«Sale della terra. Luce del mondo. Le parole risuonano
nella testa, rimbombano nel cuore, fanno tremare i polsi. Non importa che a
sentirle siano le orecchie di un discepolo del 30 d.C. o di un giovane del 2020
d.C. L’imperativo è sempre bellissimo e terribile. Sale della terra. Luce del
mondo. La Chiesa in uscita, che s’incammina sulle strade del mondo e va
incontro al prossimo. Eppure, i mormorii dei discepoli, antichi e moderni, non
si tacciono. Se abbassiamo il volume dei pensieri possiamo sentirli anche
adesso: Maestro, ma quale Chiesa? Come presentarci al mondo? E, soprattutto,
cosa portare nel mondo? (…)». Per Soul Food for you, il mio
Vangelo raccontato di domenica 9 febbraio 2020.
Blog di Giacomo Bertoni, giornalista e scrittore. Già la Provincia Pavese, Ossigeno per l'informazione, il Ticino, Radio Mater, iFamNews. Qui si parla di giornalismo, giovani, vita, libri, Chiesa e futuro.
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venerdì 7 febbraio 2020
sabato 2 novembre 2019
La "solidarietà soprannaturale" di papa Paolo VI
«Regna tra gli uomini, per arcano e benigno mistero della divina
volontà, una solidarietà soprannaturale, per cui il peccato di uno nuoce anche
agli altri, così come la santità di uno apporta beneficio agli altri». Così
scriveva papa Paolo VI, nella costituzione apostolica “Indulgentiarum doctrina”,
il 1° gennaio del 1967.
Sono parole da rileggere in questi giorni di visite ai cimiteri, giorni durante i quali è anche possibile lucrare l’indulgenza plenaria per i defunti: «Cristo, infatti, "il quale non commise peccato", "patì per noi", "fu ferito per le nostre iniquità, schiacciato per i nostri delitti... per le sue piaghe siamo stati guariti". Seguendo le orme di Cristo, i fedeli cristiani sempre si sono sforzati di aiutarsi vicendevolmente nella via che va al Padre celeste, mediante la preghiera, lo scambio di beni spirituali e la espiazione penitenziale; più erano animati dal fervore della carità tanto maggiormente imitavano Cristo sofferente, portando la propria croce in espiazione dei propri e degli altrui peccati, persuasi di poter aiutare i loro fratelli presso Dio, Padre delle misericordie, a conseguire la propria salvezza.
È questo l’antichissimo dogma della comunione dei santi, mediante il quale la vita dei singoli figli di Dio in Cristo e per mezzo di Cristo viene congiunta con legame meraviglioso alla vita di tutti gli altri fratelli cristiani nella soprannaturale unità del corpo mistico di Cristo, fin quasi a formare una sola mistica persona».
Sono parole da rileggere in questi giorni di visite ai cimiteri, giorni durante i quali è anche possibile lucrare l’indulgenza plenaria per i defunti: «Cristo, infatti, "il quale non commise peccato", "patì per noi", "fu ferito per le nostre iniquità, schiacciato per i nostri delitti... per le sue piaghe siamo stati guariti". Seguendo le orme di Cristo, i fedeli cristiani sempre si sono sforzati di aiutarsi vicendevolmente nella via che va al Padre celeste, mediante la preghiera, lo scambio di beni spirituali e la espiazione penitenziale; più erano animati dal fervore della carità tanto maggiormente imitavano Cristo sofferente, portando la propria croce in espiazione dei propri e degli altrui peccati, persuasi di poter aiutare i loro fratelli presso Dio, Padre delle misericordie, a conseguire la propria salvezza.
È questo l’antichissimo dogma della comunione dei santi, mediante il quale la vita dei singoli figli di Dio in Cristo e per mezzo di Cristo viene congiunta con legame meraviglioso alla vita di tutti gli altri fratelli cristiani nella soprannaturale unità del corpo mistico di Cristo, fin quasi a formare una sola mistica persona».
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martedì 5 marzo 2019
Eppure il cuore continua a cercare
«È inutile continuare a fissare lo smartphone: il led della
notifica non si accende. Anche l’orecchio continua a filtrare i rumori del
traffico, ma non ci sono suonerie vivaci che segnalano l’arrivo di un suo
messaggio. Una storia d’amore non è mai finita davvero fino a quando entrambe
le persone coinvolte non hanno superato la fase più dura: l’accettazione, la
comprensione della fine…» Per il blog di Costanza Miriano una riflessione sul nostro cuore. Che non smette mai di cercare.
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