«Ma ne vale davvero la pena?». Chissà se Katharine “Kay”
Graham se lo sarà chiesto nelle notti infinite di quel giugno 1971 destinato a
entrare nella storia. Su un piatto della bilancia la sicurezza tranquilla della
prudenza, le amicizie potenti di lunga data e l’approvazione di un mondo pronto
a garantire profitti sicuri. Sull’altro piatto nulla, se non una convinzione:
la verità si deve pubblicare. Un imperativo categorico capace di mettere in
dubbio tutto, compreso un giornale da sempre di proprietà della propria
famiglia. Un giornale amato ed ereditato, un giornale da far vivere e crescere.
Kay è l’esempio fulgido di “editore illuminato”, dell’editore che, pur non
essendo giornalista, sa capire l’insopprimibile esigenza di raccontare la
verità. Ma Kay è pur sempre l’editore del “The Washington Post”: oltre le battaglie
di libertà, lei è impegnata nella quotidiana lotta di far vivere una creatura
bellissima e complessa quale è un giornale. Come ricorda in uno dei momenti più
delicati del film: «Occorre un giornale per poter continuare a fare le domande
scomode».
Blog di Giacomo Bertoni, giornalista e scrittore. Già la Provincia Pavese, Ossigeno per l'informazione, il Ticino, Radio Mater, iFamNews. Qui si parla di giornalismo, giovani, vita, libri, Chiesa e futuro.
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sabato 24 febbraio 2018
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