"Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perchè i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti." (G. K. Chesterton)



giovedì 14 gennaio 2016

La bellezza salverà il mondo

In questi giorni su Facebook circolano video ed immagini che raccontano violenza, guerre, soprusi ed ingiustizie. L’uomo sembra accanirsi su tutto ciò che è bello, su ciò che è vero, come a voler dominare la realtà con la propria piccola forza. A farne le spese? Le donne, gli anziani, i bambini. La vita, la saggezza, il futuro. Mi piacerebbe opporre a queste immagini un fiume di parole, perché le parole sono arte e cultura, sono fede, sono verità. E solo con queste belle speranze possiamo curare le ferite dell’uomo. “La bellezza salverà il mondo” (Fëdor M. Dostoevskij). Diffondiamola.



Nell'Anno Mariano la Chiesa desidera ringraziare la Santissima Trinità per il «mistero della donna», e, per ogni donna - per ciò che costituisce l'eterna misura della sua dignità femminile, per le «grandi opere di Dio» che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei. In definitiva, non si è operato in lei e per mezzo di lei ciò che c'è di più grande nella storia dell'uomo sulla terra: l'evento che Dio stesso si è fatto uomo?
La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le donne e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra, che è, nel tempo, la «patria» degli uomini e si trasforma talvolta in una «valle di pianto»; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del «genio» femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e Nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti di santità femminile.” (Lettera apostolica “Mulieris Dignitatem”, Giovanni Paolo II, il 15 del mese di agosto - Solennità dell'Assunzione di Maria Santissima - dell'anno 1988)

Nella Bibbia, la longevità è considerata una benedizione di Dio; oggi questa benedizione si è diffusa e deve essere vista come un dono da apprezzare e valorizzare. Eppure spesso la società, dominata dalla logica dell'efficienza e del profitto, non lo accoglie come tale; anzi, spesso lo respinge, considerando gli anziani come non produttivi, inutili. Tante volte si sente la sofferenza di chi è emarginato, vive lontano dalla propria casa o è nella solitudine. Penso che si dovrebbe operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che gli anziani possano rimanere nelle proprie case. La sapienza di vita di cui siamo portatori è una grande ricchezza. La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune. Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita! Chi accoglie gli anziani accoglie la vita!” (Papa Benedetto XVI in visita alla casa-famiglia “Viva gli anziani” gestita dalla Comunità di Sant’Egidio, lunedì 12 novembre 2012, Roma)

C’è nel salmo 8 un versetto che ci fa intuire tutta la fiducia che Dio ripone nella bocca dei bambini.
Nella loro bocca. Che parla riducendo al silenzio l’arroganza dei riottosi. Non nelle loro orecchie soltanto, quasi fossero l’unico veicolo che li mette in contatto con la gloria di Dio.
Con la bocca dei bambini e dei lattanti.
Affermo la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
E’ una scelta paradossale del Signore che davanti ai tribunali della storia vuol farsi difendere dai bambini, più che dagli avvocati di grido?
O è un’indicazione di metodo perché gli adulti, in vena di sacre chiacchiere, si mettano in ascolto dei messaggi fioriti sulla bocca dei lattanti e ne riscoprano l’attitudine evangelizzatrice?
Lasciarsi evangelizzare dai bambini.
Beati voi, catechisti, che stando a contatto con loro potete farlo più di me. E’ per questo che vi invidio. Accanto a loro, ultimi arrivati, si percepisce meglio il senso ultimo delle cose. Oltre che il mistero di Dio, naturalmente.
Perché, forse non lo sapete, ma è il fiato dei bambini che sostiene il mondo. E’ una frase del Talmud.
Vi vedo sorridere…
Ah, già! Accidenti alla retorica.
Ma stavolta non potevo farne a meno.” ("Scrivo a voi. Lettera di un vescovo ai catechisti”, don Tonino Bello, EDB)

(Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino, Leonardo da Vinci, 1510-1513, olio su tavola, Louvre, Parigi)

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