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venerdì 12 giugno 2020

L’Italia non ha bisogno del Ddl Zan

Si allarga il fronte del “no” al Ddl Zan contro l’omo-transfobia. In campo scende anche la Chiesa: ieri la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso una nota, ha espresso preoccupazione per le possibili «derive liberticide» che potrebbero verificarsi se questo disegno diventasse legge. 

A questo allarme ha subito risposto la senatrice Pd Monica Cirinnà con un tweet, nel quale si legge: «Il discorso è semplicissimo: discriminazione e violenza non sono opinioni protette dall’articolo 21 della Costituzione. Di una legge che tuteli la comunità #LGBT+ e tutte le persone dai crimini d’odio c’è molto bisogno. Si approvi in fretta la legge contro #omofobia, con coraggio». 

Articolo sul Ddl Zan contro l'omotransfobia cosa cambia

lunedì 10 febbraio 2014

Un pensiero sulle fiabe

Non è stravolgendo le fiabe più antiche che si racconta la bellezza del rispetto, del dialogo e della solidarietà ai bambini. Le fiabe tradizionali, popolari, che discendono dalle opere dei fratelli Grimm, hanno sempre avuto il dono di calmare le inquietudini del fanciullo, parlando al suo inconscio a volte tormentato e cullando i suoi sogni. In queste fiabe (ed in molti racconti moderni per bambini) ci sono già avventure, situazioni, episodi e personaggi capaci di trasmettere i valori fondanti la personalità dell'uomo. Tra le righe si trovano già le risposte che il bambino cerca per sconfiggere le ansie e le paure che lo feriscono. Queste sono le priorità assolute che una fiaba deve rispettare. I primi anni di vita del bambino sono anni delicati, fragili, complessi. Non possiamo usarli noi adulti come terreno per battaglie ideologiche. Il conto, ancora una volta, arriverebbe al tavolo dei bambini. E sarebbe salatissimo.
"Dato che la vita è spesso sconcertante per lui, il bambino ha un bisogno ancora maggiore di poter acquisire la possibilità di comprendere se stesso in questo complesso mondo con cui deve imparare a venire a patti. Per poterne essere capace, deve essere aiutato a trarre un senso coerente dal tumulto dei suoi sentimenti. Egli ha bisogno d'idee sul modo di dare ordine alla sua casa interiore, per poter creare su tale base l'ordine della sua vita. (...) La fiaba, mentre intrattiene il bambino, gli permette di conoscersi, e favorisce lo sviluppo della sua personalità." (Bruno Bettelheim, "Il mondo incantato", New York, 1976)