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mercoledì 4 marzo 2020

“Lives not worth living”, an expression to be banned

«How to live Holocaust Remembrance Day well? Remembering the night of humanity in the death camps. But those white souls in the sky ask us for a solemn commitment to keep watch, like sentinels in the morning, so that hatred for man does not return. Even when hatred is called love, even when truth is called a lie, even when darkness has found servants in the world of politics, information, perhaps even in unthinkable places».

Immagine Memoriale dell'Olocausto in ricordo dei campi di sterminio nazisti

venerdì 26 gennaio 2018

Giornata della Memoria: "E ancora la notte trattiene il respiro"

“È tardi è tardi, ormai dobbiamo andare. Esuli siamo, esuli, e questa è la condanna: per quanto tu non voglia, il nostro è un congedo. Ascolta tua madre! Eva non piangere, è inutile sbracciarsi come fronda al vento... Esuli siamo, esuli, la nostra è una condanna. Puoi solo ricordare quel viale tanto amato, che ci portava a casa, la nostra casa… La pendola in soggiorno e il pianoforte a coda, che tua madre suonava… Quante note e la tastiera, il quaderno di Magdalena, puoi solo ricordare… Ricorda la tua casa, per quanto puoi. Ricorda, perché mai più, mai più ci torneremo…” ("È tardi", Milva) 

In questi giorni gelidi risuonano nella mente e nel cuore le melodie de "La variante di Luneburg". Siamo pietrificati davanti all'orrore. Ma non basta. La memoria da sola non basta se non accende il pensiero sull'oggi: non esistono vite "non degne di essere vissute". Questo l'impegno, ora e sempre, per custodire l'umano.

La Variante di Luneburg e il Giorno della Memoria

venerdì 18 ottobre 2013

"E il sole non volge altrove lo sguardo..."

Le tante parole di questi giorni si sono alzate verso il cielo come un tardivo appello ad una giustizia che ormai è stata cancellata dall’indifferenza. Un’indifferenza che resta come un filo rosso a legare le storie orribilmente simili dei campi di concentramento di qualsiasi regime dittatoriale. Piccoli punti neri sulle mappe del mondo che non possono essere dimenticati. Su quell’erba che a fatica ricresce risuona ancora il frastuono di vite che diventavano numeri, lo stridere di umanità annientate, il rombo dell’odio che divorava l’aria. Ma è proprio da quei campi di sterminio che si leva un canto di speranza: ha le sembianze di una donna che è sopravvissuta all’orrore e che ancora lotta contro l’oblio. Le sue parole guariscono le ferite che ancora oggi qualcuno tenta di infettare. 

lunedì 2 aprile 2012

L'ultima Variante? La pantera ruggisce ancora

L’anno scorso, più precisamente il 22 marzo 2011, ho avuto due grandi fortune: assistere alla rappresentazione de “La variante di Luneburg”, al Piccolo Teatro Strehler di Milano, e incontrare Milva nei camerini, al termine dello spettacolo. In quella serata così speciale, ho portato a Milva dei dolci tipici di Pavia e, fra lo stupore di molti, una copia con dedica di “Toppy, un moscerino dal cuore grande”. La Rossa ha preso in mano Toppy e, ringraziando, mi ha detto che lei non legge più le favole, e neppure sua figlia, ormai grande, e neppure la sua assistente… Superba, preziosa, decisa. Cosa può cercare un autore di racconti per bambini dalla pantera di Goro? Voglio respirare almeno parte della sua immensa esperienza artistica, capire e imparare la vita di chi si è dedicato anima e corpo all’arte. Milva non è una scrittrice, eppure mi affascina esattamente come molti grandi scrittori, perché la sua storia parla, ti sussurra piano tante verità; la sua storia s’intreccia con quella di grandi scrittori (basti pensare agli incredibili dischi nati dall’incontro Milva – Merini e Milva – Faletti) e di grandi artisti, e non può lasciare indifferente chi sente che scrivere è la sua vita. 
Ma torniamo a noi: qualche tempo fa, la bella sorpresa: quattro nuove date della Variante, due a Vicenza e due a Bologna. Due settimane dopo avevo in mano i biglietti per domenica 1 aprile. E così, ieri, sono arrivato a Bologna, città che per troppo tempo ho aspettato a visitare, ho pranzato in un ristorantino di fronte al teatro “Arena del Sole”, e poi mi sono recato davanti all’”ingresso artisti” del teatro.