lunedì 29 agosto 2011

Nair, un soffio d'eternità

Voce rubata a una dea, testi ispirati dalla Poesia ed un perfetto mix di pianoforte, archi e suoni elettronici: “Ithaca”, secondo album di Nair, è tutto questo e ancora di più. Capita spesso di comprare il secondo disco di un artista emergente, ma molto raro è trovarvi dentro una maturità artistica di questo livello.


A cinque anni di distanza da “Sunrise”, disco con il quale Nair si è presentata al mondo della musica, non si può non notare l’incredibile maturazione vocale dell’artista. Nair ruba flessibilità e grinta al pop e potenza ed eleganza alla lirica. Con grazia scivola tra canzoni più orecchiabili come “Questa è la vita”, “Oltre”, “Forte e fragile”, “Piena armonia”, e canzoni affascinanti ma decisamente molto poco commerciali, come “Tempo”, “Canto”, “Estasi”, “Stati d’animo”. Ad essere sinceri risulta molto complesso cantare tutte le sue canzoni e, per chi come me è abituato a cantare sempre (in macchina, sotto la doccia…), ci potrebbe essere una piccola delusione. Ma Nair va presa così: frizzante ed energica, come la sua musica, impossibile da imitare ed impensabile da canticchiare. Nella moltitudine di dischi e canzoni commerciali che popolano negozi di dischi e radio però, si ascolta con piacere un progetto impegnato, costato cinque anni di assenza dal mondo discografico, che sa indicare una via mai come ora importante: il valore della fatica e dell’impegno, la bellezza dell’attesa e la straordinaria magia di un risultato finale che saprà resistere al tempo.

A fatica resisto al fascino che producono su di me i dischi ed i libri che sono costati una grande e lunga fatica all’autore. Osservando i lavori di tutti quegli artisti che dedicano mesi e mesi (a volte anni) alla creazione delle loro opere, non si può che fare un passo indietro, consapevoli di avere tra le mani piccoli capolavori d’arte, capaci di resistere alle intemperie dei gusti del pubblico, della critica e del tempo.

sabato 30 luglio 2011

Buone vacanze con San Giovanni XXIII

"Solo per oggi crederò che la Provvidenza di Dio si occupi di me come se nessun altro esistesse al mondo.
Solo per oggi avrò cura del mio aspetto: non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare nessuno, tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti a qualche buona lettura ricordando che come il cibo è necessario al corpo, così la lettura all’animo.
Solo per oggi mi farò un programma; forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò e mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà." ("Solo per oggi", San Giovanni XXIII)


Buona vacanze a tutti, con l'augurio che la poesia del Papa Buono diventi il programma di ogni nostra giornata...

lunedì 4 luglio 2011

NObel Peace Prize for African Women

Appello Premio Nobel per la Pace 2011 alla Donna Africana

"L’Africa cammina con i piedi delle donne. Abituate da sempre a fare i conti con la quotidianità della vita e con la sfida della sopravvivenza, ogni giorno centinaia di migliaia di donne africane percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Gran parte di loro fanno fino a 10-20 chilometri per portare l’acqua alla famiglia. Poi vanno, sempre a piedi, al mercato, dove, per tutta la giornata vendono quel po’ che hanno, per portare la sera a casa il necessario per nutrire i propri figli. Riproducendo così ogni giorno il miracolo della sopravvivenza. Pullulano di donne i mercati delle città africane. In un arcobaleno di colori, dove insieme con i beni di scambio, si incontra la gioia di vivere e il calore della convivialità. Spesso sulle loro spalle i figli che ancora non camminano. Oppure attorno ad esse la corsa e il rumore dei bambini, la cui cura è completamente affidata a loro. A volte, anche se non sono loro figli. Perché nell’Africa delle guerre e delle malattie, le donne sanno accogliere, nella propria famiglia, i piccoli rimasti orfani.
Sono in maggioranza le donne a lavorare i campi in una terra che quasi mai appartiene a loro, solo perché donne. Ad esse che controllano il 70% della produzione agricola, che producono l”80% dei beni di consumo e assicurano il 90% della loro commercializzazione, è quasi sempre impedito di possedere un pezzo di terra. Sono decine di migliaia le piccole imprese che le donne africane hanno organizzato attraverso il microcredito, in tutti i settori dell’economia: dall’agricoltura, al commercio, alla piccola industria. Sono migliaia, forse decine di migliaia, le organizzazioni di donne impegnate nella politica, nelle problematiche sociali, nella salute, nella costruzione della pace. E sono le donne quelle che con più coerenza, assicurano, nell’Africa troppo spesso segnata dal malgoverno e dalla corruzione, la speranza del cambiamento e della democrazia. Sono le donne africane che, in condizioni quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia, del disinteresse o dell’assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi.
Sono le donne africane che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i diritti calpestati. Dentro al dramma della guerra soffrono le pene dei padri, dei fratelli, dei mariti e dei figli votati al massacro. Si strappare bambine e bambini costretti a fare i soldati e ad ammazzare. Per loro poi, per i loro corpi e le loro persone, se vengono risparmiate dalla morte, spesso è pronta la peggiore delle violenze, che salva forse la vita, ma colpisce per sempre l’anima.
Le donne sono la spina dorsale che sorregge l’Africa. In tutti i settori della vita: dalla cura della casa e dell’infanzia, all’economia, alla politica, all’arte, alla cultura, all’impegno ambientale. Per questo, in Africa, non è pensabile alcun futuro umano, senza la loro partecipazione attiva e responsabile. Senza l’oggi delle donne non ci sarebbe nessun domani per l’Africa. Certo è indiscutibile il progresso che le donne africane hanno compiuto nella vita politica, economica e culturale a tutti i livelli. Ma ciò non rappresenta che una goccia nell’oceano nella valorizzazione delle loro capacità e del loro impegno.
Per questo vogliamo lanciare una campagna internazionale. Perché sia formalmente e ufficialmente riconosciuto questo loro ruolo, troppo spesso dimenticato. In questo nostro mondo, segnato da una crisi che non è solo economica, ma anche umana, le donne africane, con il loro umile protagonismo, possono indicare un percorso nuovo per ricostruire su basi più giuste e più umane la convivenza. Possono divenire un investimento per il presente e il futuro non solo dell’Africa ma del mondo intero. Sia la comunità internazionale a trovare le giuste forme, anche attraverso l’attribuzione alla Donna Africana del Premio Nobel per la pace nell’anno 2011, per far conoscere, valorizzare e proporre come esempio il suo impegno tanto importante per la crescita umana dell’Africa e del mondo."



“Non è possibile restare indifferenti di fronte alla statura di queste donne coraggio. La mia firma è per loro, perchè ci prendano per mano e ci accompagnino verso un mondo migliore…” Io ho firmato… Tu cosa aspetti?

Vai subito su http://www.noppaw.org/ e aggiungi anche il tuo nome a questa grande iniziativa! 

martedì 14 giugno 2011

Quorum oltre il 57%: trionfa l'Italia futura

Dopo 16 anni, finalmente, un referendum valido! “Oltre il 57%…”, questa è stata l’espressione che tanto mi ha accompagnato durante la giornata di ieri. Un successo incredibile, sperato ma non aspettato, soprattutto dopo il dato preoccupante dell’11% alle 12 di domenica 12 giugno.
Non mi interessano i vincitori né gli sconfitti politici. L’unica vincitrice qui è la Democrazia, ma priva della retorica politichese: i vincitori siamo tutti noi. Gli italiani hanno sentito l’importanza di riaffermare con forza il proprio diritto di voto, soprattutto di fronte a chi ha approfittato della proprietà su numerosi mezzi di comunicazione per stendere il silenzio sul referendum.
Sì, possiamo dirlo: siamo stati grandi! Un applauso enorme a chi è andato a votare e, a quanto pare, ha votato sì (con percentuali oltre il 95%). Senza tutti questi sì, ora non potremmo dire con forza “No al nucleare”, “No alla privatizzazione dell’acqua” e “No al legittimo impedimento”. Lo possiamo fare? Beh, è merito nostro che abbiamo rinunciato a dieci minuti di un weekend (neanche troppo soleggiato) per andare a votare.
Una mano tesa invece a chi non è andato: non perdete più occasioni di questo tipo per esprimere il vostro pensiero. La posta in gioco, ovvero il nostro futuro, è troppo alta per potersene disinteressare.

venerdì 10 giugno 2011

Referendum 12 e 13 giugno: 3 sì per cambiare

Stasera si chiude la campagna elettorale per i referendum di domenica 12 e  lunedì 13 giugno 2011. Desidero fare un ultimo appello, dopo il mare di parole spese in questi giorni nelle varie trasmissioni televisive da opinionisti e politici, un appello da giovane scrittore/studente, come piace a me…
Ce lo ha ricordato il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: votare è un diritto-dovere! Diritto conquistato a prezzo della vita. Dovere sempre, non solo quando si tratta di elezioni politiche, amministrative o comunali. Mi ha fatto un po’ impressione sentire alcuni politici, dopo due mesi di “dovete andare a votare per noi…”, affermare serenamente che l’unica scelta intelligente per questo week end è quella di stare a casa o andare al mare. Chiedo venia, ma non sono assolutamente d’accordo. Il referendum è un elemento fondamentale per la democrazia: il cittadino ha il diritto di dire ciò che pensa di alcune leggi. Ed il cittadino ha il dovere di scegliere SI’ o NO, perché si tratta del suo Paese, del suo futuro e del futuro dei suoi figli.
Domenica e lunedì andiamo tutti a votare, e votiamo 3 sì per un futuro più pulito e responsabile!
- 2 sì ai quesiti sulla privatizzazione dell’acqua, perché non è giusto costringere a privatizzare il servizio idrico del nostro paese. L’acqua è un bene di tutti, tocca allo Stato investire in politiche di efficienza e risparmio.
- 1 sì al quesito sulla costruzione di nuove centrali nucleari sul territorio italiano, perché l’energia atomica è pericolosa, costosa e non serve all’Italia. L’alternativa esiste già: energie rinnovabili ed efficienza energetica.

Mi permetto di ricordare un paio di cose:
  • Il nucleare è una tecnologia pericolosa (vedi Cernobyl e Fukushima);
  • Le centrali nucleari rilasciano radioattività nell’ambiente anche durante il normale funzionamento (maggiore rischio di leucemie e penalizzazione di turismo ed agricoltura nelle aree limitrofe);
  • Lo smaltimento definitivo delle scorie è un problema irrisolto (occorrono decine di migliaia di anni perché perdano la loro radioattività… Dove metterle per questo tempo?);
  • Il nucleare non riduce le importazioni (non ridurrà l’importazione di fonti fossili perché produrrà solo elettricità; non potrà quindi essere utilizzato per alimentare il settore dei trasporti o riscaldare gli edifici);
  • Le centrali utilizzano uranio, materia prima in via di esaurimento (e non presente in giacimenti in Italia).
Ci sarà anche un quarto quesito, riguardante il legittimo impedimento, ma non amo parlare di cose che non conosco bene o non posso verificare, quindi preferisco non prendere posizione.
L’obbiettivo è alto: più di 27 milioni di cittadini devono recarsi alle urne per il raggiungimento del quorum, occorre l’impegno di ciascuno di noi per superarlo. Come propone Angelo Bonelli (presidente della Federazione dei Verdi): prendiamo tutti il telefono e chiamiamo 10 tra parenti amici. Invitiamoli ad andare a votare. Solo uniti potremo costruire un mondo più pulito, rispettoso dell’ambiente e dell’uomo, ma soprattutto più responsabile!

mercoledì 18 maggio 2011

18 maggio 2011


"Che il vostro cuore sia sempre colmo d’amore. Una vita senza amore è come un giardino senza sole e coi fiori appassiti. La coscienza di amare ed essere amati regalano tale calore e ricchezza alla vita che nient’altro può portare..."
(Oscar Wilde)

mercoledì 20 aprile 2011

Stop al nucleare: ci fidiamo?

Lo stop del Governo al nucleare solleva un polverone di domande e, su tutte, emerge questa: è davvero una vittoria degli ambientalisti? Proviamo ad analizzare la questione da osservatori un po’ più attenti; questo decreto che prevede la sospensione del progetto per il ritorno al nucleare in Italia porta ben tre vantaggi:

  • Riduzione affluenza referendum di giugno: il quesito che più “chiamava” la popolazione alle urne era proprio quello riguardante le centrali nucleari;
  • Maggiore sicurezza elezioni amministrative di maggio: la paura di un ritorno al nucleare poteva “spostare” i voti anche dei fedelissimi del PdL;
  • Possibilità di riprendere il progetto tra qualche mese: quando cioè sarà in parte passata la paura per Fukushima e quando non ci sarà più un referendum con il quale la gente potrà dare un giudizio negativo.

Sembra insomma che, più che una sconfitta del Governo, sia un’abile manovra per evitare tre ostacoli e raggiungere una strada in discesa completamente libera. Quindi… Siamo spettatori impotenti? No!
Io mi auguro che emerga una nuova consapevolezza dentro di noi: non siamo e non dobbiamo essere spettatori passivi di ciò che avviene nel nostro paese. Sulle nostre spalle grava un peso molto dolce: la possibilità di dare una svolta ad una situazione che non ci piace. La possibilità di far parte della storia che scorre e di non restare inermi di fronte a questo flusso continuo. Noi possiamo e dobbiamo farne parte.
Quindi, prepariamoci a rispolverare le nostre tessere elettorali perché, se qualcuno dall’alto cerca di ingannarci, il nostro modo per rispondere è quello di andare lo stesso alle urne. Lì potremo esprimere il nostro pensiero e dimostrare con i numeri che l’Italia è un paese vivo e gli italiani sono desiderosi di essere protagonisti della sua e della loro storia.   

mercoledì 6 aprile 2011

Consigli "verdi"

Il sole batte sulla nostra penisola per circa 1600 ore all’anno, ben 400 in più rispetto alla Germania. Eppure, quest’ultima ricava il 40% della sua energia dal sole e dalle altre fonti rinnovabili, contro il 15% italiano. Perché in Italia le energie pulite non riescono a conquistare lo spazio che meritano? Ma, soprattutto, cosa possiamo fare noi cittadini per rendere le nostre case più amiche dell’ambiente?

Vediamo alcuni piccoli cambiamenti apportabili con spesa e manodopera minime:
  • Montare su ogni rubinetto un aeratore; pensate che questo piccolo miscelatore d’aria e acqua, che ha un prezzo variabile dai 2 agli 8 euro, permette un risparmio d’acqua del 30%.
  • Sostituire le lampadine comuni con quelle a risparmio energetico o con i led; il risparmio, in questo caso, è del 70%.
  • Sostituire i normali lampioncini da giardini e terrazzi con lampioncini a led dotati di una batteria che viene ricaricata durante il giorno mediante un piccolo pannello solare. Alla sera, grazie ad un sensore crepuscolare, il lampioncino si accende, illuminando fino a 12 ore lo spazio desiderato. Con questo cambiamento, il risparmio per l’illuminazione esterna è del 100%! Non solo, ultimamente grandi marche (come IKEA) stanno commercializzando vari modelli di lampade da interno, anch’esse dotate di pannellino solare, da posizionare vicino ad una finestra luminosa. Queste piccole installazioni consentono di avere un assaggio dei numerosi vantaggi che si avrebbero montando i pannelli solari all’esterno della propria abitazione. Il tetto fotovoltaico è infatti la soluzione migliore, ma anche la più costosa: cominciamo dalle piccole cose.

  • Montare sul tetto della propria casa un mini-generatore eolico; esso può diventare un valido contributo nella produzione energetica quotidiana, aiutando ad alleggerire la bolletta senza incidere in maniera drastica sulle spese e sulla percezione estetica della casa (un piccolo generatore eolico può avere le dimensioni di un camino).
  • Sostituire gli elettrodomestici vecchi con i modelli più recenti classe A+: migliori prestazioni e minori consumi.
  • Sostituire gli elettrodomestici più piccoli con modelli alimentati da energia solare. In assenza di sole, sono in grado di ricaricarsi ed attivarsi anche grazie alla luce emessa da una normale lampadina!
In questi ultimi mesi si sta fortunatamente arricchendo l’offerta di prodotti che funzionano grazie all’energia solare: una scelta “verde”, da provare. Se noi, rappresentanti del “paese del sole”, impareremo ad usare l’energia solare (pulita, rinnovabile, “democratica”…) riusciremo a convivere pacificamente con la natura, non più sfruttando ma condividendo.

martedì 5 aprile 2011

Rinnovabili? Sì, grazie!

Si avvicina con decisione il referendum del 12 giugno 2011, quando gli italiani saranno chiamati a votare su ritorno al nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. Si tratta di temi molto delicati, ma quello che più scalda l’opinione pubblica è senza dubbio il nucleare. Non è un caso visto che, se per l’acqua e il legittimo impedimento basta una legge per fare un passo indietro, una volta attivate le centrali nucleari occorrono centinaia di migliaia di anni per eliminare definitivamente la radioattività presente nelle scorie prodotte.

Pale eoliche mare

Sembrava che tutto potesse andare per il meglio: nessuno parlava più del nucleare (tranne qualche ambientalista rompiscatole) e la paura sembrava svanita… Ed ecco invece il terribile terremoto in Giappone, evento drammatico, imprevedibile e assolutamente non modificabile dall’uomo. Il terremoto e il conseguente tsunami, che hanno causato gravissimi danni alla centrale nucleare di Fukushima, hanno riacceso nella popolazione italiana le paure per l’atomo, facendo così preoccupare chi sperava in un “non raggiungimento del quorum”.
Le domande che ruotano attorno al progetto del nucleare italiano sono molte: vediamone alcune.
  • Dove si costruiranno le nuovo quattro centrali nucleari? Nessuna regione (senza alcuna distinzione politica) ha dato il consenso all’edificazione di una simile struttura sul suo territorio;
  • Dove si metteranno le scorie? E’ ancora più difficile rispondere a questa domanda, poiché è quasi impossibile trovare un luogo sulla terra che non preveda cambiamenti fisici significativi per i prossimi 200 mila anni (le scorie sono molto lente a perdere la loro radioattività);
  • Quanto costeranno le centrali? Per ora la spesa è ferma sui 40 miliardi di euro;
  • Fra quanto saranno attivate? Non prima di 15 anni (difficile credere che nell’arco di 15 anni la spesa non aumenti);
  • Esistono centrali nucleari sicure? No, l’unica certezza delle centrali nucleari è proprio l’impossibilità di escludere rischi, anche in impianti di quarta generazione;
  • Ma… Dobbiamo proprio costruirle? NO! E qui la risposta è pronta e sicura.
Pale eoliche

giovedì 24 marzo 2011

La pantera di Goro e la fabula in musica

Quale amore o compassione si può provare per un pezzo di scacchi sacrificato al gioco?” – con questa battuta, pronunciata da Frisch, uno dei personaggi centrali de La variante di Luneburg, incominciamo ad avvicinarci alla complessità dell’opera di Mauresig, che tesse la trama della storia evocando l’orrore dello sterminio nazista attraverso la metafora del gioco degli scacchi.

Milva live

Da questo straordinario best-seller nasce l’omonima fabula in musica, portata a teatro da Milva e Walter Mramor, che ha vissuto proprio ieri sera al Piccolo teatro Strehler di Milano l’ultima rappresentazione. Ho avuto la fortuna di assistere al penultimo spettacolo, il 22 marzo 2011.

Lo spettacolo si apre con la voce calda di Walter Mramor (attore che durante la sua grande carriera ha saputo collaborare con artisti quali Ugo Gregoretti, Mario Scaccia, Gianrico Tedeschi, Andrea Giordana, Paolo Stoppa, Federico Fellini, Flavio Bucci, Delia Boccardo, e molti altri) che accompagna lo spettatore per tutta la durata della rappresentazione; una “voce narrante” che supera questa definizione limitante sapendo evocare la storia nel cuore di chi lo ascolta. 

Dopo poco, ecco che, lentamente, arriva sul palco lei, la Rossa. Prima ancora che cominci a cantare, Milva riempie il palco con la sua presenza, facendo aumentare i battiti del cuore del pubblico. Poi avvicina il microfono alla bocca e comincia a cantare. E lì si compie il miracolo: lo spettatore è rapito in un’altra dimensione, prigioniero della sua musicalità. 

La voce di Milva, non a caso, è celebre per l’incredibile ricchezza di sfumature, è una voce che colpisce al cuore dai bassi intensi ai vibranti vocalizzi delle note alte. Tutto lo spettacolo è un continuo intreccio di parti recitate e canzoni, con protagoniste due voci straordinarie unite a una presenza scenica che solo due artisti di questo livello sanno donare.

giovedì 17 marzo 2011

Finalmente il 17 marzo: Festa!

Finalmente il 17 marzo e proprio questa data così speciale per noi italiani ha portato qualche bella sorpresa. Come tutti ricorderanno, il cammino verso questa giornata di festa è stato difficoltoso e costellato di ostacoli: prima il parere negativo di Emma Marcegaglia sull’ipotesi di chiudere gli uffici, il rifiuto della Ministra Gelmini a chiudere le scuole e poi le polemiche degli esponenti della Lega. Gli stessi che hanno abbandonato l’aula durante l’inno di Mameli per andare a prendere un caffè, e ancora gli stessi che non si sono presentati oggi in Parlamento per il discorso ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; su circa 70, ne era presente uno solo.
Eppure, per una volta, questa mancanza di rispetto ha avuto le sue ripercussioni: l’immenso mare tricolore di gente nelle piazze italiane ha mostrato la vanità di gesti superficiali, contrari ad una bandiera che, guarda caso, offre anche lo stipendio a questi politici verdi. Ed uno stipendio molto importante. Non sono mancate le contestazioni dirette, ma ancora di più hanno colpito le parole commosse ed energiche del Presidente della Repubblica che ha esortato gli italiani a restare uniti, ricordando i grandi traguardi raggiunti e quelli che insieme possiamo realizzare nel futuro.
L’Italia c’è, l’Italia si fa sentire e non ha nessuna intenzione di farsi rappresentare da chi non nutre alcun rispetto verso una bandiera che ha dietro di sé tanta sofferenza, tanti sbagli, ma soprattutto la storia di un Paese, il Nostro, che non vuole arrendersi. Se posso, un invito: esponiamo tutti il tricolore alle nostre finestre, perché l’Italia siamo noi, con la nostra forza e la nostra creatività.
Gli esponenti politici che non rispettano il nostro Paese, possono anche scegliersene un altro…

lunedì 7 marzo 2011

Fitwalking: due passi verso il benessere...

In questa società dove il lavoro occupa l’80% delle nostre giornate e dove, proprio a causa del lavoro, rinunciamo a molti progetti da realizzare nel tempo libero, è necessario trovare una boccata di ossigeno da “importare” nella nostra daily routine. 


E sarebbe anche interessante trovare una soluzione che permetta di preservare quelle iniziative così sottovalutate, spesso anche a causa della mentalità preoccupante che si sta facendo strada nel nostro Paese, che possono portare un po’ di ossigeno alla nostra mente: una serata a teatro, un giro ad una mostra nei musei delle nostre città, una serata in concerto assieme al nostro cantante preferito…
Una soluzione c’è, ed i suoi vantaggi sono molteplici: camminare, camminare e ancora camminare. Ebbene sì, camminare è sicuramente la via migliore per “riprenderci” un po’ di ossigeno e a ricordarcelo ci pensa Maurizio Damiano, podista noto a tutti ed inventore del “fitwalking”. Ma vediamo i vantaggi di una bella camminata quotidiana…
Il primo elemento vantaggioso è il benessere, basti pensare che in un’ora di marcia, praticata in maniera soft, si possono bruciare circa trecento calorie! Certo, con la corsa se ne bruciano di più, ma non è raro che si creino problemi a tendini ed articolazioni, dovuti all’impatto del nostro peso sul terreno ad ogni passo. Una bella camminata ad andatura media ci permette quindi di bruciare calorie e rilassarci, senza incorrere nei problemi che la corsa può generare.
Il secondo elemento (secondo, ma non per importanza) è la “percentuale di verde” di questa iniziativa: lasciare la macchina in garage e camminare significa risparmiare benzina, soldi, e soprattutto diminuire la produzione di polveri sottili!
Il terzo elemento è prettamente fisico - estetico: camminare tonifica gambe e glutei e produce effetti positivi sul nostro sistema circolatorio, respiratorio e digestivo.
Rimane poi il quarto elemento, che consiste nel riappropriarsi pian piano delle nostre città, spesso rubate da un traffico grigio e rumoroso. È fondamentale riscoprire la bellezza delle nostre città (l’Italia di questo deve proprio essere fiera) ma anche il piacere di un saluto nei negozi accanto ai quali si passa recandosi in ufficio, a scuola o in università. Si tratta di due elementi che giovano molto anche alla mente, perché aiutano ad iniziare la giornata con un sorriso. 

Quante volte ci ritroviamo a suonare il clacson arrabbiati solo perché al poveretto di turno s’è spenta la macchina al sopraggiungere del verde? Quante volte non ci rendiamo neanche conto di che giorno sia perché siamo troppo concentrati a scalare per superare quel camion così lento? Quanti giorni su sei perdiamo mezz’ora solo per trovare parcheggio? E quante volte, dopo tutta questa fatica e questo stress, finiamo con lo spendere un sacco di soldi in palestre e massaggi?
Recarsi al proprio posto di lavoro o di formazione scolastica a piedi ci rende più consapevoli della nostra città, ci evita le arrabbiature che nascono quando si è sulla macchina in coda, e ci aiuta anche a vivere di più il nostro tempo, finalmente consapevoli di quello che stiamo facendo. Basta un passo in più…