratelli, in una chiesa. No, i luoghi e le ricorrenze non sono casuali. Ma
partiamo dai cori, tre: “Con un cuore solo”, coro dei giovani universitari, corale
di S. Genesio Martire e corale Felice, di S. Alessandro. Percorsi diversi,
repertori diversi, che però si sono incontrati nella condivisione del canto che
ha chiuso la serata, il “Salve Regina” del Gen Verde. Solo una piccola prova
venti minuti prima del concerto, un centinaio di coristi sull’altare… Non era
assolutamente scontato che il canto ne uscisse bene! E invece è successo
qualcosa di speciale, perché tutti ci siamo armonizzati sulla stessa melodia,
che partiva dal cuore. Fin da subito, entrando in S. Alessandro accolti
festosamente da don Dante, ci siamo sentiti a casa. Si avvicina la notte che ha
cambiato il corso della storia; nel nostro piccolo, anche la notte di sabato
stava lasciando un segno luminoso nella nostra avventura personale di cantori.
sabato 10 dicembre 2016
A Pavia, la Solennità di San Siro
“Con
trepidazione e gioia” Mons. Corrado Sanguineti ha aperto le celebrazioni per la
Solennità di San Siro, patrono di Pavia, da lui vissute per la prima volta
come pastore della Chiesa pavese. "Il cristianesimo", così ha ricordato nell’omelia
del Pontificale, "ha fecondato la società fin dai primi anni della sua nascita",
e oggi siamo qui "non per ricordare un passato sepolto", bensì per "celebrare i
continui frutti che la fede porta all’uomo di oggi".
Noi pavesi siamo eredi di
una lunga storia, già San Martino di Tours scriveva di una comunità cristiana
viva e coinvolgente nella sua visita all’antica Ticinum. Seguendo l’esempio di
S. Siro, primo pastore ed evangelizzatore della nostra comunità, siamo chiamati
ad “andare in tutto il mondo”, perché la gioia della fede, che è un incontro
con la persona di Gesù, è così travolgente che non può essere tenuta solo per
noi, e perché “non c’è cristianesimo senza missione”.
La prima festa di S. Siro
di Mons. Sanguineti coincide anche con la sua prima lettera pastorale, dal
titolo “Maestro dove dimori? Incontrare Cristo oggi”. Tre i nodi centrali: da
dove partire per il cammino della Chiesa? Come rileggere l’incontro di Gesù con
i discepoli? Dove vivere oggi questo incontro? Alle comunità parrocchiali l’invito
quindi a verificarsi e a fare scelte capaci di rendere la grandezza della fede
vissuta nella contemporaneità, riscoprendo il gusto dell’essenziale. Come la
tradizione di S. Siro ci ricorda, anche noi siamo chiamati a condividere il
poco pane che abbiamo, perché “solo ciò che è condiviso si moltiplica”.
mercoledì 7 dicembre 2016
Il cuore della Chiesa batte a Genova
“La
motovedetta della Guardia Costiera CP288 nel Porto Antico di Genova, attraccata
a Calata Falcone-Borsellino. Sul ponte principale, un grande ostensorio con il
SS. Sacramento. Il porto invaso da migliaia di persone...”
“Genova, davanti al
Santissimo che ha attraversato le sue strade, si è fermata e ha pregato in
silenzio.”
mercoledì 30 novembre 2016
Cosa regalare a Natale?
“La cultura dominante preferisce fingere, soprattutto
quando si tratta di bambini, che il lato oscuro dell’uomo non esista, e
professa di credere in un’ottimistica filosofia del miglioramento. […]
Proprio questo è il messaggio che le fiabe comunicano al bambino in forme
molteplici: che una lotta contro le gravi difficoltà della vita è inevitabile,
è una parte intrinseca dell’esistenza umana, che soltanto chi non si ritrae
intimorito ma affronta risolutamente avversità inaspettate e spesso immeritate
può superare tutti gli ostacoli e alla fine uscire vittorioso.”
Nell'infinita ricerca del regalo perfetto si è sempre
sospinti da un desiderio: trovare un dono da favola. Un dono che faccia
sognare, che sia utile, che regali un momento di gioia alla persona che lo
riceve, che possa rimanere nel tempo... Inutile dire che niente risponde a
queste caratteristiche meglio di un buon libro. Ma oggi voglio pensare al
Natale dei bambini, bambini ormai sempre più attratti da nuovi gadget
tecnologici e dai rispettivi accessori, ma anche bambini colpiti dalle paure di
sempre: da quella del buio a quella dell'abbandono, e forse oggi accresciute da
una società che corre troppo veloce per essere compresa. Non dobbiamo lasciarci
ingannare dall'immediatezza con la quale i bambini entrano in contatto con un
tablet: questa nuova competenza non arricchisce la loro
esperienza del mondo, non chiarisce i loro dubbi e non scaccia le loro paure.
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mercoledì 23 novembre 2016
"il Ticino": custode e sentinella di Pavia
<<In questo
grande giorno di festa, mi piacerebbe fare alcune domande a “il Ticino”.
Sedermi accanto a lui, sui gradini del Duomo, in una mattina soleggiata ma
cristallizzata da una leggera nebbiolina fredda, pungente. Pavese insomma. E
qui, mentre la quotidianità scorre, ascoltare le storie più affascinanti che
sono state impresse sulle sue pagine. Ce ne sono tantissime che io ancora non
conosco!
Caro Ticino,
che da più di un secolo sei testimone, custode e sentinella degli avvenimenti
della nostra Pavia, hai avvertito anche tu il rombo tremendo della nostra torre
civica che crollava? Hai sofferto con noi per la chiusura del Duomo? Dove hai
trovato il coraggio, nei momenti più difficili della guerra, di arrivare
comunque in edicola, seppur con le pagine bianche? Hai tremato anche tu quando
il ponte è stato bombardato? E quanti avvenimenti storici per la nostra Chiesa
pavese hai raccontato! Due Papi hanno visitato la città dalle cento torri e
dalle centotrentacinque chiese, la nostra splendida Pavia, che anche sulle tue
pagine è stata descritta e amata in modo speciale da Mons. Cesare Angelini,
cantore della bellezza pavese.
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martedì 15 novembre 2016
Andiamo al cinema?
Si avvicina il terzo appuntamento con “Fotogrammi di vita”,
la nuova trasmissione di Radio Mater che ci accompagna nel mondo del cinema,
della televisione e dei social media.
Qualche anticipazione sulla nuova
puntata? Partiremo dalla Polonia, con “Agnus Dei”, il nuovo film di Anne
Fontaine. Siamo nel dicembre del 1945, Mathilde Beaulieu, atea e razionalista, giovane
collaboratrice della Croce Rossa responsabile dei sopravvissuti francesi prima
del loro rimpatrio, viene chiamata a prestare soccorso a una suora polacca…
Proveremo a delineare un ritratto di Edward Snowden, scoprendo “Snowden”, di
Oliver Stone: ritratto personale e affascinante di una delle figure più
controverse del XXI secolo, l'uomo responsabile di quella che è stata definita
la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi
segreti americani.
E ancora, le vicende del capitano Chesley "Sully"
Sullenberger, il pilota che nel 2009 è riuscito miracolosamente a far ammarare
il proprio aereo sull'Hudson, salvando la vita a 155 persone: “Sully”, di Clint
Eastwood.
E poi, beh… Se il conduttore è un potteriano, potremmo forse non
parlare di “Animali fantastici e dove trovali”, di David Yates, in uscita nel
nostro Paese proprio giovedì?
Ovviamente non mancherà uno sguardo alla
televisione, con “La classe degli asini”, “Io ci sono”, e molto altro…
Vi aspettiamo quindi giovedì 17 novembre, alle h. 11.00, sulle frequenze di Radio Mater!
Vi aspettiamo quindi giovedì 17 novembre, alle h. 11.00, sulle frequenze di Radio Mater!
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venerdì 4 novembre 2016
Viaggio in Pavia
“Il bel tempo a Pavia è un accorto compromesso tra
l’azzurro dei cieli longobardi e l’oro dei cieli latini mediterranei: azzurro
inverosimile al nord, verso le Alpi; incandescenza scarlatta al sud, verso gli
Appennini; come abbiamo spesso veduto nei nostri viaggetti in su e in giù,
quando eravamo più giovani.
Di mezzo, sta la pausa sospensiva della valle padana,
nella quale la luce trova il suo temperato splendore, la sua mitezza; in essa,
Pavia acquista le trasparenze e gli splendori delicati della sua storia, e i
colori sepolti nei secoli delle sue pietre tornano a gemere e a rivivere, dal
rosso delle torri e del castello al plenilunio di San Michele la cui arenaria
vanisce in una deliquescenza subacquea."
"Anche questo è da notare; il bel tempo illumina la città
dall’alto delle torri, che sono ancora parecchie e raccolte in arditissimi
gruppi. Chi ha mai misurato l’influenza della loro presenza sul sentimento e
sulla vita dei pavesi? Diritte, come una lezione continua di rettitudine.”
giovedì 3 novembre 2016
2 novembre: Commemorazione dei Defunti
Al
termine della Santa Messa, abbiamo portato all’altare un cero per i nostri cari
defunti in questo anno. Tanti nomi, tante storie, tanti incontri. Che grande conforto sentire l’abbraccio
della comunità, condividere il dolore e la speranza. Come ha detto il nostro
don Antonio: “Tanti ceri formano una croce. E noi sacerdoti siamo qui. Piangiamo
con voi, crediamo con voi, speriamo con voi.”
"La liturgia ci invita a
condividere il gaudio celeste dei santi, ad assaporarne la gioia. I santi non
sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la
liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono
soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e
nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina.
Della gran parte di essi non conosciamo i volti e nemmeno i nomi, ma con gli
occhi della fede li vediamo risplendere, come astri pieni di gloria, nel
firmamento di Dio." (Papa Benedetto XVI, 01/11/2006)
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