"Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perchè i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti." (G. K. Chesterton)



giovedì 15 gennaio 2015

Anastacia torna a Milano e regala la sua "Resurrection"

27 ottobre 2014. Milano. Fabrique. Una lunga fila di persone traccia il percorso verso l’ingresso di un sogno che si avvera: il concerto di Anastacia. Neanche il freddo sembra riuscire a distrarmi, solo le risate con gli amici, le canzoni canticchiate, l’emozione che cresce possono catturare la mia attenzione. Finalmente l’apertura dei cancelli: si entra! Il resto è un’attesa veloce come un lampo, dopo una manciata di ore che sembrano minuti le luci si spengono e appare la sua chioma bionda dietro le coriste. La musica cresce, la sua voce… La sua voce non si sente. “Un guasto tecnico” – penso sconcertato ma sereno. Dopo dieci anni di attesa sono sicuro che nulla potrà turbare il mio concerto. Invece purtroppo il problema è una brutta laringite. Anastacia è triste, si scusa, la sua impotenza traspare con forza. Ma la sua professionalità e grinta sono più forti: raccoglie tutta la nostra energia e si lancia in un concerto di più di un’ora, sforzandosi comunque di cantare e regalandoci balletti e sorprese incredibili. Uscendo dal Fabrique ci sentiamo tutti un po’ sospesi: da un lato emozionati dal suo sforzo unico, dall’altro dispiaciuti per non aver potuto apprezzare il suo dono speciale. La serata resta nel cuore, impressa tra i ricordi più belli.


14 gennaio 2015. Milano. Fabrique. Non è nostalgia, Anastacia ad ottobre è stata costretta ad annullare tutte le tappe mancanti del suo tour, proprio a causa di quella brutta laringite. Ha fissato nuove date, ma soprattutto ha organizzato una nuova tappa milanese con ingresso gratuito per tutti i fan che avevano partecipato al concerto del 27 ottobre. Stavolta l’attesa è più lunga, l’energica band di apertura (I sorprendenti “Fyre”) trascina e coinvolge, ma le orecchie, gli occhi, tutto è in attesa trepidante. Ma ecco che il palco si riempie dei suoi musicisti, le luci si abbassano e… “And I wonder if you know..” Sì, Anastacia arriva e la sua voce riempie ogni spazio.



Da quelle prime note in poi la serata è un susseguirsi di giochi, balli, allegria, tutto caratterizzato da musica vera. Musica dal vivo: nessuna campionatura, nessun pre-rec, nessuna base pre-registrata, elementi purtroppo sempre più diffusi nei concerti oggi. Sincerità umana e musicale, senza parole di umiltà o modestia, ma con fatti di professionalità e generosità. Musica vera, da un’artista vera, che non ha posto schermi né fisici né tecnologici né mentali tra lei e la sua famiglia italiana, come ci ha definiti. Un tour che presenta un album prezioso, “Resurrection”, che segna la rinascita dell’artista dopo la battaglia finale contro il cancro che l’ha vista vincitrice. Canzoni che giocano su melodie nuove e testi caldi ed intimi, in un racconto personale che non dimentica però lo stile “sprock” che Anastacia stessa ha creato e che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Cosa mi rimane di questa serata?



Penserete giustamente voi: non era la presentazione di un libro, non era una lettura animata, non era una lezione universitaria o un convegno, non era una fiera dell’editoria… Eppure merita posto in questo parco perché è stata una serata di rinascita, di resurrezione vera, come incontro e confronto di emozioni sincere. L’arte fa bene al cuore, l’arte ha un potere catartico esplosivo, l’arte è cultura. Non smettiamo mai di cercare la qualità e la sincerità, anche nei nostri momenti di svago. Buona musica! (photos by Fabrique)

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