"Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perchè i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti." (G. K. Chesterton)



lunedì 12 ottobre 2015

Passato, presente e futuro all'Arsenale di Pavia

Domenica preziosa con l'apertura straordinaria dell'Arsenale, dove ogni angolo racconta un pezzo di storia, con la mostra dedicata a Maria Corti, presso il Broletto, dove ogni pagina di carta vola sulla fantasia, e con l'esposizione "In-Stallo. Vestire lo spazio", presso Santa Maria Gualtieri, dove l'arte contemporanea ricerca la bellezza. Pavia: città ricca di storia passata, presente e futura. Come si fa a non amarti? 


L’area sulla quale, nel corso degli anni, si è sviluppato l’Arsenale di Pavia così come oggi lo vediamo, venne espropriata nel 1862, un anno dopo la proclamazione dell’Unità di Italia.
La scelta derivò probabilmente dall’essere questa area adiacente alla Caserma Rossani, dove nel 1859 era stato stanziato il Reggimento Pontieri con relative officine. La necessità di nuovi edifici idonei all’attività produttiva che si andava sviluppando e, nel contempo, l’opportunità di una sorveglianza militare di facile attuazione furono probabilmente gli elementi determinanti nella scelta dell’area.


L’area dell’Arsenale è molto grande (mq. 140.000), collocata all’interno dell’edificato e in prossimità del centro storico, si affaccia sul Ticino, è attraversata dal Navigliaccio, al suo interno sono presenti edifici storici di grande interesse. Ha quindi tutte le caratteristiche urbanistiche, ambientali e storiche per farne un grande polo di interesse cittadino, un complesso di spazi, luoghi, edifici per il rilancio dell’iniziativa sociale, economica e culturale dell’intera città. (…) 


Gli edifici storici che abbiamo di fronte sono stati costruiti tra il 1865 e la fine secolo, quindi in un arco di tempo di circa 35-40 anni e secondo progetti diversi e successivi, ma seguendo fedelmente una precisa impostazione iniziale: l’asse di simmetria sul quale, partendo dall’ingresso con cancello arretrato e invito curvilineo sui due lati, si allineano la facciata, gli androni carrai, i cortili e, a finire, il corridoio coperto che divide in due parti l’ultimo edificio. (…) 


Il complesso di edifici che viene normalmente identificato come Caserma Rossani è in realtà l’ex Monastero di San Salvatore, una delle più significative strutture conventuali della nostra città. Le origini risalgono all’epoca longobarda, come attestato da Paolo Diacono (circa 720-799) nella sua Historia Langobardorum. Secondo Paolo Diacono, la chiesa fu fondata nel VII secolo per volontà regia e accolse le spoglie di tre o forse quattro re longobardi.” (da “Storia e architettura dell’Arsenale”, di Enrico Sacchi, “Arsenale creativo”)

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