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sabato 2 maggio 2020

Lockdown della fede? Non avete capito niente

“Scusami, devo staccare, tra poco inizia la Messa su Telepavia, a dopo!” “Hai visto ieri sera che bello il rosario per l’Italia su Tv2000?” “Ormai mi sento veronese d’adozione, da quando siamo in isolamento seguo la Messa di monsignor Zenti su Telepace, mi sento davvero parte di qualcosa di più grande.” “Ci sentiamo domani allora: tra poco c’è la compieta su Radio Maria e la recito con loro.” “Abbi pazienza, ma a quell’ora devo dire la coroncina della Divina Misericordia con Radio Mater, facciamo alle 17?” 

Sono solo una sintesi dei tanti messaggi ricevuti e inviati in queste settimane di isolamento. E sono il motivo per il quale, quando il contagio si sarà fermato, si potrà parlare di orgoglio cristiano. 

L'Abbazia di San Galgano deserta e la fede in isolamento per il coronavirus

mercoledì 5 febbraio 2020

Achille Lauro a Sanremo: cosa abbiamo perduto?

«La celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di San Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà». Achille Lauro accompagna con queste parole le foto che lo ritraggono come un novello San Francesco. Foto presto diventate virali, come la sua esibizione di ieri sera al 70° Festival di Sanremo

Achille Lauro al Festival di Sanremo si ispira a San Francesco

sabato 5 ottobre 2019

Francesco va', ripara la mia Chiesa

La fede cristiana come l’avventura di un amore che afferra l’esistenza e la trasforma. È questa la prospettiva che ancora oggi San Francesco ci invita a considerare per misurare il nostro rapporto con Cristo. Ed è questo l’invito che il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, ha rivolto ai fedeli durante l’omelia per la solennità di San Francesco, celebrata nella basilica di Santa Maria Incoronata di Canepanova.

«Per Francesco – ha spiegato il vescovo Corrado –, amare Cristo è amare una persona viva e presente, che si è data per noi, che si è caricata i nostri peccati sul legno della croce e ha lavato la nostra sporcizia con il suo sangue». 

Questo incontro vivo e luminoso stravolge il quotidiano, sveglia dal torpore la coscienza: «San Francesco sarebbe a disagio di fronte a un cristianesimo esangue, ridotto alla difesa di valori, per quanto importanti, come la pace, la cura dell’ambiente, la causa dei poveri – ha ricordato monsignor Sanguineti –. Stiamo attenti al nuovo “moralismo” che tende a rendere accettabile la Chiesa nel consesso del mondo moderno, a condizione che si limiti a diventare una buona agenzia educativa che propugna e difende alcuni valori facilmente condivisibili. Alcuni. Per altri, come la purezza, la castità, il pudore, la custodia e la difesa della vita nascente o morente, non c’è molto spazio». 

Il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti a Canepanova per la solennità di San Francesco

sabato 10 dicembre 2016

A Pavia, la Solennità di San Siro

Con trepidazione e gioiaMons. Corrado Sanguineti ha aperto le celebrazioni per la Solennità di San Siro, patrono di Pavia, da lui vissute per la prima volta come pastore della Chiesa pavese. "Il cristianesimo", così ha ricordato nell’omelia del Pontificale, "ha fecondato la società fin dai primi anni della sua nascita", e oggi siamo qui "non per ricordare un passato sepolto", bensì per "celebrare i continui frutti che la fede porta all’uomo di oggi". 


Noi pavesi siamo eredi di una lunga storia, già San Martino di Tours scriveva di una comunità cristiana viva e coinvolgente nella sua visita all’antica Ticinum. Seguendo l’esempio di S. Siro, primo pastore ed evangelizzatore della nostra comunità, siamo chiamati ad “andare in tutto il mondo”, perché la gioia della fede, che è un incontro con la persona di Gesù, è così travolgente che non può essere tenuta solo per noi, e perché “non c’è cristianesimo senza missione”. 
La prima festa di S. Siro di Mons. Sanguineti coincide anche con la sua prima lettera pastorale, dal titolo “Maestro dove dimori? Incontrare Cristo oggi”. Tre i nodi centrali: da dove partire per il cammino della Chiesa? Come rileggere l’incontro di Gesù con i discepoli? Dove vivere oggi questo incontro? Alle comunità parrocchiali l’invito quindi a verificarsi e a fare scelte capaci di rendere la grandezza della fede vissuta nella contemporaneità, riscoprendo il gusto dell’essenziale. Come la tradizione di S. Siro ci ricorda, anche noi siamo chiamati a condividere il poco pane che abbiamo, perché “solo ciò che è condiviso si moltiplica”. 


martedì 15 febbraio 2011

"C'era una volta un Vaticano"... Ci sarà ancora?

“C’era una volta un Vaticano”. Con questo titolo, che sembra velare il saggio con una nota di nostalgia, ci accingiamo ad analizzare la situazione della Chiesa in Occidente.
Massimo Franco, inviato e notista politico del “Corriere della Sera”, parte con la sua indagine dal luglio 2010, quando Benedetto XVI crea un ministero per rianimare il cattolicesimo in Occidente. Questa sua decisione chiude un’epoca ed ufficializza la presenza di grandi difficoltà all’interno della Chiesa stessa. La ricerca di Franco si snoda in un’Europa sempre più distante dal cristianesimo, vicina addirittura ad approvare la rimozione del crocifisso nei locali pubblici, passando poi per lo scandalo dei preti pedofili e per le numerose guerre intestine al Vaticano, che minano fortemente la solidità di un potere millenario.
C’era una volta un Vaticano mostra come il nemico della Chiesa non sia più il regime comunista, bensì una “società liquida”, sempre più indifferente al messaggio cristiano. E proprio a questa indifferenza vanno imputati la grande perdita di fedeli e la drastica diminuzione di seminaristi e novizie. Nasce spontanea una domanda: chi ha causato questo allontanamento? Massimo Franco risponde con schiettezza: gran parte della “colpa” è del Vaticano e gli indizi sono presto elencati. Prima di tutto vi è stata una pessima “gestione” dello scandalo pedofilia: si è cercato in tutti i modi di nascondere una tragica realtà, provocando quindi una delusione ed una rabbia ancora maggiore nei fedeli una volta che questi fatti sono venuti a galla. Altro elemento che non ha giovato all’immagine del Vaticano è stato il continuo perseguire nella propria lotta contro divorzio e unioni civili, appoggiando i politici che potevano seguire la loro linea, senza però preoccuparsi di creare al contempo un fertile dialogo con divorziati, conviventi, omosessuali, abbarbicandosi su scogli di pensiero così desueti da sfiorare lo straniamento. Vi è un Vaticano costantemente “in ritardo” rispetto alla società che cambia e quindi non in grado di dare consigli e giudizi consoni alla situazione attuale.

Un esempio lampante è stato l’intervento del Cardinal Bertone, segretario di Stato Vaticano (e quindi secondo solo al papa), che ha affermato come vi siano relazioni tra omosessualità e pedofilia. Ennesima gaffe, sintomo di un meccanismo arrugginito ed inceppato.
Il mio augurio è che questo saggio possa generare un dibattito serio, portando nuova luce ad un faro ormai spento, ma forse tanto necessario per un mondo così confuso.