lunedì 27 giugno 2016

La Giornata del Ringraziamento di Radio Mater

Un piccolo reportage fotografico dalla splendida festa di ieri: la Giornata del Ringraziamento 2016.


Una festa per Radio Mater e una festa per il nostro direttore, don Mario Galbiati, che ha celebrato i suoi 63 anni di sacerdozio. 


Con don Donato Vicini abbiamo accolto in diretta i vostri messaggi e le vostre telefonate nella trasmissione speciale “Cuore a cuore. Auguri a don Mario”.


Desidero ringraziarvi per l’affetto, la sincerità, la vicinanza con cui ci avete resi partecipi delle vostre gioie e dei vostri dolori.


Se la festa è stata così grande è anche merito di tutti i radioascoltatori che da ogni parte dell’Europa ci hanno scritto e hanno lasciato un messaggio d’affetto per don Mario. 


lunedì 20 giugno 2016

La festa di don Mario Galbiati e di tutta Radio Mater

26 giugno 2016, la Giornata del Ringraziamento: un momento speciale di gioia e di preghiera, dedicato a tutti i collaboratori di Radio Mater. Sarà l’occasione per ritrovarci tutti assieme, per dare volti a voci note, per conoscerci e raccontarci. E per fare gli auguri più belli al nostro don Mario che, oltre a festeggiare la sua Radio Mater, festeggia 63 anni di sacerdozio!

La sede di Radio Mater ad Albavilla

Ecco il programma di questa giornata unica:
• alle ore 13:30 «Cuore a cuore. Auguri a don Mario» trasmissione in diretta dagli studi di Radio Mater con Giacomo Bertoni e don Donato Vicini;
• alle ore 15:45 Santo Rosario con le meditazioni di don Mario dalla chiesa parrocchiale di Albavilla e a seguire canto delle Litanie Lauretane;
• alle ore 17:00 Concelebrazione Eucaristica presieduta da don Mario nella chiesa di Albavilla.
Come ha detto il nostro caro don Mario, siete tutti invitati a condividere la festa. Non riuscirete a raggiungerci ad Albavilla? Non temete: Radio Mater porterà la festa nelle case di ciascuno di voi grazie ad una programmazione speciale, che inizierà già dalle h. 13.30 con una diretta a cura di Giacomo e don Donato. Una vera e propria maratona radiofonica! 

La sala regia di Radio Mater

domenica 19 giugno 2016

La Chiesa sa ancora sognare?

Se provo a scavare tra i ricordi (non senza fatica visto che il mio abituale disordine appare prepotentemente anche nella memoria) trovo alcune parole ricorrenti: sogno, fantasia, utopia. Molti sogni, intesi non solo come frammenti in fuga da un mondo vorticoso e turbolento, l’inconscio, che durante la notte spalanca per poco le sue porte, liberandone alcuni. Ma anche come il motore silenzioso delle nostre azioni coscienti. Il mondo onirico è tangente al mondo reale: lo incrocia e lo supera in una corsa veloce verso un futuro che ricorda sempre il passato.

Mi si perdoni l’eccessiva semplificazione, ma nella mia mente la fantasia è presente come i mattoni, lo scalpello, la pala: come tutti gli attrezzi necessari per delineare i contorni di un progetto solo sognato e trasformarlo in un’utopia. Solo facendo rotta verso una meta utopica posso sperare di approdare in un paese sconosciuto e bellissimo. Sogno, fantasia, utopia: sono parole che appartengono a tutti (mi auguro). Forse, appartengono un poco di più a noi giovani


Nascono nell’adolescenza (ma anche prima), aiutati magari dai pomeriggi trascorsi in compagnia dei primi libri d’avventura, regolano il cuore su un ritmo fatto di attese, speranze e slanci (non si esclude la comparsa della tachicardia) e da quel momento niente è più come prima.

Queste tre parole sono come occhiali magici che permettono di guardare la realtà ma di vedere oltre, con speranza, con cuore aperto alle mille possibilità. Ecco, visto che parliamo di sogni, mi piacerebbe una Chiesa capace di sognare. Mi piacerebbe respirare nelle nostre chiese quel profumo d’infinito che ritrovo nelle pagine di don Tonino Bello, un prete capace di vedere il mondo con gli occhi della poesia.

Il mondo denigra ogni giorno di fronte a noi giovani la responsabilità, gli affetti duraturi, l’onestà, la ricerca della verità, la famiglia, la fede: tutto ciò che rappresenta le nostre radici, la stabilità e la sfera spirituale è rappresentato come noioso e retrogrado. Ma noi dobbiamo trovare le parole, i progetti, anche la poesia, per raccontarci che le vere avventure sono quelle che partono da progetti veri, duraturi. I viaggi più belli sono quelli pieni di senso! 

mercoledì 8 giugno 2016

Ordinazioni presbiterali in Duomo a Milano

Un giorno di festa. Questo basta per descrivere cosa ci attende sabato 11 giugno 2016. Festa per chi? Per la Chiesa di Milano, certo, ma tutta la Chiesa è chiamata a gioire con Milano. In Duomo, assieme al Cardinal Scola, vivremo il conferimento delle ordinazioni presbiterali a 26 Candidati.

Le ordinazioni presbiterali nel duomo di Milano

Sono futuri sacerdoti  molto diversi fra loro, per età, corso di studi e provenienza, ma uniti dalla decisione di spendere la loro vita alla sequela di Cristo. Proprio da uno dei Candidati, Emmanuel Santoro, con un diploma di primo livello al Conservatorio, viene l’immagine che meglio descrive il gruppo dei futuri presbiteri: “un’orchestra formata da 26 strumenti, ognuno con il proprio timbro, ormai pronta a suonare accordandosi sul diapason dello Spirito, condotta dal gesto del Direttore e Maestro”. 

Rassegna stampa e scaletta delle ordinazioni presbiterali, Radio Mater

lunedì 6 giugno 2016

Perché leggere, sempre

“(…) D’altra parte chi non ha capacità e abitudine di lettura è un soggetto dalle risorse limitate non solo dal punto di vista cognitivo ma anche esistenziale, che spesso non sa pensare l’esistenza sua e altrui al di fuori dei binari dell’inerzia e del senso comune, che quando ama usa schemi rudimentali e stereotipi perché non conosce le mille variazioni dell’amore, quando soffre non sa come cavarsela e si chiude in sé, perché non sa dialogare e raccontare il dolore né con se stesso né con chi, se solo sapesse dirsi, sarebbe disposto ad ascoltarlo, e quando gli tocca di conversare dice di sé, quasi con fierezza: “Io sarò un ignorante, ma…” per poi sciorinare una valanga di banalità. 
Il non-lettore ammanta solitamente la sua ignoranza di pragmatismo, si autorappresenta come un “tecnico”, si definisce “concreto”, ma non sa che quel mondo, che al suo risveglio gli si presenta solo come un elenco di problemi da risolvere e di cose da fare, è soltanto di contenitore di un’esistenza fatta di modeste abitudini, di aspirazioni convenzionali e desideri inautentici, di manìe scambiate per desideri. 
Il non-lettore non vive <<il mondo>>, ma la sua riduzione in stereotipi e routine, perché non è in grado di pensare e sognare un <<altrove>>, e anche se tenta di sostituire la lettura con il cinema e le storie audiovisive ne capisce ben poco, perché solo chi è iniziato alla lettura sa trovare e interpretare il racconto implicito che ha generato la scrittura cinematografica. Ed è, purtroppo, colui che riduce l’avventura pedagogica al livello della formazione strumentale, pensando che la scuola deve preparare al lavoro e al <<mercato>>, dimenticando (o fingendo di dimenticare per nascondere la propria inadeguatezza) che la Paideia è ben altro, e va ben oltre.


martedì 31 maggio 2016

Il rispetto gerarchizzato e la dignità umana

"Che nelle scuole si insegni il rispetto di genere fin dai primi anni, perché anche questo fa la differenza." (Laura Boldrini, 30/05/2016)

Mi inquieta l’idea che sta dietro a questa frase, l’idea di un rispetto categorizzato, gerarchizzato oserei dire. C’è il rispetto di genere, il rispetto sul lavoro, il rispetto a scuola, il rispetto per i genitori, il rispetto per i fratelli, il rispetto per gli immigrati, etc etc… Ma il rispetto per l'uomo?
Il 22 maggio 2009 è arrivato nelle librerie “Toppy, un moscerino dal cuore grande”, il mio primo libro. E’ stato più volte recensito come libro “contro i pregiudizi”, “per il rispetto”, “la solidarietà”, e sono osservazioni vere, aderenti alla favola. Però l’avventura vissuta da Toppy e Zippy non è solo questo: la scena di bullismo alla quale assistono mette profondamente in crisi l’idea di un rispetto gerarchizzato. Vittima di due bulli, infatti, è un personaggio forte, che a sua volta è stato prepotente con i nostri piccoli moscerini. 
Toppy vuole raccontare che il nostro cuore impazzisce di fronte all’ingiustizia, alla violenza. Non importa se essa sia perpetrata contro un uomo, una donna, un italiano, un inglese, una canadese, un trentenne, una cinquantenne, una sportiva, un signore in sovrappeso, e potremmo continuare all’infinito.

martedì 24 maggio 2016

Il ritorno di Milva: un nuovo (triplo) CD

Un ritorno, forse il ritorno: dal 27 maggio, in tutti i negozi di dischi, il nuovo (triplo) CD della Rossa. La carriera di Milva è troppo vasta per essere racchiusa in tre dischi, così come pare quasi impossibile riuscire a recuperare tutte le incisioni di più di 50 anni di carriera, incisioni numerosissime e varie (canzoni, opere teatrali, concerti dal vivo, trasmissioni televisive, etc). 
Nel panorama musicale odierno, però, questo triplo CD è una vera boccata di ossigeno, un evento da non perdere. L’occasione per ritrovare, ricordare o scoprire frammenti di una voce unica, dalla quale è nata anche la nostra Memoria, di “Un ponte tra le Valli”. Vi lascio il comunicato stampa e… Ci vediamo venerdì nei negozi di dischi! 

Il nuovo triplo cd con i più grandi successi di Milva

martedì 17 maggio 2016

I diritti nei bagni

Sabato scorso, durante “Leggiamo insieme Avvenire”, abbiamo riscoperto (eureka!) che Barack Obama è a favore dei diritti civili (Rosa Parks 2.0). Una notizia come tante, in questo 2016 monocolore, ma con un elemento di novità: dopo le parole, ora si passa all'azione.
Secondo quanto scrive il New York Times, il governo con una circolare chiederà a tutti i distretti scolastici di permettere agli studenti transgender di utilizzare i bagni a loro scelta, a prescindere dal genere indicato sui documenti personali. La lettera alle autorità scolastiche sarà diffusa oggi, a firma dei dipartimenti di Giustizia e Istruzione. Non ha la forza di una legge, ma contiene una implicita minaccia: le scuole che non rispetteranno l'indicazione dell'amministrazione Obama potranno essere perseguite legalmente o perdere fondi federali, afferma il New York Times.” (Avvenire, 13 maggio 2016). 


domenica 15 maggio 2016

"Il mio coraggio!": laboratorio per bambini

Toppy, un moscerino dal cuore grande” è una storia di amicizia, di solidarietà, di superamento dei pregiudizi, e il motore di tutta la storia è un atto di grande coraggio. Un coraggio così forte che fa dimenticare pregiudizi e convenienze, e che ha ispirato il laboratorio artistico-letterario presentato alla classe 2°c della scuola primaria De Amicis: “Il mio coraggio!”. 

Giacomo Bertoni, laboratorio letterario alla libreria la Feltrinelli di Pavia

mercoledì 11 maggio 2016

Tanto... non fa male a nessuno

Il capitale aspira a neutralizzare ogni comunità ancora esistente, sostituendola con atomi isolati e single, incapaci di parlare e di intendere altra lingua che non sia quella anglofona dell’economia di mercato. Se la famiglia comporta, per sua natura, la stabilità affettiva e sentimentale, biologica e lavorativa, la sua distruzione risulta pienamente coerente con il processo oggi in atto di precarizzazione delle esistenze. Chi pensa di essere dalla parte dell'emancipazione e del progresso perché sta dalla parte della distruzione della famiglia borghese, sappia che il progresso e l'emancipazione per cui lotta sono solo quelli del capitale e del fanatismo economico.” (Diego Fusaro)

La mia generazione è cresciuta mentre infuriava la grande battaglia contro un certo maschilismo che invadeva (è giusto usare l’imperfetto?) la politica e il mondo dello spettacolo. Un maschilismo stanco, un po’ becero, che scadeva in battute sessiste e proponeva messaggi e modelli vuoti, nel tentativo ripetitivo di distrarre la fantasia libera dell’italiano medio e dirottarla lontano dalle tante ingiustizie del quotidiano. Un maschilismo che ha trovato anche valide alleate tra le donne (e neanche così poche purtroppo), disposte a farsi ritrarre come marionette in cambio di notorietà e denaro.
Un circo affascinante, luminoso e pieno di musica e balli. Ma il costo del biglietto non è mai stato giustificato. Dietro a quei corpi, persone e storie, vite spesso inconsapevoli del loro vero valore. “E’ un gioco!” “Ci stiamo solo divertendo!” “Non fa male a nessuno…” Queste le bugie più ricorrenti. Perché ferire se stessi, mortificare la propria dignità, non è mai un atto privo di conseguenze, neanche per lo spettatore (non più) innocente. E non lo è neanche rinchiudersi in una prigione dorata: per quanto bella, rimane sempre una gabbia. Grazie a questa battaglia oggi diciamo no a chi vuole incasellare un certo tipo di “donna di successo” o “donna fortunata” nello stereotipo della velina (quando ancora va bene), ma diciamo no anche a chi vuole omologare il mondo maschile a una massa di cinici fruitori di sogni spezzati nascosti dietro a due belle gambe. Sono “no” secchi, che oggi sappiamo dire con forza e determinazione. 


martedì 10 maggio 2016

La Chiesa cammina accanto ai giovani

Venerdì 15 aprile, h. 15.00, stazione ferroviaria di Pavia. Fa caldo, ma c’è un vento così forte che scuote i pensieri. Ci stiamo radunando per partire alla volta di Milano e festeggiare insieme a migliaia di studenti da tutta la Lombardia il Giubileo dell’Università. Pian piano tutti rispondono all’appello, rivelando una sorpresa speciale: il nostro Vescovo, Mons. Corrado Sanguineti, viaggia in treno con noi! Se anche il sistema ferroviario avesse confermato le sue discutibili efficienze, noi non ce ne saremmo accorti, tanto eravamo presi dal fare conoscenza e raccontarci a vicenda.
La delegazione pavese comprendeva la Fuci di Pavia, con don Riccardo Santagostino Baldi, guida insostituibile, una rappresentanza dei giovani di San Genesio, capitanati da Alessandra Belloni (quante volte ci saremmo persi senza di lei!), il gruppo degli universitari di Comunione e Liberazione, guidati dalla professoressa Rosy Nano, docente di Anatomia comparata e Citologia dell’Università degli Studi di Pavia, e poi vari studenti delle diverse facoltà. Una splendida occasione per raccontare al nostro Vescovo le speranze, i sogni e le aspettative che ci animano. Ma anche per ridere e scherzare insieme. A Milano poi abbiamo incontrato anche madre Eleonora, del Collegio “Senatore”, e Giovanni Naldi, pavese, professore di Matematica presso la Statale di Milano. 

mercoledì 4 maggio 2016

L'orribile verità dietro la felice ideologia

Quando segnali una notizia del genere e poi leggi i commenti dei lettori, improvvisamente si squarcia il cielo di carta... 


Tutto il palazzo ideologico felice e colorato che combatte per i diritti crolla miseramente. Sì, perché per il pensiero unico che dolcemente sta colonizzando il mondo ciò che conta di più è l’amore. Ma non tutti sono degni di amore. Di certo non lo sono gli embrioni, senza dubbio non lo sono i disabili, come potrebbero poi esserlo gli anziani? Sì, alla fine vince un proto-sentimento. Ma non è certo amore.