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lunedì 9 settembre 2019

La città dorme, il giornale veglia

La redazione della Provincia Pavese illuminata di notte

Il notturno è uno dei momenti che preferisco. Con la notte, la redazione si trasfigura: i telefoni smettono di squillare, le voci concitate tacciono e i computer si spengono. Tutto il palazzo sembra assopirsi. In realtà, un redattore e il caporedattore (e alcuni poligrafici) rimangono ancora a vegliare. Il lavoro è tanto: ci sono da controllare tutte le pagine, c’è da dare forma alla prima, c’è da verificare che nessuna notizia dell’ultimo minuto rimanga fuori.

Mentre le rotative si preparano a partire, fuori dalle finestre anche la città rallenta. I colori della facciata si riflettono sull’acqua serena del Naviglio e rimbalzano dolcemente tra le scrivanie, dando un nuovo volto a tutte le cose. Il giorno pian piano finisce, noi dobbiamo raccontarlo fino all’ultimo bagliore.

giovedì 5 ottobre 2017

Irina Ratushinskaya: “Grigio è il colore della speranza”

“Tutte le norme dell’esistenza umana inculcate in ognuno di noi ancor prima che cominciamo ad avere coscienza di noi stessi venivano deliberatamente e scrupolosamente calpestate. (…) Una persona normale è scioccata dalla brutalità e dalle menzogne? Allora ve ne forniranno in tale quantità che dovrete chiamare a raccolta tutte le vostre forze interiori per ricordare che esiste, esiste un’altra realtà! Esistono persone perbene, e sono la maggioranza, esistono interi paesi nei quali il nero si chiama nero e il bianco bianco, e ciò non viene perseguito per legge. Ma tutto questo vi sembrerà così lontano che solo con un grande sforzo di volontà riuscirete a conservare quella che era sempre stata la vostra normale scala di valori.” 

Si è spenta nel silenzio Irina Borisovna Ratushinskaya, dissidente sovietica, poetessa e scrittrice. Si è spenta il 5 luglio 2017, a Mosca, ma solo oggi vengo a sapere della sua morte, e ciò avviene per puro caso. Ho ripreso in mano “Grigio è il colore della speranza”, la copia ormai un po’ ingiallita (è l’edizione Rizzoli 1989) del libro che racconta i quattro anni di prigionia che Irina Ratushinskaya ha dovuto scontare in un campo di lavoro. 

Il 18 dicembre 1986, dopo essere stata liberata grazie a una forte mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale, Irina aveva ottenuto il permesso di emigrare con il marito in Gran Bretagna. 

Uno sfoglio veloce, poi la ricerca su internet: avrà trovato pace oggi Irina? New York Times, The Guardian, Washington Post, The Economist, Telegraph, The Times, The Boston Globe, The Australian Financial Review: tutti danno notizia della sua morte. In Italia solo Tempi, con un articolo di Sandro Fusina, si ricorda della “poetessa simbolo della malvagità sovietica”. 

Grigio è il colore della speranza

sabato 29 luglio 2017

Charlie Gard è morto. Ucciso


No, questo cinismo non lo accetto. Charlie non è morto, Charlie è stato ucciso. Nella nostra civilissima Europa, a un bambino di 11 mesi gravemente malato è stato spento il ventilatore meccanico che lo aiutava a respirare. Charlie è morto così, per soffocamento, in un hospice segreto, nascosto agli occhi del mondo. Sarebbe stato troppo mostrare al mondo il crimine, troppo anche per chi lo ha tenacemente condannato. Ora risparmiateci questo pietismo patetico e politicamente corretto. Perché Charlie è stato ucciso, ma con lui è morta l’Europa.

venerdì 3 marzo 2017

Una colazione sana

“Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto”. (Horacio Verbitsky)


Una colazione sana è fatta prima di tutto di parole.

giovedì 26 gennaio 2017

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2017

Il 24 Gennaio la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e il Papa pubblica il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà in Italia la domenica successiva al giovedì dell’Ascensione al Cielo del Signore Gesù: domenica 28 Maggio 2017.
Don Donato Vicini ha intervistato alcuni giornalisti e collaboratori di Televallassina e operatori della comunicazione sul tema scelto dal Santo Padre: «“Non temere perché sono con te” (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo». 


Come comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo? È una domanda da dieci milioni di dollari (il mio leggero panico di fronte a cotanta domanda è evidente), ma non possiamo smettere di interrogarci.
Il mio grazie a don Donato Vicini e a tutto lo staff di Televallassina per aver realizzato questo bel reportage. Sono molto felice di farne parte. 


domenica 22 gennaio 2017

Il viaggio verso l'edicola e il capitale umano

Stai uscendo per andare a comprare i giornali. È presto, troppo presto per una domenica mattina. Hai litigato con un ghiaccio impertinente che non voleva saperne di andarsene dal parabrezza del tuo macinino. Però ormai sei in ballo: i giornali chiamano. La città si sveglia dolcemente: anche Pavia si stiracchia infreddolita e chiede, per una volta, di riposare ancora un’oretta. Superata una fila di alberi, dal finestrino entra un raggio di sole. Un raggio decisamente introverso, direi quasi asociale a giudicare dalla sua intensità, ma capace di trasformare in piccolo evento magico il suo ingresso dal finestrino ghiacciato.

Che uomini strani che siamo. Quasi non ci parliamo più, tutti presi dai nostri smartphone… Eh no! Con la dovuta buona creanza, mi chiamo fuori. Vivo felicemente libero dall’ossessione dei cinque selfie quotidiani (prontamente diffusi sui social). Tra l’altro, anche se ne fossi tentato, non potrei farli: il mio smartphone non ha la fotocamera davanti (da notare il linguaggio forbito). Che poi così smart non è, visto che non mi risponde mai quando lo prego di risolvere da solo i suoi problemi. 

Il finestrino di un'auto con il vetro ghiacciato all'alba