giovedì 21 settembre 2017

Pavia e il rumore dei treni

Sembra di sentirli arrivare, pare quasi di vederli in lontananza… Come ogni settembre, si ripete l’invasione pacifica degli studenti. La storia di Pavia è indissolubilmente legata a quella della sua prestigiosa Università, nata qui nel lontano 1361. Uno degli atenei più antichi al mondo, che intrattiene con la città una relazione complicata eppure inscindibile. 
Amore, disincanto, orgoglio, sopportazione, indifferenza. C’è questo e molto altro nella centenaria relazione fra la città e il suo ateneo, fra un mondo accademico, a volte brillante a volte spocchioso, e una città magari un po’ fredda, di certo dignitosa, assolutamente insensibile alla superbia altrui. Ci sono rapporti umani, amicizie, amori, incontri e attese. Piccoli rami che si intrecciano negli anni degli studi e che, a volte, resistono nel tempo. 
Inizia un nuovo anno accademico, si aprono nuove strade per studenti pavesi e non. Si preparano nuove immagini che i pavesi osserveranno passeggiando in Strada Nuova, davanti all’imponente ingresso dell’università. Non tutti se ne accorgono, eppure varcando quel portone qualcosa cambia. L’atmosfera? Il tempo? Non è facile spiegarlo, ma lo iato è notevole. 

La stazione dei treni di Pavia vista dall'alto

Sotto il velo di nebbia, negli ultimi anni sempre più sottile, si può scoprire che la città non nutre sentimenti negativi verso questa grande eccellenza: la osserva, la stima, ma mantiene le distanze, perché sa che la maggior parte dei rapporti umani che ne nasceranno saranno a termine, che molte amicizie dureranno il tempo di una triennale o di una specialistica. E Pavia non ama sprecare energie in progetti poco lungimiranti. 
In questa prudenza c’è la speranza di riconoscere alcuni rapporti significativi, il tentativo di estrarre dalla massa le persone importanti per la propria vita, quelle amicizie capaci di dare una direzione al cammino. Non è freddezza, è speranza della verità e rifiuto dell’ipocrisia.
L’antica Ticinum chiederà tanto. Ma, a chi saprà amarla, regalerà ancora una volta gli anni più belli della vita.  

Every time it's the same 
One more night one more train 
Everywhere empty roads 
Where they go no one knows...” 
(Enya) 

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