"Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perchè i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti." (G. K. Chesterton)



domenica 22 gennaio 2012

Pavia ha detto NO alla violenza

Una fiaccolata per le vie della mia città per ricordare Sebastian, un senza tetto di 36 anni ucciso due giorni fa in zona Ticinello. L’ho saputo tardi, quando ormai ero già impegnato. Ero dispiaciuto, mi sarebbe piaciuto andarci, ma non potevo… Mezz’ora prima dell’inizio della fiaccolata, l’imprevisto: mi ritrovo libero, con neanche venti minuti per raggiungere via Montebello, dove sarebbe partito il corteo. Non so come, ma in quel momento molte cose sono andate per il verso giusto, pochissime macchine per strada, tutti i semafori verdi; alle 21 spaccate ero lì. Il mio primo pensiero? Quanta gente! Secondo “la Provincia Pavese” eravamo più di 500: per una fiaccolata organizzata nel giro di due giorni, per il freddo terribile che ci ha congelati, per le tante persone che giudicano inutili queste manifestazioni…
Non ho fatto neanche in tempo a rattristarmi perché ero rimasto senza fiaccola, che una bambina mi ha picchiettato su una gamba, porgendomene una… Era piccolissima, stava appena in piedi, ma c’era, con i suoi genitori, sfidando freddo e fatica. Un grande senso di calore, calore umano, calore spirituale, che ci accomunava. Eravamo tanti, diversi magari nelle scelte di vita, nel pensiero politico, nell’età, ma accomunati dal desiderio di dire no. No alla violenza, no all’indifferenza, no alla superficialità. Ma no anche ad un finto buonismo, no al fingere accoglienza per ottenere qualche voto o qualche favore, ma solo a patto che tutto avvenga lontano da casa mia. Siamo scesi per le nostre strade in silenzio, illuminando con mille candele il percorso che Sebastian faceva ogni giorno (Ticinello, stazione, Casa del Giovane…) per rivendicare l’amore che proviamo per la nostra città, ed il netto rifiuto che opponiamo a qualsiasi forma di violenza. Vogliamo costruire una città solidale, che sappia guardare al futuro con speranza; per fare questo è necessario prima di tutto il rispetto, il rispetto vero del valore di ogni persona.
L’accoglienza deve sempre essere unita al dialogo ed alla presa di distanza dalla violenza e dall’infrangere le regole; con queste basi, solo con queste, sarà possibile davvero far splendere le nostre città e guardare al futuro con un sorriso, convinti di poterlo costruire con mattoni migliori.
Ieri abbiamo detto no alla violenza. Questo no è per sempre.

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