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venerdì 28 giugno 2019

Francia, sentenza inappellabile: Vincent Lambert deve morire


La Cassazione ha condannato Vincent Lambert a morire di fame e di sete. Quale colpa ha Vincent? Una sola: Vincent vuole vivere. Vincent, nonostante il gravissimo incidente subito dieci anni fa, vuole continuare a vivere, a respirare da solo, a salutare con lo sguardo la sua mamma e il suo papà. Vincent ci ricorda che la vita vale la pena sempre. Vincent è l’argine che ci difende da una dittatura nella quale non ci sarà posto per gli improduttivi, i diversi, i fragili. Non ci sarà pietà per chiunque non risponderà ai canoni del consumatore perfetto: lavoratore senza affetti né coscienza. E in questo silenzio agghiacciante, mentre il cielo dell’Europa è oscurato da nubi di morte, Vincent, dal suo letto d’ospedale, salva tutti noi.

venerdì 7 giugno 2019

"Sono più vicini a noi"


Perdere una persona cara è perdere una parte di sé. È impossibile evitarlo: c’è un angolo di noi che improvvisamente si crepa. È l’angolo dei ricordi, quelli che questa persona ci ha raccontato e quelli che non abbiamo fatto in tempo a conoscere. Ricordi che parlano di noi, delle nostre radici, della nostra storia personale. Sono ricordi che rendono la nostra città più umana, perché dietro ai volti che incontriamo per le strade scopriamo storie, lontane parentele, amicizie, gesti di coraggio. Nei racconti dei nostri anziani c’è la medicina al grigiore contemporaneo. 
E oggi si vacilla un po’, perché un tassello della mia storia è venuto a mancare. Grazie per la tua dolce generosità zia, grazie per le nostre chiacchiere infinite mentre fuori dalla finestra il sole pian piano tramontava, grazie per esserti presa cura di me, e di tutti noi, nei momenti difficili. Sono sicuro che, con il tempo, questo tassello apparentemente vuoto si riempirà di fiori. Eh sì, ci saranno anche i tuoi gerani. 

Non si perdono mai coloro che amiamo perché possiamo amarli in Colui che non si perde mai.” (Sant’Agostino)

mercoledì 5 ottobre 2016

Chi ruba la speranza?


Il 10 settembre è stata ricordata la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, ma è passata in sordina, coperta dai mille suoni della quotidianità. Sono tante le notizie e le ricorrenze di ogni giorno, il suicidio è una realtà lontana dalla mia esistenza… Poi la vita ti porta a toccare con mano questa tragedia, mostrandoti quanto possa essere subdola e vicina, e solo allora il tuo mondo si ferma e inizia a tremare. Si è sopraffatti dall’incredulità, dalla sorpresa, dal dolore. Poi tutto lascia il posto a un malessere pervasivo, un rombo cupo e costante, come un temporale minaccioso che oscura il cielo senza scoppiare mai. I tuoni sono il vortice di domande che scuote la tranquillità. (…)” Per il blog di Costanza Miriano, una riflessione sul dramma del suicidio.