domenica 24 gennaio 2016

Neanche una parola per le Sentinelle in Piedi

Ieri sera e oggi quasi tutti i giornali, radiogiornali e telegiornali hanno aperto le loro edizioni parlando del grande successo della manifestazione “Sveglia Italia”. Qualche domanda però sorge spontanea


Perché nessuno parla delle centinaia di piazze italiane nelle quali silenziosamente si ritrovano le Sentinelle in Piedi? Perchè le Sentinelle in Piedi si trovano spesso a manifestare fra insulti e violenze verbali (a volte, purtroppo, anche fisiche)? Perché i numeri di “Sveglia Italia” (“un milione di partecipanti”, secondo ArciGay) non sono stati verificati? Ricordo che per la manifestazione “Difendiamo i nostri figli” del giugno 2015, nonostante le foto mostrassero una folla oceanica, ci fu chi presentò complessi calcoli per conteggiare le persone presenti… Perché da settimane si opera una lenta ma capillare denigrazione del “Family Day” in programma il 30 gennaio al Circo Massimo? Perché i politici che hanno partecipato a “Sveglia Italia” pensano al bene comune mentre quelli che parteciperanno al “Family Day” pensano alla loro poltrona? Le mie non sono domande tendenziose, sia ben chiaro: si tratta di pura e semplice curiosità. 


Non è possibile dialogare, capirsi, camminare insieme, se il punto di partenza è un’ideologia che spegne la ragione. Non è possibile dibattere se non ci si racconta la verità. Non è possibile scoprire l’inganno se non si indaga. Si cade facilmente nella “guerra per proclami”, quella tipica dei talk-show a caccia di audience, ed è ovvio che il vincitore qui sarà lo slogan più politicamente corretto. Chi osa dire nulla su “Famiglia = Amore”, “Dove c’è amore c’è casa”, “Quella piazza manifesta contro i diritti, noi per l’amore”, etc etc… Ma davvero basta questo? Davvero siamo disposti, noi uomini acculturati del 2016, ad accettare una così rozza confusione fra “diritti”, "desideri" e “doveri”? 


Noi, che vantiamo serate a teatro e pomeriggi in libreria, vogliamo davvero fingere di non vedere le contraddizioni (anche logiche) che ci vengono raccontate? E in nome di cosa? Di uno slogan politicamente corretto, che “suona bene”? La verità non è politicamente corretta, la verità è scomoda, fa male, fugge dal potere. La verità è spesso osteggiata, mistificata. Per trovare la verità occorre ricerca, ascolto, confronto. E, spiace dirlo, ma i nostri telegiornali non ci stanno aiutando nella ricerca. Non accontentiamoci del racconto politicamente corretto. Rimbocchiamoci le maniche e scaviamo.

venerdì 22 gennaio 2016

A Roma, la grande festa della famiglia

Roma, 30 gennaio 2016.

“Care famiglie, buonasera!
scende ormai la sera sulla nostra assemblea. È l’ora in cui si fa volentieri ritorno a casa per ritrovarsi alla stessa mensa, nello spessore degli affetti, del bene compiuto e ricevuto, degli incontri che scaldano il cuore e lo fanno crescere, vino buono che anticipa nei giorni dell’uomo la festa senza tramonto.
È anche l’ora più pesante per chi si ritrova a tu per tu con la propria solitudine, nel crepuscolo amaro di sogni e di progetti infranti: quante persone trascinano le giornate nel vicolo cieco della rassegnazione, dell’abbandono, se non del rancore; in quante case è venuto meno il vino della gioia e, quindi, il sapore — la sapienza stessa — della vita... Degli uni e degli altri questa sera ci facciamo voce con la nostra preghiera, una preghiera per tutti.
È significativo come - anche nella cultura individualista che snatura e rende effimeri i legami - in ogni nato di donna rimanga vivo un bisogno essenziale di stabilità, di una porta aperta, di qualcuno con cui intessere e condividere il racconto della vita, di una storia a cui appartenere. La comunione di vita assunta dagli sposi, la loro apertura al dono della vita, la custodia reciproca, l’incontro e la memoria delle generazioni, l’accompagnamento educativo, la trasmissione della fede cristiana ai figli...: con tutto questo la famiglia continua ad essere scuola senza pari di umanità, contributo indispensabile a una società giusta e solidale (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 66-68). E più le sue radici sono profonde, più nella vita è possibile uscire e andare lontano, senza smarrirsi né sentirsi stranieri ad alcuna terra. Quest’orizzonte ci aiuta a cogliere l’importanza dell’Assemblea sinodale che si apre domani. (…)” (Papa Francesco, Veglia di preghiera in preparazione al Sinodo sulla Famiglia, 4 ottobre 2014, Piazza San Pietro, Roma)

“ (…) Continuate dunque, senza lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà che incontrate. Il rapporto educativo è per sua natura una cosa delicata: chiama in causa infatti la libertà dell’altro che, per quanto dolcemente, viene pur sempre provocata a una decisione. Né i genitori, né i sacerdoti o i catechisti, né gli altri educatori possono sostituirsi alla libertà del fanciullo, del ragazzo o del giovane a cui si rivolgono. E specialmente la proposta cristiana interpella a fondo la libertà, chiamandola alla fede e alla conversione. Oggi un ostacolo particolarmente insidioso all’opera educativa è costituito dalla massiccia presenza, nella nostra società e cultura, di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l’apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l'uno dall'altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio "io". Dentro a un tale orizzonte relativistico non è possibile, quindi, una vera educazione: senza la luce della verità; prima o poi ogni persona è infatti condannata a dubitare della bontà della sua stessa vita e dei rapporti che la costituiscono, della validità del suo impegno per costruire con gli altri qualcosa in comune.
E’ chiaro dunque che non soltanto dobbiamo cercare di superare il relativismo nel nostro lavoro di formazione delle persone, ma siamo anche chiamati a contrastare il suo predominio nella società e nella cultura. E’ molto importante perciò, accanto alla parola della Chiesa, la testimonianza e l’impegno pubblico delle famiglie cristiane, specialmente per riaffermare l’intangibilità della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio e la necessità di provvedimenti legislativi e amministrativi che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figli, compito essenziale per il nostro comune futuro. Anche per questo impegno vi dico un grazie cordiale. (…)” (Benedetto XVI, apertura del Convegno Ecclesiale della diocesi di Roma su “Famiglia e comunità cristiana”, 6 giugno 2005, Basilica di San Giovanni in Laterano, Roma)

“ (…) A ciò si deve aggiungere poi una ulteriore riflessione di particolare importanza nel tempo presente. Non raramente all'uomo e alla donna di oggi, in sincera e profonda ricerca di una risposta ai quotidiani e gravi problemi della loro vita matrimoniale e familiare, vengono offerte visioni e proposte anche seducenti, ma che compromettono in diversa misura la verità e la dignità della persona umana. E' un'offerta sostenuta spesso dalla potente e capillare organizzazione dei mezzi di comunicazione sociale, che mettono sottilmente in pericolo la libertà e la capacità di giudicare con obiettività.
Molti sono già consapevoli di questo pericolo in cui versa la persona umana ed operano per la verità. La Chiesa, col suo discernimento evangelico, si unisce ad essi, offrendo il proprio servizio alla verità, alla libertà e alla dignità di ogni uomo e di ogni donna. (…) Si rende, pertanto, necessario ricuperare da parte di tutti la coscienza del primato dei valori morali, che sono i valori della persona umana come tale. La ricomprensione del senso ultimo della vita e dei suoi valori fondamentali è il grande compito che si impone oggi per il rinnovamento della società. Solo la consapevolezza del primato di questi valori consente un uso delle immense possibilità, messe nelle mani dell'uomo dalla scienza, che sia veramente finalizzato alla promozione della persona umana nella sua intera verità, nella sua libertà e dignità. La scienza è chiamata ad allearsi con la sapienza.” (Esortazione apostolica “Familiaris Consortio”, Giovanni Paolo II, Dato a Roma, presso san Pietro, il 22 novembre, Solennità di N. S. Gesù Cristo Re dell'universo, dell'anno 1981, quarto del Pontificato.)

“Dimmi, Giuseppe, quand'è che hai conosciuto Maria?
Forse, un mattino di primavera, mentre tornava dalla fontana del villaggio, con l'anfora sul capo e con la mano sul fianco snello come lo stelo di un fiordaliso?
O forse, un giorno di sabato, mentre con le fanciulle di Nazareth conversava in disparte sotto l'arco della Sinagoga?
O forse, un meriggio d'estate, in un campo di grano, mentre, abbassando gli occhi splendidi per non rivelare il pudore della povertà, si adattava all'umiliante mestiere di spigolatrice?
Quando ti ha ricambiato il sorriso e ti ha sfiorato il capo con la prima carezza, che forse era la sua prima benedizione e tu non lo sapevi... e poi, tu, nella notte, hai intriso il cuscino con lacrime di felicità?
Ti scriveva lettere d'amore?
Forse sì!
E il sorriso, con cui accompagni il cenno degli occhi verso l'armadio delle tinte e delle vernici, mi fa capire che in uno di quei barattoli vuoti, che ormai non si aprono più, ne conservi ancora qualcuna!
Poi, una notte, hai preso il coraggio a due mani, sei andato sotto la sua finestra, profumata di basilico e di menta, e le hai cantato, sommessamente, le strofe del Cantico dei Cantici:
"Alzati, amica mia, mia bella e vieni!
Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia e se n'è andata.
I fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna.
Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza.
Alzati, amica mia, mia bella e vieni!
O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave e il tuo viso è leggiadro".
E la tua amica, la tua bella, la tua colomba si è alzata davvero.
È venuta sulla strada, facendoti trasalire.
Ti ha preso la mano nella sua e, mentre il cuore ti scoppiava nel petto, ti ha confidato lì, sotto le stelle, un grande segreto.
Solo tu, il sognatore, potevi capirla.
Ti ha parlato di:
Jahvé, di un Angelo del Signore, di un Mistero nascosto nei secoli e ora nascosto nel suo grembo, di un progetto più grande dell'universo e più alto del firmamento, che vi sovrastava.
Poi, ti ha chiesto di uscire dalla sua vita, di dirle addio, e di dimenticarla per sempre.
Fu, allora, che la stringesti per la prima volta al cuore e le dicesti tremando:
"Per te, rinuncio volentieri ai miei piani.
Voglio condividere i tuoi, Maria, purché mi faccia stare con te".
Lei ti rispose di sì, e tu le sfiorasti il grembo con una carezza: era la tua prima benedizione sulla Chiesa nascente. [...]
E io penso che hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condividere il progetto del Signore.
Lei ha puntato tutto sull'onnipotenza del Creatore.
Tu hai scommesso tutto sulla fragilità di una creatura.
Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza.
La carità ha fatto il resto, in te e in lei.” (don Tonino Bello, “Lettera a Giuseppe”)

giovedì 14 gennaio 2016

La bellezza salverà il mondo

In questi giorni su Facebook circolano video ed immagini che raccontano violenza, guerre, soprusi ed ingiustizie. L’uomo sembra accanirsi su tutto ciò che è bello, su ciò che è vero, come a voler dominare la realtà con la propria piccola forza. A farne le spese? Le donne, gli anziani, i bambini. La vita, la saggezza, il futuro. Mi piacerebbe opporre a queste immagini un fiume di parole, perché le parole sono arte e cultura, sono fede, sono verità. E solo con queste belle speranze possiamo curare le ferite dell’uomo. “La bellezza salverà il mondo” (Fëdor M. Dostoevskij). Diffondiamola.

Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino


lunedì 11 gennaio 2016

La libreria e i libri...

"Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiam vissuti tanto pienamente come quelli che abbiam creduto di aver trascorsi senza vivere, in compagnia d’un libro prediletto… Ancor oggi, se ci capita di sfogliare quei libri di un tempo, li guardiamo come se fossero i soli calendari da noi conservati dei giorni che furono, e con la speranza di veder riflesse nelle loro pagine le dimore e gli stagni che più non esistono." (Marcel Proust)

I libri per giovani lettori scelti dal personale della libreria la Feltrinelli

Leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un’aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcun altro.” (Susanna Tamaro)

venerdì 8 gennaio 2016

Famiglie Numerose e... Libri per bambini!

Giacomo sul sito del'associazione nazionale famiglie numerose

Cari amici di Famiglie Numerose, sono un giovane autore di racconti per bambini,  laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Pavia con una tesi sul valore pedagogico delle fiabe. Attualmente sto frequentando il corso di  Laurea Specialistica.  Mi sono diplomato nel 2010 al liceo scientifico "Taramelli" di Pavia. Amo moltissimo leggere e lascio “tracce di lettura”, vale a dire libri - appena terminati, da poco iniziati, letti per la prima volta, letti per la quarta volta - in ogni angolo della casa. Pavese doc, amante della mia città, della sua storia presente e della sua ricca storia passata, ho iniziato a farmi leggere con un racconto pubblicato sul settimanale diocesano “Il Ticino”, settimanale con il quale collaboro saltuariamente.
            Nel maggio del 2009 ho pubblicato il mio primo racconto per bambini dal titolo “Toppy, un moscerino dal cuore grande” con la casa editrice EdiGio'. E’ un racconto sul valore dell’amicizia, della solidarietà e dell’accoglienza reciproca.
            Da novembre 2011 sono in libreria con il mio secondo libro per bambini: "Gino e la Vecchia Consigliera". Attraverso le avventure di due amici girini, i piccoli lettori vengono messi in guardia dall’inganno delle apparenze: non sempre ciò che è bello, facile, invitante, è anche giusto e buono.  
            Da novembre 2014 sono in libreria con "Un ponte tra le Valli", un fantasy per giovani lettori. Un gruppo di amici, legati da una profonda amicizia e pieni di curiosità e sogni, vivono un’esperienza molto speciale che li aiuta a scoprire per la prima volta la potenza della menzogna, ma anche e soprattutto la forza straordinaria del dialogo.
            Partecipo molto volentieri ad eventi volti alla promozione della lettura nelle scuole, nelle biblioteche e nelle librerie. Vi aspetto tutti nel mio piccolo parco e in libreria! Buona lettura!

Giacomo Bertoni
Il parco di Giacomo www.parcodigiacomo.blogspot.it
Il parco di Giacomo su facebook www.facebook.com/IlparcodiGiacomo

martedì 29 dicembre 2015

"Pasolini un uomo scomodo", di Oriana Fallaci

Diventammo subito amici, noi amici impossibili. Cioè io donna normale, e tu uomo anormale, almeno secondo i canoni ipocriti della cosiddetta civiltà, io innamorata della vita e tu innamorato della morte. Io così dura e tu così dolce.” (Oriana Fallaci) 

Ci sono incontri che segnano la storia. Uno di questi è senza dubbio quello fra Oriana Fallaci e Pier Paolo Pasolini. Così diversi, eppure così vicini. Uniti da un grande amore per la ricerca della verità, simili nel disprezzo dell’ipocrisia che animava e anima la nostra società. 

Il libro di Oriana Fallaci su Pier Paolo Pasolini, edizioni Rizzoli

Oggi più che mai è affascinante leggere “Pasolini un uomo scomodo”, perché all’ipocrisia piccolo borghese si sta sostituendo il pensiero unico, i cui germi erano già stati individuati da Fallaci e da Pasolini. Un pensiero unico che invade dolcemente televisione, giornali, libri, scuole, politica. La verità viene truccata e resa orribile, offensiva, fuori moda. E chi osa più pronunciarla?

Pur nella diversità di vedute, Oriana e Pier Paolo avevano il dono di vedere oltre la realtà, come solo gli artisti e gli intellettuali veri sanno fare. Forse è un dono, sicuramente è uno strumento che va educato durante la vita, ed è un percorso doloroso. Fallaci e Pasolini, ciascuno nella sua storia personale, hanno saputo combattere tutta la vita per vedere oltre, per leggere tra le righe della quotidianità i piccoli dettagli nascosti, per anticipare la scoperta della verità, per pungere le coscienze intorpidite. Come tutti i grandi artisti, giornalisti, intellettuali, è impossibile etichettare Fallaci e Pasolini. Non si può dire “è di sinistra”, “è anti…”, “è radical-chic”… O meglio, c’è chi con miopia non sempre inconsapevole ci prova, ma il risultato è distorto. 

La verità non è politicamente corretta, la verità non è vicina al potere, la verità è spesso nascosta da poteri e trame occulte. Oggi più che mai abbiamo bisogno di intellettuali liberi, coraggiosi, di artisti capaci di tornare a dettare le mode, e non a subirle fingendosene gli inventori. “Pasolini un uomo scomodo”, Oriana Fallaci, Rizzoli. Da leggere e regalare. Da diffondere. 

Sono cattiva a dirti questo? Sono crudele anch’io? Forse, ma sei stato tu ad insegnarmi che bisogna essere sinceri a costo di sembrare cattivi, onesti a costo di risultare crudeli, sempre coraggiosi dicendo ciò in cui si crede: anche se è scomodo, scandaloso, pericoloso”. (“Lettera a Pier Paolo”, Oriana Fallaci, “Europeo”, 14 novembre 1975)

domenica 27 dicembre 2015

Scelti per voi: favole da regalare

Scelti per voi. “Perché crediamo nel loro valore, perché ci hanno divertito, appassionato ed emozionato. Scelti per voi, da condividere con noi”.
Toppy, un moscerino dal cuore grande” e “Un ponte tra le Valli” sono entrati in “Scelti per voi”, la grande lista di libri segnalati dagli staff delle 100 librerie la Feltrinelli italiane. Un riconoscimento speciale, che arriva al termine di un 2015 ricco di letture animate, laboratori di lettura e presentazioni, tantissimi momenti nei quali ho cercato, attraverso la magia delle favole, di raccontare piccole e grandi speranze. 

I consigli dei librai Feltrinelli per i migliori libri da regalare ai giovani lettori

Abbiamo scoperto il coraggio di sfidare i pregiudizi con “Toppy, un moscerino dal cuore grande”, abbiamo capito che le apparenze non sono tutto nella vita con “Gino e la Vecchia Consigliera”, e abbiamo imparato che, se uniti, possiamo combattere per trovare la verità dietro alle bugie dei potenti con “Un ponte tra le Valli”. 
A conclusione di questo grande forziere pieno di fantasia, un regalo fatato, firmato EdiGio’: arriva nelle librerie la seconda edizione di “Toppy, un moscerino dal cuore grande”! Per festeggiare il grande successo di questa favola, in libreria dal 2009, eccola in un nuovo formato: ancora più a misura di giovane lettore! Chiudiamo questo 2015 con tante belle sorprese e ci diamo appuntamento… In libreria! 

lunedì 21 dicembre 2015

"Questa notte è chiara come pieno giorno"

Cantare è un po’ come raccontare… Si parte da un bagaglio di emozioni, esperienze, storie, le si trasforma in espressione artistica, e le si dona. Canto, racconto: è facile trovare un intreccio. Musicalità e ritmo non possono mancare in una lettura animata, così come fantasia e sogno non possono mancare in un concerto. Un altro legame? Gli occhi. I tuoi, che brillano perché svelano uno scrigno di vissuto prezioso e personale, e quelli di chi ti ascolta, che con rispetto accolgono e condividono la storia raccontata o cantata. 


Ieri sera abbiamo cantato la storia più bella, quella di un Dio che ha amato così tanto il suo popolo da mandare suo Figlio tra gli uomini, per salvarli. Non abbiamo nulla da insegnare, nulla da dimostrare, cantiamo solo la gioia di un incontro. Un incontro con l’Altro. E forse proprio per questo anche con la comunità di Zinasco Nuovo è stato un vero incontro. 


Grazie per l’accoglienza, i sorrisi, la generosità, il grandioso rinfresco. Ogni vostro gesto durante e dopo il concerto ci ha riempito il cuore di gioia. Speriamo di essere riusciti a cantarvi la nostra. Buon Natale!

sabato 19 dicembre 2015

Concerto di Natale

Buon Natale, amico mio: non avere paura.
La speranza è stata seminata in te. Un giorno fiorirà. Anzi, uno stelo è già fiorito. 
E se ti guardi attorno, puoi vedere che anche nel cuore del tuo fratello, gelido come il tuo, è spuntato un ramoscello turgido di attese.
E in tutto il mondo, sopra la coltre di ghiaccio, si sono rizzati arboscelli carichi di gemme. E una
foresta di speranze che sfida i venti densi di tempeste, e, pur incurvandosi ancora, resiste sotto le bufere portatrici di morte.

Non avere paura, amico mio.
Il Natale ti porta un lieto annunzio: Dio è sceso su questo mondo disperato. E sai che nome ha preso?
Emmanuele, che vuol dire: Dio con noi.
Coraggio, verrà un giorno in cui le tue nevi si scioglieranno, le tue bufere si placheranno, e una
primavera senza tramonto regnerà nel tuo giardino, dove Dio, nel pomeriggio, verrà a passeggiare
con te.” (don Tonino Bello) 


Noi vi aspettiamo numerosi, per cantare e gioire insieme… Con un cuore solo!

sabato 12 dicembre 2015

"Costruiamo ponti!", la Feltrinelli Pavia

Che cos’è la pace? Dove nasce? Possiamo diffonderla anche noi? Con queste domande abbiamo aperto ieri la prima tappa del laboratorio “Costruiamo ponti!”, presentando questa nuova avventura alla classe quinta della scuola primaria di San Martino Siccomario. 

Giacomo ed Emanuela De Alberti, laboratorio per bambini alla Feltrinelli

Con Emanuela De Alberti, artista e responsabile settore ragazzi e tempo libero la Feltrinelli Pavia, abbiamo cercato il modo per parlare di pace ai bambini, per scoprire cos’è la propaganda, cosa sono i pregiudizi… Sono temi grandi, a volte più grandi di noi, ma è proprio con lo sguardo curioso dei bambini che siamo invitati ad affrontarli, per non limitarci alle prime risposte facili, magari politicamente corrette, e andare più a fondo nella ricerca della verità. Non potevamo non ambientare questo laboratorio in una libreria, perché la libreria è conoscenza, confronto, consapevolezza, riflessione, come anche svago e fantasia. E’ il luogo nel quale possiamo sollevarci sopra alle corse quotidiane per vederle sotto una prospettiva diversa, e magari scoprire ciò che non funziona. 

Laboratorio artistico letterario sul libro Un ponte tra le Valli

Siamo partiti quindi dalla storia del libro in generale, per arrivare a “Un ponte tra le Valli”, nel quale abbiamo scoperto come la propaganda ideologizzata possa portare addirittura sull’orlo di una guerra. Però noi possiamo fare qualcosa, e prima di tutto possiamo informarci, controllare, restare uniti. Opporre insomma una rete a chi vorrebbe trasformarci in pedine singole e senza radici, pedine isolate e facilmente manipolabili. Ed informarsi non è un’esperienza triste, buia, è un’avventura: la lettura di libri, il confronto con le persone vicine, il fare esperienze condivise. Un grande sorriso di storie personali che si intrecciano, rendendoci protagonisti delle nostre quotidianità. 

Laboratorio sul libro Un ponte tra le Valli

Il mio grazie più grande ad Emanuela. Compagna di avventura insostituibile, sa spolverare sulla sua competenza un velo di dolcezza e creatività rare. Un grazie a tutta la libreria la Feltrinelli di Pavia. Sono cresciuto passeggiando tra gli scaffali della libreria Civetta ed oggi ancora sosto tra questi scaffali, giocando da lettore ad autore, e voi conoscete bene la durata delle mie soste. Grazie alla classe quinta di San Martino Siccomario, alle maestre, ai bambini. E’ bello colorare insieme la nebbia pavese con i colori della speranza. Buone letture natalizie!

Costruiamo ponti!
Per info/prenotazioni
la Feltrinelli
Via XX Settembre, 21 Pavia
Tel. 0382/33154

Un ponte tra le Valli
Giacomo Bertoni
EdiGio’
I edizione ottobre 2014 II edizione gennaio 2015
Prezzo 10,00 euro
Età di lettura 8+
ISBN 9788862055598

mercoledì 9 dicembre 2015

"Costruiamo ponti!" insieme?

Nel semplice incontro di un uomo con l’altro si gioca l’essenziale, l’assoluto: nella manifestazione, nell’«epifania» del volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto.” (Emmanuel Lévinas) 

Che cos’è la pace? Come nasce? La pace dipende anche da noi? Cosa possiamo fare noi per costruirla? Dai tremendi fatti di Parigi e da queste pressanti domande è nato in me e in Emanuela De Alberti, artista e responsabile settore ragazzi e tempo libero la Feltrinelli Pavia, un progetto: “Costruiamo ponti!Si parte da un libro, “Un ponte tra le Valli” (Giacomo Bertoni, EdiGio' Edizioni), dalla storia di due popoli divisi da una propaganda ideologizzata e menzognera, dall’avventura di un gruppo di giovani amici che scopre l’inganno e sfida il mondo degli adulti alla ricerca della verità. Ma si arriva anche alla storia del libro, come piccolo tesoro depositario di cultura, tradizioni, come scrigno che custodisce il passato e apre al futuro con consapevolezza. Il libro e la libreria: luogo d’incontro, dibattito, ricerca, confronto. Per poi tornare alla storia di “Un ponte tra le Valli” e, con l’aiuto di Emanuela, costruire tutti insieme un ponte, colorarlo con i nostri colori preferiti, stenderlo nella libreria a simboleggiare che l’incontro è possibile, il contatto è vicino. 


Non abbiamo le risposte pronte alle domande sulla pace, ma abbiamo una certezza: la condivisione di esperienze, percorsi comuni, il racconto delle proprie tradizioni, il confronto fra le identità storiche e culturali di ciascuno, può rendere più definiti i tratti dell’altro, di chi ci appare come diverso. E diverso rimane, perché l’appiattimento nichilista delle differenze è un male e non la sua cura, ma nella differenza scopriamo la bellezza dell’incontro. Vogliamo colorarci tutti le mani e insieme dare vita ad un grande ponte, che ci auguriamo di portare poi fuori dalla libreria, nei nostri cuori e nelle nostre vite.   
Mi piace ricordarlo proprio oggi, festa di San Siro, patrono di Pavia, occasione per la mia città di incontro in Cattedrale, quest’anno anche per festeggiare don Andrea Migliavacca che diventa Vescovo di San Miniato. Vedere nel volto dell’altro il nostro riflesso. Rimaniamo umani e scopriamo il grande dono di essere umanità. 

La pace è convivialità. È mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi. E l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da togliere dalle nebbie dell’omologazione, dell’appiattimento.” (don Tonino Bello)

Per info/prenotazioni: 
la Feltrinelli
Via XX Settembre, 21 Pavia
Tel. 0382/33154