Sono passati 7 anni. Ormai è un ritorno maturo, sei
cambiato. Non passi più davanti al busto di Torquato come studente, ma come
cronista (quindi puoi anche guardarlo negli occhi). Ora sei un osservatore
esterno, distaccato. Eppure l’emozione si ripresenta. Il primo giorno di scuola
fa ancora tremare le ginocchia, anche se forse c’entra la corsa che hai dovuto
fare non trovando parcheggio…
Seguire e raccontare (domani in edicola) il primo
giorno di scuola nell’istituto dove hai vissuto il tuo primo giorno di scuola
superiore è un’esperienza quasi mistica. I passi, oggi più sicuri, si posano
sugli stessi gradini, percorrono gli stessi corridoi. Qualcosa è cambiato: cosa
sono queste cartine geografiche antiche? E questo splendido pianoforte a coda?
Tutta questa tecnologia, i computer, le lim? Le cose importanti però sono
rimaste le stesse: il sorriso dei collaboratori scolastici, le voci dei
professori, la fila in segreteria. Vi rendete conto di quanto sono belle le
nostre radici?
